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19 novembre 2017

I funzionari francesi nutrono dubbi sull’arresto ucraino


Gli investigatori francesi ritengono che il loro compatriota, Gregoire Moutaux, di 25 anni, detenuto in Ucraina perché trovato al confine con la Polonia con lanciarazzi, fucili d’assalto ed esplosivi, sia da collegare ad un gruppo che contrabbanda armi, piuttosto che ad un presunto attacco terroristico durante il torneo di calcio, Euro 2016.

Il pubblico ministero francese di Nancy, Thomas Pison, che si occupa del caso, ha riferito d’aver chiesto la collaborazione di Kiev, ma di essere ancora in attesa di risposta da dopo che il servizio di sicurezza dello Stato dell’Ucraina (SBU) aveva reso noto che il sospettato avesse pianificato “attacchi terroristici” durante il torneo di calcio Euro 2016, che prende il via venerdì in Francia.
Questo giovane è noto ai servizi segreti francesi, e le autorità giudiziarie per ora sono pendenti verso un possibile caso di contrabbando di armi – ha sostenuto al telefono il pubblico ministero francese.

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Lunedì invece, il capo dell’SBU, Vasyl Grytsak, aveva riferito che Gregoire Moutaux fosse stato fermato ancora il 21 maggio al punto doganale ucraino-polacco di Yahodin, ma che lo stesso fosse arrivato in Ucraina come “volontario” ancora nel mese di gennaio e dopo avesse avuto contatti con i gruppi armati in Ucraina. Da aprile il francese era sotto controllo dell’SBU e durante un’operazione è stato stato fermato alla frontiera con il suo mezzo carico di munizioni e armi – 5 Kalashnikov, oltre 5,000 cartucce, due lancia granate anti carri armati, 18 bombe, 125 kg di TNT, 100 detonatori e 20 balaclava.

Il francese, una volta messo in stato d’arresto ed interrogato, ha usato parole pesanti contro l’immigrazione di massa, la diffusione dell’Islam e la globalizzazione, sostenendo d’aver pianificato assieme con i suoi “amici e colleghi” 15 attacchi contro luoghi pubblici ebraici e di culto musulmani, così come edifici governativi, azioni che avrebbero dovuto essere eseguite durante lo svolgimento del torneo che finisce il 10 di luglio.
Tuttavia, i funzionari francesi come segno che non si tratti di un atto di terrorismo, hanno assegnato il caso all’ufficio di Pison e agli investigatori del crimine organizzato, piuttosto che all’unità nazionale anti-terrorismo e all’ufficio del procuratore di Parigi.
Quando è stato chiesto a Pison se la Francia avesse chiesto l’estradizione, il pubblico ministero ha chiarito: “Non siamo ancora a quel punto”.

Nel villaggio di Nant-le-Petit, nella Francia orientale, dove vive il ragazzo sospettato, i vicini lo hanno descritto come una persona dedita al lavoro, cortese e chiusa in se stessa.
Siamo scioccati. Era sempre gentile, molto gentile, un ragazzo che si è sempre arrangiato da solo – ha espresso Catherine Lenquette, una dirimpettaia dell’arrestato.
Un raid nella casa dell’uomo ha portato alla scoperta di prodotti che avrebbero potuto servire a creare dei rudimentali esplosivi e una T-shirt con il logo del gruppo francese d’estrema destra, “ Rinnovamento Francese”, ha riferito una fonte vicina alle indagini.
Il gruppo tramite il suo leader, ha preso immediatamente le distanze dall’arrestato affermando che il ragazzo era per loro uno sconosciuto e che le t-shirt sono in vendita on line per chiunque le voglia comperare.

Non abbiamo mai sentito parlare di questo giovane. Non abbiamo fatto nulla di sbagliato e non abbiamo nulla da temere – ha sostenuto il leader del gruppo, Thibaut de Chassey.
Un funzionario francese, che ha parlato a condizione di anonimato, sostiene che il suo governo non può confermare nessuno dei dettagli rilasciati dagli ucraini, e ha insistito che altri funzionari del governo di Parigi pensano che Kiev possa aver orchestrato l’incidente per servire i propri interessi.
L’Ucraina è frustrata perché gli europei, per questioni legate all’immigrazione clandestina, stanno dilungando i tempi d’esenzione del regime senza visto per i suoi cittadini – continua la fonte anonima – i funzionari francesi sono convinti che Kiev, nel tentativo di voler dimostrare che è un partner affidabile, abbia congetturato tutta la messa in scena.

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Vasyl Grytsak, nel frattempo, lamenta di “non essere contenta di come in Francia hanno preso l’arresto e la collaborazione”.
Non riesco a capire il ragionamento degli addetti all’antiterrorismo francese che sembrano scivolare su tutto quello che noi stiamo inviando loro – continua GrytsakPensano che Moutaux voglia evitare le accuse di traffico di armi e di droga fingendosi un terrorista? Questa incriminazione sarebbe più leggera? Io, credo che Parigi debba prendere più sul serio il suo problema del terrorismo bianco, che è chiaramente riluttante a riconoscere”.
Perché la Francia non crede alla nostra versione? – ha chiesto GrytsakHanno forse alle spalle delle visioni politiche?

Da alcune indagini, è risultato che, il capo della polizia nazionale e responsabile del sotto settore anti terrorismo francese, Claude Baland, è un amante di energie alternative e professore di geografia, con molti contatti con la Russia. Nel 2012 è stato fotografato, quando Baland era prefetto, mentre chiacchierava a quattr’occhi con Putin durante una conferenza sull’energia a San Pietroburgo. Suggerisce nulla?
Pensare male non è peccato, ma spesso ci si azzecca – sosteneva Giulio Andreotti.

Anche se il quadro di tutta questa storia offre una trama intricata e ricca di futuri colpi di scena, tuttavia il disegno generale sembra piuttosto chiaro: è in atto una guerra dichiarata all’Ucraina, compiuta scientificamente per demolire l’immagine del governo ucraino a tutto favore del suo principale avversario, la Russia. Cui prodest? – sanzioni, esenzione del visto, Nato, non credere all’SBU?

Già, perché la guerra non si combatte solo con le armi, lo si fa anche e soprattutto cercando di demonizzare l’avversario, dipingendolo peggiore di quello che è, smascherando i suoi stratagemmi e gli eventuali segreti più reconditi, persino inventandoli, rifiutando le sue conclusioni, facendo leva sul tribunale della pubblica opinione per poi tentare di influenzare la politica interna del Paese, danneggiando quel governo e possibilmente modificando lo status quo. E tutto questo lo si ottiene attraverso le informazioni, la vera moneta che conta.
Una lotta, e specialmente quella contro il terrorismo, per avere successo, richiede la ricostruzione di un tessuto sociale solidale, lucidità politica, correttezza professionale e il rilancio degli autentici valori europei di libertà, uguaglianza e fraternità. È questo che sta facendo la polizia francese?

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