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22 settembre 2017

“Dobbiamo lottare per la pace, fare la guerra è più facile”


Il 1 ° giugno, il pilota e deputato ucraino, Nadia Savchenko ha partecipato per la seconda volta ad una riunione della Verkhovna Rada. L’idea di creare una commissione d’inchiesta provvisoria (PIC) sui Panama Papers, ha dato al deputato la possibilità d’esprimere, dopo la sua liberazione, una delle sue prime opinioni politiche dalla tribuna parlamentare.

– Le persone fanno rumori perfettamente giusti in questa aula, ma poi commettono delle azioni terribilmente sbagliate – ha proferito Savchenko – Tutti i governi ucraini hanno urlato contro la corruzione del governo precedente… ma nessuna nuova amministrazione ha mai parlato del suo malcostume. Tutti, entrando in questo parlamento, abbiamo prenotato una crociera su un Titanic. Nessuno di noi farà questo viaggio in sicurezza, e se oggi non si crea la commissione, la gente capirà chi siamo veramente, come comprenderà se la formiamo solo fine a se stessa, cioè senza farla operare. In ambedue i casi, nessuno, nemmeno i ratti, riusciranno a fuggire da questa nave. Pertanto, vi consiglio di non cercare di sfuggire le difficoltà. Dobbiamo espiare i peccati contro il popolo. Iniziamo uniti, e se mettiamo la nostra ricchezza assieme, la gente ci aiuterà a portare alla salvezza il nostro Titanic, in caso contrario la popolazione annegherà con noi.
– Tuttavia – ha continuato il deputato – sappiamo dalla pratica che la maggior parte dei parlamentari non si preoccupano dell’opinione popolare. Lo avete confermato anche in questa occasione, quando non siamo riusciti a creare la PIC perché il movimento ha ricevuto solo 108 voti con una soglia fissata a 150.

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Alla fine del suo intervento Savchenko è uscita dall’aula parlamentare e nella hall della Rada, abbiamo posto alla giovane deputata alcune domande.
D. Sei riuscita a fare alcuni passi, com’è tuo intendimento, verso il rilascio di altri prigionieri detenuti in Russia?
– Ho lavorato per questo tutta la settimana, quindi vedremo a breve cosa porterà questo mio impegno. Mi è impossibile spaziare in qualsiasi direzione, e ho capito che mi devo concentrare di volta in volta solo su una questione. La cosa più importante è quella di fare in modo che tutta la nostra gente torni a casa viva. Sì, abbiamo imparato a convivere con la corruzione, anche se ne abbiamo avuto abbastanza, ma loro, la nostra gente in cattività, potrebbe non essere in grado di sopravvivere. Quindi, questo è il problema più importante per adesso, tutto il resto passa in secondo piano.

D. Come percepisci l’affermazione di Petro Poroshenko che potrebbero essere rilasciati due prigionieri politici in poche settimane? Gli credi?
– Siamo tutti esseri umani e non ci si può fidare di nessuno. Poroshenko ha detto quello che ha fatto, ma il risultato finale dipende da due persone. Da parte sua ha fatto conoscere la sua opinione, ma non sappiamo l’opinione dell’altro lato. Quando mi hanno detto che mi avrebbero liberato, sapevo che una parte di questa condizione dipendeva da Putin, e, dal momento che potevo essere stato inviata in Siberia il giorno successivo, non credevo pienamente alla possibilità di vedermi libera.

D. Ti sono stati detti i dettagli della tua liberazione?
“Sono stata liberata, e grazie a Dio per questo. Vorrei che tutti fossero rilasciati nel modo che hanno liberato me. Inoltre, se vi dicessi i dettagli del mio rilascio, riusciremmo a liberare gli altri? Scriverò le mie memorie un giorno, in cui descriverò tutta la mia vita, così farò divertire i vostri figli e nipoti; ma non è necessario saperlo oggi. I giornalisti devono operare per aiutare le persone, non far loro del male. Ci sono molte persone in pericolo, dopo tutto”.

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D. Quale posizione pensi dovrebbero prendere i giornalisti ucraini? Qual è il loro ruolo in questo processo?
– Non scavare solchi di uno contro l’altro. È sconsigliabile parlare di benefici del rilascio per ogni lato coinvolto, dobbiamo cercare la pace, la guerra è la via più facile.
Dobbiamo sempre dire che un compromesso è possibile e scendere a compromessi; naturalmente, esiste un limite oltre il quale un compromesso è impossibile.
I giornalisti non dovrebbero criticare e fare selvagge congetture che Savchenko andrà da qualche parte, che brandirà la spada o che si svenderà. No, non lo farò mai.

– Ho letto di allusioni che indicano che per un qualche sconosciuto motivo andrò a Minsk. Tuttavia, l’attuazione degli accordi di Minsk è un negoziato tra leader di quattro paesi. Non sono uno dei leader incaricati dall’Ucraina finora. Se dovessi ricevere una richiesta in questo senso, posso dire di essere pronta ad andare sul posto per vedere come si svolgono i colloqui, e cercare d’influenzarli in modo efficace, se possibile. Ad ora non c’è stata alcuna offerta formale, quindi non voglio gonfiare questi rapporti falsi e perdere del tempo su un lavoro che al momento, non mi compete.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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