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19 novembre 2017

Crimea russa: lapsus freudiano


Dmitry Kiselyov, il definito “capo della propaganda russa“, durante una trasmissione televisiva ha fatto trapelare che per lui la Crimea non è Russia, facendo diventare virale nei social media la sua dichiarazione nel giro di pochi minuti.
Dmitry Kiselyov, mentre presentava domenica il notiziario di punta settimanale della TV di Stato Russia 1, Vesti Nedeli, che comprendeva una relazione sul concorso annuale degli aerei militari Aviadarts – che quest’anno si terrà in Crimea – alla fine del pezzo, ha introdotto la successiva produzione televisiva con: “e ora passiamo alla Russia …”.

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Non c’è voluto nemmeno un minuto che gli utenti dei social media cominciassero a far ballare l’espressione, sottolineando che l’uomo noto come il “capo della propaganda” russa aveva suggerito che la Crimea non facesse parte della Federazione Russa.
La Russia ha annesso la penisola in seguito ad una camuffata invasione, e ad un contestato referendum nel marzo 2014, ma la maggior parte dei governi di tutto il mondo ritengono la penisola ancora parte dell’Ucraina. Il signor Kiselyov stesso, è stato posto sotto sanzioni dall’Unione europea per il suo ruolo pubblicitario e di sostegno all’annessione.
La sua “gaffe” è diventata rapidamente oggetto di chiacchiere dei media, con molti utenti che hanno catalogato il fatto come un “lapsus freudiano” e hanno suggerito che questo fosse stato probabilmente l’ultimo spettacolo del presentatore.

Kiselyov, hai 24 ore di tempo per spiegarci ciò che hai detto – ha minacciato una parodia di un account Twitter del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov.
Ma, mentre l’uscita in alcuni può aver causato divertimento, la discussione sullo status della Crimea, in Russia non fa certo ridere. Il mese scorso, Andrei Bubeev è stato l’ultimo blogger ad essere condannato sotto una legge del 2014, che vieta il separatismo in Russia. Il reato che gli hanno contestato è stato d’aver schiacciato “inoltra” su un articolo intitolato “La Crimea è l’Ucraina”. È stato condannato a due anni di carcere.

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