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25 settembre 2017

Mariani: “Imporre sanzioni contro l’Ucraina”


Nell’ambito della “crisi ucraina”, nel febbraio 2015, è stato firmato a Minsk, in Bielorussia, un secondo accordo di pace tra Kiev, Mosca l’OSCE e le autoproclamate “Repubbliche Popolari di Donestk e Lugansk” (Minsk II), in quanto il primo armistizio non era stato osservato. Gli accordi di Minsk comprendono un cessate il fuoco completo, il ritiro delle armi dalla linea di contatto, lo scambio dei prigionieri uno per tutti, le riforme costituzionali ucraine, tra cui il decentramento del potere nel paese e la concessione di uno status speciale alle regioni occupate di Donetsk e Lugansk.

Finora, la Verkhovna Rada [il parlamento ucraino] non ha effettuato una sola riforma stabilita negli accordi di Minsk II. Questo è il motivo per cui appoggiamo la revoca delle sanzioni contro la Russia. Scusatemi, ma logicamente, ci sono due cose da fare. In primo luogo, le sanzioni anti-russe devono essere sollevate, e in secondo luogo, le sanzioni devono essere introdotte contro l’Ucraina. Perché proprio ora Kiev sta dimostrando la mancanza di rispetto nell’attuazione degli accordi di Minsk. La responsabilità principale è dalla parte ucraina – ha sostenuto Thierry Mariani, un deputato del partito conservatore repubblicano durante un’intervista con il quotidiano russo Izvestia, pubblicata venerdì.

Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altri Stati, per l’annessione della Crimea e per il coinvolgimento russo in Ucraina orientale, hanno imposto a Mosca varie tornate di sanzioni destinate ai settori chiave dell’economia russa, così come contro un certo numero di individui ed entità.
Nel mese di aprile, l’Assemblea Nazionale, la Camera bassa del parlamento francese, ha fatto passare una risoluzione non vincolante, che chiedeva all’UE di revocare le sanzioni imposte alla Russia. Il Senato francese voterà la risoluzione l’8 giugno. Secondo i legislatori francesi, il disegno di legge verrà accolto con il sostegno quasi unanime del Comitato del Senato per gli Affari europei.
Le probabilità che il senato approvi la risoluzione sono abbastanza alte, ha spiegato Mariani, chiarendo che il suo partito non troverà difficoltà nella Camera superiore, perché dominata dal partito repubblicano di cui ne è parte, la proposta invece, ha avuto molta difficoltà a passare nella Camera bassa, che è dominata dai socialisti.
Questa risoluzione invierà un certo segnale al governo … l’opinione pubblica sembra contraddire l’idea delle sanzioni – ha sottolineato Mariani.

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La proposta del francese d’imporre sanzioni contro l’Ucraina per la mancata attuazione degli accordi di Minsk-II potrebbe apparire a prima vista un’eccentrica buffonata di un “utile idiota” sostenitore di Putin che sta usando la mancanza di conoscenze specifiche della gente per richiamare l’attenzione sulla revoca delle sanzioni contro la Russia; ma in realtà è solo un risultato logico di un’intera politica destinata, non tanto a ripristinare il primato del diritto internazionale, l’integrità territoriale di uno Stato e la libertà di scelte di un popolo, quanto a placare la furia di un paese aggressore e cercare in tutti i modi di riprendere la cooperazione il più velocemente possibile.

Mariani, il rispettabile parlamentare che una volta ha lottato per dividere i cittadini francesi in base al colore della pelle o alla loro origine etnica, ora, ha portato il contesto all’assurdo. Perché l’Ucraina è occupata? Perché dei cittadini vengono uccisi o torturati? Perché uno Stato non può godere della sua sovranità? La colpa è dell’Ucraina naturalmente! E, di chi altro! L’Ucraina avrebbe dovuto arrendersi a Putin, poi Mariani e i suoi collaboratori sarebbero potuti arrivare a Kiev, e, mentre godevano dello spettacolo degli eleganti carri armati russi che rombavano sulla via Khreshchatyk [la via principale di Kiev], potevano discutere serenamente con i leader nominati da Putin, della dignità e della libertà dei popoli.
Ma Thierry Mariani, perché non fa causa alla Russia? Perché con un governo di Kiev “indignato” è andato assieme ad altri 10 deputati del suo partito nel luglio del 2014 in Crimea, da poco occupata e poi annessa dalla Russia? Perché deve mantenere buone relazioni con Mosca?

In un articolo del 13 novembre 2014 del quotidiano finanziario russo “Vedomosti”, viene reso pubblico che il deputato francese ha molti interessi in Russia-Ucraina: secondo il quotidiano di Mosca, la società Marshall Capital Partners di Konstantin Malofeev, un insolito oligarca “ortodosso”, molto vicino al presidente russo Putin e molto coinvolto nel finanziamento dei separatisti filo-russi in Ucraina, è diventata nel 2014 una società europea con il nome di CFG Capital, per creare un fondo d’investimento in Russia. CFG Capital investirà non meno di 2 miliardi di euro in questo fondo, e, secondo “Vedomosti”, tra le figure eminenti contenute nel Consiglio di amministrazione di questa nuova società, chi troviamo? … Thierry Mariani!
Il giornale sostiene che nello “Advisory Board” della ditta CFG Capital ci sia Alexander Torshin, che è il primo vice presidente del Consiglio della Federazione della Camera alta del parlamento russo; Viktor Chkoulev, un magnate dei media russo la cui azienda distribuisce “Elle”, “Marie-Claire” o “Maxim” in Russia e Ucraina, e un uomo d’affari francese, una persona familiare in Russia, Pierre Louvrier, il fondatore della CFG Capital, oltre s’intende Mariani.

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Thierry Mariani ha negato con forza d’essere parte dell’azienda, anche se ha riconosciuto d’essere amico personale di Konstantin Malofeev. Dopo che il nome di Mariani è stato citato – per errore sostiene l’interessato – sul “Vedemosti”, un ricerca ha dimostrato che dopo 4 giorni dalla pubblicazione i nomi di Thierry Mariani e Alexander Torshin, erano stati tolti dalla lista del consiglio della società. Come se, dopo le rivelazioni del quotidiano economico russo, Mariani avesse cercato di distruggere le prove della sua infamia.

Ma anche per i francesi non sarebbe la prima volta! Nel 1938, i rispettabili politici francesi hanno applicato l’etichetta di “guerrafondaio” non al cancelliere Adolf Hitler, ma al presidente della Cecoslovacchia Edvard Beneš, che aveva cercato di resistere allo smembramento del suo paese. Solo due anni dopo queste accuse, il primo ministro francese Édouard Daladier, insieme ad altri politici che avevano oltraggiato Benes, mentre i carri armati tedeschi apparivano sui Champs-Élysées, sono finiti in carcere; non vorrei dire che questo fosse stato uno spettacolo elegante, anzi lo definirei vergognoso, come quello del “monsieur” Mariani e di altri truffatori che ora stanno ballando per il Fuhrer del Cremlino. Ma vorrei che noi tutti, anche i cittadini francesi, si ricordassero di queste vergogne, e che nessuno si dimenticasse degli ucraini che stanno dando la loro vita affinché i carri armati stranieri non appaiano mai più né sui Champs-Élysées, e nemmeno in Khreshchatyk.

Monsieur Mariani, lasci che queste persone diventino i silenziosi testimoni di ogni vergognosa iniziativa e di ogni voto insidioso! Cerchi di essere un uomo, non un burattino!

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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