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26 settembre 2017

Juncker nella lista degli ospiti russi


Il presidente russo Vladimir Putin, che nonostante tutti i suoi sforzi dopo l’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, è sempre rimasto un paria internazionale, potrebbe essere all’inizio del suo programma di riabilitazione. Naturalmente, non sta restituendo la Crimea all’Ucraina o sta richiamando i suoi soldati e le armi dal Donbas; ma piuttosto, si sta attivamente adoperando nella pista diplomatica.

Un portavoce UE ha confermato che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, incontrerà giovedì o venerdì della prossima settimana il presidente russo Vladimir Putin, durante il Forum Internazionale Economico di San Pietroburgo. Questo, da novembre 2014, sarà il primo incontro di Juncker con Putin, ed arriverà due settimane prima del vertice UE, in cui si dovrà decidere l’estensione, la revoca o il sollievo parziale delle sanzioni contro la Russia.

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Anche se le relazioni degli ultimi giorni convergono che le sanzioni subiranno una proroga di sei mesi, la conferma arriverà solo dopo il prossimo vertice, intanto Putin è già in piedi sui carboni ardenti. All’inizio di questa settimana, il Senato francese ha approvato una risoluzione non vincolante che sollecita il governo a togliere “gradualmente e parzialmente” le sanzioni alla Russia. Il disegno di legge è stato approvato da 302 senatori contro 16. L’argomento del Senato è stato che il divieto russo alle importazioni alimentari europee, adottate come contromisura alle sanzioni UE, stesse danneggiando l’economia dell’UE, e che l’Unione non dovrebbe seguire ciecamente la politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia. I tempi del viaggio di Juncker s’aggiungono all’impressione che la volontà collettiva dei membri dell’UE non sia di mantenere a lungo il regime sanzionatorio e dimostrano un importante sfilacciamento in seno alle capitali europee.

La mossa rischia di provocare contrastanti reazioni nelle varie nazioni europee. Il fianco orientale dell’UE, in particolare la Polonia e gli Stati baltici, hanno ripetutamente messo in guardia contro un ravvicinamento dei rapporti di lavoro con Mosca. “Il Cremlino usa gli incontri per creare l’impressione di “business as usual”, e di solito segnala questa impressione al proprio pubblico – ha spiegato il ministro degli Esteri lituano.
Citando Jean-Claude Junker, il portavoce dell’UE, Margaritis Schinas, ha riferito che il presidente dell’UE non intende questa mossa come una presa di posizione, ma solo come “una prova per tentare, almeno sulle questioni economiche, d’avvicinarsi alla Russia. Mosca deve essere trattata decentemente. Non possiamo permettere che il nostro rapporto con la Russia venga dettato da Washington”.

In precedenza, nel novembre dello scorso anno, Junker aveva scritto una lettera a Putin auspicando legami commerciali più stretti tra l’UE e l’Unione economica eurasiatica – guidata dalla Russia – una volta che fosse stato implementato il cessate il fuoco in Ucraina. Il portavoce ha anche sottolineato, che il presidente avesse incaricato i funzionari della Commissione a studiare varie opzioni “per avvicinare i due gruppi economici [l’Unione europea e l’Unione economica eurasiatica]”.
L’idea di Juncker di negoziare con la Russia economicamente è una buffonata, per usare un eufemismo. La situazione economica russa, che in parte dipende dalle sanzioni, è il motivo principale per il quale Mosca s’è seduta al tavolo dei negoziati di Minsk, ma il loro alleggerimento senza un valido motivo – attuazione dell’armistizio, quindi ritiro delle armi e dei soldati – può solo che favorire una ripresa delle ostilità.

Mentre Juncker vuole legare la cooperazione economica ai progressi compiuti nell’attuazione di Minsk, ci sono almeno due punti negli accordi – le clausole 9 e 12, che richiedono, la prima che le elezioni avvengano nella piena conformità delle leggi ucraine, la seconda che ci sia il controllo del confine russo-ucraino in mano a Kiev – che sembrano improbabili che possano essere attuati finché Putin è al potere. Come molti analisti hanno sostenuto, Minsk è un documento profondamente sbagliato, e Putin è determinato a sfruttarlo al massimo. In effetti, il Cremlino non ha nulla di significativamente importante per indirizzare le cose in una direzione positiva. Il presidente russo ha solo fatto e compiuto gesti di basso costo, come la concessione dell’amnistia al pilota ucraino Nadezhda Savchenko. Anche se per un tale fatto, è stato premiato dal segretario di Stato americano John Kerry, che ha definito il rilascio di Savchenko come “una parte importante del rispetto degli impegni russi nel quadro degli accordi Minsk”. ???

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Nella lista del forum ci sono tra gli altri, anche il primo ministro italiano Matteo Renzi, il Commissario UE per l’energia, Günther Oettinger, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon – presente alla cerimonia di apertura – il ministro degli esteri ungherese,
Szijjàrtò Péter, il ministro del turismo greco, Elena Kountoura, oltre il ministro degli esteri francese Hubert Vedrine e l’ex commissario commerciale dell’Europa, trasformatosi in lobbista, Peter Mandelson.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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