Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

25 settembre 2017

IPPOCRATE: IL PADRE DELLA MEDICINA


IppocrateOggi appena sentiamo qualche disagio o abbiamo qualche serio problema di salute siamo soliti rivolgersi al nostro medico che, prescrivendoci ricette ed esami, cura i nostri malanni.                                                                                                                                                Ma da dove arriva l’enorme sapere medico? Come è iniziato tutto? Qual è stata la svolta decisiva che ha permesso alla medicina di progredire fino ad oggi? Sono queste le domande essenziali che bisogna rivolgersi e la risposta è una sola.
La medicina anticamente era connessa al sapere filosofico, ed erroneamente alla religione e all’intervento divino; più che una scienza, era un’arte, un sapere puramente accademico, fine a sé stesso.

Tutto è cominciato a cambiare con Ippocrate di Kos, che oggi possiamo considerare a tutti gli effetti il padre della medicina, nonché profondo conoscitore dell’erboristeria; la stessa medicina naturale gli è debitrice.

Incerti sono i dati sulla vita di Ippocrate: nato a Kos nel 460 a.C., di per certo fu figlio di Eraclide, anch’esso medico, appartenente alla corporazione degli Asclepiadi ossia i discendenti di Asclepeio, dio della medicina. Il padre fin da subito iniziò subito il figlio alla carriera medica, portandolo con sé nei suoi lunghi viaggi: Ippocrate era destinato a scoprire grandi cose.Viaggiò sicuramente molto: visitò l’Egitto, la Libia, la Macedonia, passando per le regioni della Calcidica e del Prepontide. Non si sa molto altro, la sua fama di medico allora se la guadagnò sconfiggendo la peste ad Atene nel 429 a.C. e soprattutto trasmettendo il suo sapere: fondò una scuola medica e scrisse una settantina di opere, raccolte nel celebre Corpus Hippocraticum.

Il grande merito da riconoscere ad Ippocrate è senza dubbio la rivoluzione che apportò al concetto di medicina stesso, conferendogli una propria identità, separandola definitivamente dalla religione e dalla superstizione.Fin da subito si preoccupò di ricercare l’origine stessa della malattia, agendo direttamente sulla causa di tutti gli effetti, all’interno del corpo umano stesso.

Secondo Ippocrate infatti la salute, e di conseguenza la malattia, dipendeva dall’equilibrio o squilibrio di quattro umori che governano il nostro corpo: il sangue, la bile gialla, la bile nera e il flegma. Questi quattro umori sono a loro volta connessi a tutto ciò che ci circonda, dai quattro elementi alle stagioni e incidono pesantemente sulla personalità di ognuno: la predominanza di uno o dell’altro ci può portare ad essere collerici, malinconici, flemmatici o sanguigni (allegri).

La teoria umorale portò lo stesso Ippocrate a concentrarsi meglio e a non sottovalutare gli aspetti della dieta e dell’alimentazione, e a informarsi sullo stile di vita di ogni paziente, portando così all’invenzione della cartella clinica e ai concetti di diagnosi e prognosi, oggi così scontati.
Nonostante oggi la sua teoria umorale in sé sia stata scartata, ha inciso profondamente il Seicento e il Rinascimento, arrivando ad influenzare la attuale naturopatica.
Il suo contributo non è stato puramente teorico; i suoi studi scientifici basati sulla dissezione dei cadaveri sono stati tramandati per secoli, contribuendo in modo significante sugli studi di medicina futuri.Non meno importante è l’impronta etica che Ippocrate ci ha lasciato; ancora oggi i medici sono obbligati, per iniziare la professione, a prestare fede al “Giuramento di Ippocrate”.

Per Ippocrate infatti erano altrettanto importanti i doveri morali a cui ogni medico che si rispetti dovrebbe attenersi. Ogni medico per poter esercitare la propria professione al meglio deve condurre una vita esemplare, regolare e riservata, curando i bisognosi anche gratuitamente, evitando assolutamente di speculare sulle disgrazie dei pazienti, per ottenere come fine un legame di assoluta fiducia e sincerità: il paziente, per poter essere curato, deve fidarsi ciecamente del proprio medico; nel bene come nel male il paziente affida la propria vita nelle mani del medico e il medico per questo deve assumersene il peso, portandone rispetto dovuto.

Grazie ad Ippocrate, oggi ogni medico giura di diffondere responsabilmente il proprio sapere, di essere sempre giusto e responsabile, mantenendo il segreto professionale: si impegna insomma a favore della vita, tenendo sempre a mente i propri limiti, per non ledere alla salute del paziente.

 

Tags: , ,

Rispondi

Altre storie da- Arte e Eventi

About redazione,

La nostra redazione è composta da un gruppo di pochi giornalisti che compongono le pagine e da un altro gruppo a cui sono affidati compiti di scrittura e riscrittura. In particolare il redattore ordinario stende gli articoli e monitora costantemente le agenzie e l'elaborazione dei pezzi, inoltre modifica e adatta i pezzi altrui (la nostra “cucina”).

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.