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18 novembre 2017

All’Ara Pacis il realismo giapponese di Domon Ken


Per la prima volta al di fuori del Giappone, in mostra a Roma l’opera di uno dei più influenti maestri della fotografia realista contemporanea

Rientra tra gli eventi in programma quest’anno per celebrare il 150esimo anniversario della firma del primo Trattato di Amicizia e Commercio tra Italia e Giappone. Si tratta della mostra Domon Ken. Il Maestro del realismo giapponese, allestita presso il Museo dell’Ara Pacis, a Roma.

Per la prima volta un museo estero ospiterà, fino al 18 settembre, 150 foto, a colori e in bianco e nero, del maestro del realismo giapponese Domon Ken. Un’occasione per ripercorrere, attraverso l’obiettivo di uno dei maggiori esponenti della fotografia nipponica moderna, pagine di storia contemporanea che, dagli anni Venti del Novecento fino ai Settanta, hanno visto protagonisti non solo un Paese, il Giappone, ma il mondo intero.

Un percorso espositivo che attraverso sette sezioni tematiche documenta l’intera opera di Ken: dalle foto degli esordi, immediatamente precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, agli effetti shockanti, ripresi a distanza di anni, dell’esplosione della bomba atomica a Hiroshima.

Raggruppate per temi le foto in mostra raccontano, percorrendo due binari paralleli, l’evoluzione nel tempo della tecnica e della fotografia di Domon insieme alla rinascita e allo sviluppo del Giappone. Così ci si addentra negli scenari dei primi scatti di Ken, quelli del suo primo reportage sul festival Shichigosan, e nei successivi che dipingono un Paese dall’animo sempre più nazionalistico.
Sono gli anni del fotogiornalismo e della fotografia di propaganda, gli anni della censura e della rigida politica militare a cui anche la fotografia deve sottostare.

Seguono gli anni della guerra e del distacco di Domon dal mondo del fotogiornalismo a favore della cultura e dei templi buddisti. Ciononostante, non abbandonerà mai la cifra realista che caratterizza tutta la sua opera. Ed ecco che persa la guerra, smascherato ogni inganno di propaganda, Domon non è indifferente alla rinascita intellettuale e al vento del cambiamento che sta interessando il Paese.

Sono gli anni del confronto e dei reportage sugli influssi della cultura occidentale in Giappone, gli anni in cui ha modo di rapportarsi con grandi nomi della fotografia europea, tra cui Cartier, Doisneau e Brassai. Sono gli anni in cui registra attentamente ogni fotogramma di un Paese in divenire sposando una fotografia sempre più rivolta al sociale. I soggetti prediletti diventano i bambini dei quartieri bassi di città quali Tokyio, Ginza, Nagoya, Osaka. Attraverso i loro occhi innocenti racconta le misere condizioni di vita nei villaggi dei minatori del Sud e l’onda del progresso che sta invadendo il Giappone.

Il suo realismo sempre più sociale trova massima espressione nella raccolta Hiroshima (1958): “la prima opera d’arte moderna che affronta il tema dell’atomica parlando dei vivi, anziché dei morti”. 180 fotografie per raccontare a distanza di tredici anni le conseguenze delle esplosioni nucleari a Hiroshima prima e a Nagasaki poi. Lesioni fisiche, danni materiali e psicologici, ritratti di luoghi e persone colpiti direttamente e indirettamente per richiamare l’attenzione del mondo su ferite non ancora rimarginatesi.

Non solo fotografia sociale. La mostra si rivela anche un’ottima occasione per conoscere e approfondire la cultura giapponese, attraverso gli scatti realizzati da Domon nel corso dei suoi numerosi viaggi in giro per il Paese. Tra tutti i più noti sono quelli tratti da Pellegrinaggio ai templi antichi: il capolavoro della sua carriera. Una selezione di immagini che ritraggono la bellezza dell’architettura, della scultura e dei paesaggi dei 39 templi visitati e fotografati da Domon nell’arco dei suoi viaggi. Un’occasione per conoscere più da vicino il Giappone e accorciare le distanze, non solo geografiche.

In mostra anche una serie di ritratti scattati ad amici, conoscenti e personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, a testimonianza della rinascita anche artistico-culturale del Paese negli anni del secondo dopoguerra.

Info e Prenotazione

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
Tel. +39 06 0608
Siti Web: www.arapacis.it
www.museincomuneroma.it

Orari

Tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30.
! La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietti

Intero: 13 euro
Ridotto: 11 euro
! Il costo del biglietto comprende la visita del Museo dell’Ara Pacis

domon ken mostra ara pacis

Domon Ken
Donne a passeggio, Sendai, 1950
457×560
Ken Domon Museum of Photography

domon ken mostra ara pacis

Domon Ken
Sorelline orfane, Rumiechan, dalla serie Chikuhō
no kodomotachi, 1959
457×560
Ken Domon Museum of Photography

mostra domon ken ara pacis

Domon Ken
Sorelline orfane, Rumiechan e Sayurichan, dalla
serie Chikuhō no kodomotachi, 1959
1959
535×748
Ken Domon Museum of Photography

mostra domon ken ara pacis

Domon Ken
Kuga Yoshiko (attrice) e Ozu Yasujirō (regista),
1958
457×560
Ken Domon Museum of Photography

domon ken mostra ara pacis

Domon Ken
Takami Jun (scrittore), 1948
457×560
Ken Domon Museum of Photography

mostra domon ken ara pacis

Domon Ken
Bagno presso il fiume davanti al Hiroshima
Dome, dalla serie Hiroshima, 1957
535×748
Ken Domon Museum of Photography

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