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25 settembre 2017

Le riforme del sistema giudiziario ucraino


– ANALISI –
Il 2 giugno, il parlamento ucraino ha approvato un emendamento alla Costituzione per quanto riguarda il sistema giudiziario, così come una legge collegata relativa ai tribunali, e allo status dei magistrati. Questi atti sono destinati a riformare una giustizia ucraina che attualmente è completamente corrotta e considerata dal pubblico con sospetto, se non addirittura con ostilità. La nuova legislazione introduce modifiche di vasta portata all’organizzazione del sistema giudiziario, la più importante delle quali è l’aver tolto al parlamento il diritto di nominare, disciplinare e revocare i giudici, oltre che limitarne l’immunità e abolire i tribunali di Cassazione. In questo modo, s’è finalmente avviato il processo di riforma della giustizia ucraina. Tuttavia questi cambiamenti, che saranno introdotti nel corso di un periodo di diversi anni, non garantiscono nessun successo, ma offrono solo l’opportunità di ripulire un sistema. Le variazioni inoltre, sono molto simili a riforme in natura e di certo non costituiscono una rivoluzione – come, in particolare, l’idea proposta da alcune organizzazioni civiche di azzerare tutto e di ripartire ex novo.

La magistratura ucraina è uno dei settori più corrotti del funzionamento dello Stato, ed è per questo motivo che gode di una eccezionalmente bassa fiducia pubblica: nel 2015 solo l’1% degli intervistati ha dichiarato di fare affidamento sui tribunali, il 9% che ha un’attendibilità parziale; il 45% ha espresso completo sospetto – sondaggio del Centro Razumkov. I principali anelli della catena della corruzione sono i presidenti dei tribunali, che normalmente mettono pressione sui giudici dei ranghi inferiori e sulle Corti di cassazione. La pulizia della magistratura è stata una delle principali richieste della rivoluzione della dignità. Nonostante le molte dichiarazioni delle nuove autorità, che la riforma della giustizia sarebbe stata una priorità – nel suo discorso inaugurale, il presidente Petro Poroshenko l’ha definita “la riforma di tutte le riforme” – i tentativi messi in atto per riparare la situazione non hanno prodotto alcun risultato. Le elezioni per le cariche dei presidenti delle corti nel 2014, hanno visto la rielezione dell’80% degli operatori storici, mentre l’inerzia e il sabotaggio degli organi giudiziari regionali ne hanno ostacolato la verifica e l’integrità dei candidati. Il fallimento degli sforzi per riformare il sistema giudiziario ha portato una crescente insofferenza pubblica e anche nei partner occidentali di Kyiv, che capiscono che questo è l’elemento chiave della lotta contro la corruzione del paese. La riluttanza o addirittura l’aperta ostilità alle riforme deriva dai vantaggi politici che indirettamente porta il controllo informale del sistema giustizia – controllato dagli oligarchi a livello locale e nazionale, così come dalla loro clientela infiltrata tra i politici e i burocrati.

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La modifica della Costituzione del 2 giugno, è stata sostenuta da 335 deputati – ha superato la soglia richiesta dei 300 voti – con le astensioni dei partiti autonomi e radicali, così come alcuni dei deputati di Batkivshchyna – tra cui Yulia Tymoshenko; il progetto è passato con 38 voti del partito Bloc d’Opposizione. Non è chiaro come il presidente Poroshenko sia riuscito a convincere la leadership del partito del Bloc d’Opposizione a sostenere la riforma del sistema giudiziario; forse i suoi membri hanno ricevuto alcune rassicurazioni confidenziali, o forse sono stati intimiditi con le minacce di pubblicare i conti neri di recente scoperti del Partito delle Regioni – l’elenco delle tangenti date a politici e giornalisti; è anche possibile che parte dell’accordo abbia coinvolto il recente aumento dei prezzi dell’energia, che avvantaggia non poco la società DTEK, di proprietà di Rinat Akhmetov; forse un altro ruolo importante è stato svolto dalla popolarità tra l’elettorato del Blocco Opposizione dello slogan “purificare i tribunali”, così come le crescenti divisioni all’interno del partito associate alla concorrenza tra i gruppi guidati da Sergiy Lovochkin e Rinat Akhmetov, o i timori che il presidente possa tentare di dividere il gruppo parlamentare e forse anche il partito nel suo complesso.

