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23 settembre 2017

Un tribunale ucraino vieta il pagamento dei 3 miliardi alla Russia


La Corte distrettuale di Golosiivskyi a Kiev, ha emesso una sentenza che di fatto vieta il pagamento del prestito di 3 miliardi di dollari concesso da Mosca alla fine del 2013 per aiutare il governo dell’allora presidente Viktor Yanukovich.
La sentenza è stata emessa in concomitanza ad una causa intentata da Iryna Verigina contro la Federazione Russa per danni morali e materiali causati dalle aggressioni militari in Ucraina, e più specificatamente con l’occupazione di parte della regione di Lugansk.

La Corte ha inoltre vietato al Gabinetto dei Ministri, il Ministero delle Finanze, la Banca Nazionale d’Ucraina, la Tesoreria dello Stato e altre autorità governative a loro direttamente riconducibili e / o ad altri funzionari dello Stato ad intraprendere qualsiasi azione relativa ai pagamenti sui prestiti ottenuti dal governo ucraino dalla Federazione russa, più specificatamente il credito ricevuto il 24 dicembre 2013 dell’importo di 3 miliardi di dollari oltre gli interessi maturati nell’ambito dell’accordo fiduciario.

La Russia, per ottenere il pagamento del suo prestito, sostenendo l’inadempienza dell’Ucraina, ha presentato una causa all’Alta Corte di Londra. Il fatto che le obbligazioni ucraine fossero state acquistate tramite la Borsa irlandese rende l’erogazione russa un debito privato, anche se Mosca continua ad insistere che si tratti di un debito statale. L’Ucraina, con i suoi creditori privati ha stipulato un contratto di ristrutturazione garantito, ma la Russia non vi ha aderito in quanto non considera il suo credito come commerciale. Nel corso dei negoziati, le autorità russe hanno insistito per avere condizioni migliori di ristrutturazione, ma questa è un’opzione vietata dal memorandum di swap stipulato tra l’Ucraina e gli obbligazionisti nell’ambito del piano di ristrutturazione.
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Secondo gli avvocati ed esperti di mercato del debito, l’imminente causa con la Russia sarà ingombrante e potrà richiedere diversi anni prima di arrivare ad una definizione; ma allo stesso tempo, gli esperti affermano che il processo stesso non rappresenti una minaccia per l’Ucraina, in quanto, anche se ci fosse una sentenza del tribunale a favore della Russia, questa non sarebbe un motivo sufficiente d’immediato pagamento del debito, mentre l’Ucraina non dovrebbe avere problemi d’accesso a nuovi prestiti del FMI e di quelli di altri creditori ufficiali internazionali.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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