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19 novembre 2017

Putin vede le armi non il pane


Il recente aumento dei prezzi del petrolio – quasi l’80 per cento in più del prezzo più basso di gennaio – è un regalo improvviso per l’economia e il governo russo; eppure, come se il paese fosse finanziariamente sotto stress come lo era all’inizio di quest’anno, e, nonostante le vicine elezioni parlamentari – con i sondaggi che mandano segnali preoccupanti – la leadership del Cremlino non pensa d’usare i fondi per le spese sociali – ha altri piani.

All’inizio di aprile, il Ministero dell’Economia russo ha pubblicato il budget previsionale dell’anno sulla base del prezzo medio del petrolio a 40 dollari il barile che, quando il valore aleggiava sui 35 dollari, sembrava ottimistico; ma non lo sembra ora che il petrolio presenta una media intorno ai 40 e il prezzo attuale sui 50. La Russia, tra gennaio e aprile ha aggiunto 20 miliardi di dollari alle sue riserve internazionali; l’inflazione è rimasta stabile al 7,3 per cento – su base anno su anno – per tre mesi consecutivi, con il più lento aumento dei prezzi dal 2014, creando le condizioni per un taglio dei tassi di interesse, forse anche questa settimana.

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Le cose sul fronte della macro-economia stanno chiaramente migliorando: la recente raccolta sulle borse mondiali di 1,75 miliardi di dollari tramite l’emissione di obbligazioni del governo, ha dimostrato che Mosca, se necessario, può prendere soldi in prestito all’estero, anche se, a quanto pare, gli acquisti sono stati effettuati da investitori con radici russe.
Allo stesso tempo, a settembre in Russia si terranno le elezioni parlamentari, con solo il 42 per cento degli elettori che sta approvando il lavoro del governo attuale: dallo scorso novembre, il parlamento non ha più avuto l’approvazione della maggioranza; il governo è al suo minimo da prima dell’annessione della Crimea; il supporto al presidente è sceso all’80 per cento, e, anche se sicuramente alto per gli standard occidentali, per Putin è il più basso da marzo del 2014.

Eppure, alla fine del mese scorso, quando i pensionati in Crimea si sono lamentati con il primo ministro Dmitry Medvedev, che le loro pensioni erano troppo basse e hanno chiesto quando sarebbero state indicizzate – come si suppone che il governo debba fare ogni anno – il primo ministro ha rilasciato una risposta che sulle reti sociali si è trasformata in un meme e ha costretto Putin a una mezza scusa. ((vedi riferimento))
Noi semplicemente non abbiamo i soldi. Se troveremo i soldi, faremo l’indicizzazione… Tu spostati, non essere triste, rimani in buona salute”.
Questa dichiarazione di Medvedev sembrava apertamente beffarda – soprattutto in Crimea, dove il desiderio di essere qualificati per le relativamente elevate pensioni russe è stato uno dei principali fattori del voto pro-Russia nel “referendum” di marzo 2014, che ha formalizzato la “secessione” della penisola dall’Ucraina.
Putin, da buon stratega, ha intuito la beffa, e pochi giorni dopo ha suggerito che la frase di Medvedev fosse essere stata estrapolata da un contesto, “il governo – ha sostenuto – non rinnega i suoi obblighi sociali”.

Alcuni economisti, tra cui Sergei Guriev, un emigrato russo che sta prendendo il sopravvento come capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, concorda sul fatto che il governo russo non abbia molto denaro. Guriev spiega che, il fondo di riserva del paese, che è specificamente progettato per coprire il deficit di bilancio, si sia ridotto di 31 miliardi di dollari, e che i rimanenti 45 miliardi di dollari sono un po’ più che sufficienti per coprire il deficit stimato di quest’anno. Tutti questi valori, seecondo Guriev, rendono la politica anticiclica del tutto impossibile.
Il governo russo non può drasticamente aumentare la spesa – ha scritto nel suo blog – L’aumento del deficit del 2 per cento del PIL farebbe esaurire il fondo di riserva prima della fine dell’anno.
Formalmente, Guriev ha ragione: il deficit di bilancio, se non sono disponibili altre fonti, è destinato ad essere coperto dal fondo di riserva; ma Andrei Illarionov, l’ex consigliere economico di Putin, sottolinea che la totalità delle riserve finanziarie russe potrebbe essere utilizzata per compensare il deficit, e che queste riserve sono in crescita.

Illarionov ha una chiara spiegazione del perché il governo russo è senza soldi per comprarsi il sostegno ed erogare le prestazioni sociali anche quando è politicamente utile: i fondi vengono spesi per la sicurezza e la difesa. Da gennaio ad aprile, le spese per la difesa della Russia sono state del 15 per cento superiori a quelle del 2015 e, a prezzi costanti, sono aumentate del 75 per cento rispetto al 2010, mentre la produzione economica russa, nello stesso periodo, è cresciuta solo del 5,4 per cento. La Russia sta spendendo quest’anno il 4,6 per cento del suo PIL per la difesa – il valore più alto da quando Putin ha servito in tutti i suoi mandati:
L’8 per cento promesso dei costi di indicizzazione delle pensioni sono mezzo trilione di rubli – ha scritto Illarionov – più o meno quanto sono cresciute realmente le spese militari di quest’anno”.
Putin recentemente ha mostrato interesse ai piani per portare fuori dalla recessione la Russia. Due squadre – una guidata dall’ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin, l’altra da Stolypin Club, hanno presentato recentemente due proposte sostenute dalle lobby e dai media. Kudrin si è concentrato sulla stretta fiscale e il miglioramento del clima imprenditoriale; Stolypin Club ha proposto un quantitative easing [è uno strumento di politica monetaria attraverso il quale una banca centrale acquista asset sul mercato secondario ed immette liquidità nel sistema. La finalità è quella di facilitare il credito]: eppure, nessuno dei due, sapendo che sono vacche sacre per Putin, ha chiesto tagli alla spesa militare e alla sicurezza.

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Putin è anche disposto a rischiare la perdita dei suoi più stretti alleati politici – forse si può permettere di perderli – per mantenere in auge i finanziamenti delle sue avventure militari. Sembra che Putin creda che l’esplosione del patriottismo e l’isteria anti-occidentale post Crimea siano ancora abbastanza forti e che lui non debba cambiare le priorità, anche se la crescente militarizzazione sta succhiando risorse alle imprese private – i livelli d’indebitamento delle società russe sono ai loro livelli più bassi dal 2010, e sono costantemente sempre più schiacciate dalle tasse.

Il governo, riducendo le spese militari ai livelli di cinque anni fa e alleggerendo il carico fiscale, potrebbe facilmente rilanciare la crescita; ma tuttavia, non è probabile che succeda: la fortezza Russia pone le armi al primo posto e poi arriva il cittadino con le sue necessità.

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