Nel suo complesso però, il risultato della votazione è un successo personale di Poroshenko che, presentando direttamente il progetto in parlamento, ha dimostrato d’avere in mano il controllo della situazione politica del paese e, oltre che influenzare il principale partito d’opposizione, d’essere in grado d’effettuare decisioni critiche. Così il risultato della votazione ha rafforzato la posizione del presidente in entrambe le arene, sia interne che internazionali. L’attività del parlamento, come la formazione del nuovo governo indicano che il suo nuovo speaker, Andrij Parubij, si sta dimostrando più efficace del suo predecessore nell’organizzare i lavori parlamentari. Il voto favorevole all’emendamento costituzionale a sua volta, ha rafforzato Parubij – come il “regista” parlamentare – e indirettamente il governo, sotto lo stretto collaboratore di Poroshenko, Volodymyr Groisman.

La riforma in corso è una risposta alle richieste dei suggerimenti della Commissione di Venezia, così come alla pressione delle strutture europee, che in particolare, per fare in modo che non potessero essere più influenzate le composizioni dei tribunali, hanno insistito sul rafforzamento dell’autogoverno dei giudici e sulla rimozione dei rappresentanti legislativi ed esecutivi. La forma della riforma è un compromesso di tante piccole particolarità e le singole voci saranno attuate gradualmente nell’arco di diversi anni. L’idea di verificare tutti i giudici, che era una aspettativa comune tra il pubblico, è stata abbandonata.
La riforma della giustizia ucraina prevede di partire dall’alto: entro un mese dall’entrata in vigore, verrà formata una nuova Corte Suprema, che diventerà l’unica autorità di Cassazione. I tre tribunali specializzati di Cassazione, che erano un focolaio di corruzione, saranno aboliti; in questo modo, il numero delle istanze di giustizia ucraina passeranno da quattro a tre. La Corte Suprema sarà in grado di qualificare gli avvocati che hanno le debite esperienze, ma che non hanno precedentemente lavorato in magistratura – ad esempio gli accademici.

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L’emendamento modifica la composizione ed espande le competenze del Consiglio di Giustizia e del corpo costituzionale il cui compito principale era di proporre i candidati a giudici al presidente e al parlamento. La composizione del Consiglio sarà garantita da una maggioranza dei rappresentanti del Congresso dei giudici – il corpo più anziano dei giudici – in questo modo verrà indebolito il ruolo del presidente e del parlamento. Tutti i procedimenti disciplinari contro i giudici passeranno attraverso le mani del Consiglio, compresa la rimozione della loro immunità – che fino ad ora era di competenza del parlamento. Il nuovo Consiglio sarà formato gradualmente nell’arco di tre anni – come i termini di scadenza dei suoi membri – ma i nuovi poteri del Consiglio entreranno in vigore immediatamente.

Verrà modificata la procedura per la nomina dei giudici. In precedenza venivano nominati dal presidente per cinque anni e, successivamente, venivano eletti dal Parlamento, ora non avranno più limiti di durata. Ora verrà abolito il quinquennale “periodo di prova”, e i giudici saranno nominati dal presidente su raccomandazione del Consiglio di Giustizia – il presidente non si potrà opporre. I candidati proposti dal Consiglio devono essere scelti nel corso di una procedura competitiva. Il licenziamento dei giudici è ora di competenza del Consiglio di Giustizia. Queste mosse rafforzeranno l’autogoverno dei giudici, e depoliticizzeranno veramente la procedura, anche se rimarrà sempre il rischio d’avere dei sistemi corrotti. Tuttavia, i partner europei, hanno insistito sull’adozione di queste misure, sostenendo che l’esecutivo e i rappresentanti legislativi non dovrebbero essere in grado d’influenzare la nomina e la revoca dei giudici.
Gli attuali 800 giudici che non hanno ricevuto una nomination a tempo indeterminato; quasi tutti quelli che sono stati nominati da Yanukovich, si può prevedere che verranno rimossi dalla magistratura.

La costituzione include ora una nuova base per il licenziamento dei giudici: la mancata conferma della legittimità delle loro fonti economiche e quella dei loro familiari; eventuali ambiguità in questo settore costituiranno una base per l’azione disciplinare, che potrebbe portare al licenziamento del giudice.
L’adozione della riforma del sistema giudiziario è un buon inizio, ma niente di più – si offre l’opportunità di riformare il sistema giudiziario, ma non garantisce il successo. Le soluzioni proposte sono un compromesso, con molte idee radicali che sono state abbandonate sotto l’influenza della critica della Commissione di Venezia. Tuttavia, senza le leggi del 2 giugno, non sarebbe stato possibile iniziare nessun cambiamento.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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