Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

25 settembre 2017

Un artista deride il regime di Putin


L’artista russo Petr Pavlensky, quando a novembre dell’anno scorso ha dato fuoco alla porta di un edificio della polizia segreta a Mosca, nessuno ha dato peso al suo gesto, anche gli oppositori del regime del presidente Vladimir Putin. È stato un incendio doloso, non un’espressione artistica, tutti hanno sostenuto; ma mercoledì, dopo che Pavlensky è stato condannato a una multa e lasciato immediatamente libero, è stato chiaro che l’artista aveva strutturato un qualcosa fuori dal normale: ha organizzato da dietro le sbarre uno stratagemma che ha costretto i suoi accusatori e il giudice a cooperare nella sua kafkiana performance.

Pyotr-Pavlensky-011

Le precedenti improvvisazioni di Pavlensky – cucitura della bocca a sostegno dei membri del gruppo punk Pussy Riot imprigionati; inchiodarsi lo scroto sul selciato della Piazza Rossa a dimostrazione che i russi sono prigionieri del Cremlino – erano scioccanti, ma erano rapide e immediatamente evidenti. Si potrebbe sostenere che hanno mandato un messaggio troppo semplice. Eppure, raffrontando le sue esecuzioni, il fuoco dato alla porta è sembrato un qualcosa di minore portata, una trovata sciocca, un atto di violenza negli stadi, una trovata pubblicitaria disperata, la sua stessa spiegazione non ha avuto molto senso.
La paura trasforma gli uomini liberi in una massa appiccicosa di organi non coordinati – ha spiegato – La minaccia d’inevitabili rappresaglie pende sopra chiunque è alla portata di telecamere di sorveglianza, intercettazioni e controlli dei passaporti ai confini”. Quindi, che cosa c’era di nuovo? Nulla! Ma l’artista aveva un piano molto intricato.

Inizialmente è stato accusato di atti di vandalismo motivati ideologicamente, un reato che prevede un massimo di tre anni di carcere. Pavlensky ad alta voce non è mai stato d’accordo: voleva essere processato per terrorismo, come i due attivisti ucraini in Crimea che si sono presi lunghe pene detentive per aver bruciato la porta di un ufficio locale del partito pro-Putin, Russia Unita. Pavlensky sapeva che le autorità non avrebbero “agito pesantemente contro di lui”, altrimenti si sarebbe generata il tipo di pubblicità negativa che aveva creato il processo Pussy Riot; lui invece, ha segnato il suo primo punto a favore quando le sue richieste sono andate a vuoto: il suo gesto, mentre l’azione degli ucraini era stata vista come una minaccia al potere russo sulla penisola annessa, è stato derubricato in un reato minore. Certo è che, i diversi standard della giustizia russa appaiono assurdamente selettivi e politicamente motivati.

Pyotr-Pavlensky-4

Chi controllava la causa al Cremlino, chiaramente non era interessato a un altro disastro pubblicitario stile Pussy Riot, così, in risposta al tentativo di politicizzare il processo di Pavlensky, la pubblica accusa ha cercato di rimuovere del tutto la politica. I capi d’imputazione contro l’artista sono stati modificati in “aver danneggiato un elemento del patrimonio culturale”, che prevede la stessa massima punizione. Le autorità non potevano entrare in una disputa artistica con Pavlensky, per cui hanno pensato a una nuova imputazione nella quale il talentuoso personaggio “aveva distrutto un valore culturale”, non “creato” come normalmente un artista dovrebbe fare.

Pavlensky, al nuovo capo d’imputazione ha risposto con una genialità. Mentre era rinchiuso in un carcere a Mosca, è stato processato nella sua città di San Pietroburgo per un atto separato di vandalismo – aveva bruciato dei pneumatici su un ponte storico per evocare una mini-rivoluzione. Alla fine di aprile, due giovani donne “vestite” in modo provocatorio sono state convocate in aula a San Pietroburgo come testimoni della difesa – erano prostitute reclutate dall’avvocato di Pavlensky che semplicemente affermavano la propria opinione sul lavoro di Pavlensky. Le due donne hanno sostenuto che Pavlensky era mentalmente instabile e che non lo vedono come un artista. “Lui non dipinge immagini di margherite, vero? – una delle due ha testimoniato. Il giudice, non ci ha capito più nulla, non è riuscito a bloccare la farsa, anzi ha lasciato che Pavlensky, quando s’è messo a filosofare su ciò che è l’arte, dirottasse il tentativo della pubblica accusa.

Intanto a Mosca, il pubblico ministero doveva dimostrare il valore culturale della pesante porta del palazzo infame sulla piazza Lubyanka, nei pressi della quale molte persone sono state torturate durante le purghe staliniane. Nel corso di un’audizione a metà maggio, la pubblica accusa ha trovato un modo per farlo.
Da qui, sono state confinate figure di spicco della scienza e della cultura – ha osannato un infuocato pubblico ministero. La frase ha fatto notizia e ha avuto una grande diffusione sui social network: Pavlensky non avrebbe potuto arrivare con una presa in giro più pungente.

Il tentativo del procuratore di fissare il valore culturale di una porta, che rappresenta una camera di tortura, è difficile da quantificare, ma Pavlensky aveva una carta in più. Dopo che l’accusa ha chiesto una multa di 1,5 milioni di rubli (circa 23.600 dollari), la difesa ha presentato una petizione al Procuratore Generale per punire la polizia segreta FSB perché aveva sostituito illegalmente la porta originale con una nuova del 2008. La sostituzione, ha sostenuto la difesa “non ha nessuna traccia di somiglianza con la vera e propria porta progettata dall’architetto Alexei Schusev. Pavlensky, in pratica ha accusato l’FSB d’aver commesso lo stesso crimine di cui era stato accusato: la distruzione del patrimonio culturale.

Mercoledì scorso, il tribunale di Mosca ha dato all’artista una multa di 500.000 rubli e lo ha lasciato libero. “Anche se avessi i soldi, non ho nessuna voglia di pagare – ha esclamato Pavlensky con i giornalisti in aula – Sarebbe come se pagassi l’FSB per questa performance”.
Tuttavia, l’esibizione si è rivelata costosa per Pavlensky: ha trascorso sette mesi in carcere e ha subito un crudele pestaggio dalle guardie carcerarie. Eppure, si è guadagnato il rispetto dei suoi colleghi e degli avversari legati a Putin, che freddamente orchestrano molti processi farsa. Il mese scorso, la Fondazione per i diritti umani, guidata dall’ex campione di scacchi Garry Kasparov, ha conferito a Pavlensky il premio Havel per il “dissenso creativo”. Kasparov ha elogiato la “precisione artistica e il coraggio”, di un “artista solitario in piedi contro la più potente istituzione russa di Vladimir Putin”.
Ma per Pavlensky, forse è stato più importante Oleg Kulik, uno dei più noti artisti di performance russi che ha scritto su Facebook: “L’arte è quando le tue parole si adattano alle tue azioni, quando non abbandoni la tua randagia attenzione anche quando è difficile sorridere, quando hai il dolore per le costole rotte e vuoi tornare dai tuoi cari”.

Pavlensky è probabilmente uno dei più noti artisti russi, anche se lui ha da tempo rinunciato a mettere vernici sulle tele. Lui sta facendo qualcosa di gran lunga più difficile e importante: espone l’assurdità e l’impotenza contro un regime che tiene milioni di persone nella paura o le costringe a sostenere una delle peggiori propagande. I suoi messaggi sono semplici e personalmente costosi; possono essere ignorati o respinti, ma sono il tipo di arte che rende più senso nella Russia attuale, perché esaltano lo stato del paese più che qualsiasi pittura o scultura.
Il sistema è in grado di schiacciare o digerire Pavlensky, ma lui continuerà ad accusarlo in modo stimolante. La sua fama non potrà mai farlo ricco, ma è già di per sé una ricompensa e un distintivo d’onore, rendere ridicolo l’apparato di sicurezza di Putin.

Tags: , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.