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23 settembre 2017

Euro 2016: cartellino giallo alla Russia


L’Uefa, dopo la guerriglia che è scoppiata alla fine dell’incontro Russia-Inghilterra dell’11 giugno 2016, ha comminato alla squadra russa una “squalifica sospesa”.
La dichiarazione dell’organo di controllo UEFA, Etica e Disciplina (CEDB) riporta: “ai sensi dell’articolo 20 del regolamento disciplinare Uefa, viene inflitta, per i disordini dei suoi sostenitori, una squalifica sospesa alla squadra nazionale russa dalla manifestazione UEFA EURO 2016, il provvedimento terminerà alla fine del torneo. La sospensione verrà revocata se si dovessero ripetere episodi di simile natura all’interno dello stadio in una delle restanti partite che coinvolgono la squadra russa durante il torneo”.

Il comportamento di alcuni appassionati di calcio russi [considera la parola nel senso di persone senza ritegno] rende omaggio ai giorni della guerra fredda, quando questi delinquenti non sarebbero stati in grado d’andare all’estero. Potremmo dire ciò che vogliamo della cortina di ferro: ma almeno teneva i bulli russi a casa. Ora sono liberi in mezzo a tutti.
Molte condanne sono state dirette al comportamento degli hooligans inglesi a Marsiglia, ed è giusto che sia così; ma la cosa peggiore alla fine, è il teppismo che è arrivato dalle orde russe nello stadio: hooligans di carattere violento addestrati con i nazionalisti estremi – anche neo-nazisti.

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Alexander Shprygin, un noto “ultrà” russo segnalato sulle liste internazionali come persona da “tenere d’occhio”, ha scritto la rivista inglese Guardian, è un rappresentante ufficiale della delegazione russa per Euro 2016. Ma come si fa a mettere qualcuno del KKK [organizzazioni segrete] in una delegazione sportiva internazionale?
La prova che questi tifosi violenti godevano dell’appoggio ufficiale è arrivata sotto forma di elogio pubblico da Igor Lebedev, un parlamentare che fa parte del comitato esecutivo della Federcalcio russa. “Ben fatto ragazzi, continuate così – ha scritto su Twitter, dopo l’esibizione di routine allo Stade Velodrome di Marsiglia – Non vedo nulla di sbagliato quando i tifosi combattono”.

E perché avrebbe dovuto? Sono andati alla partita per combattere, pungolare, sgorbiare, calciare, dare pugni e mutilare. Hanno persino lanciato razzi contro tifosi inglesi: è un miracolo che nessuno sia morto. Mi chiedo, ma come hanno potuto portare dentro lo stadio i razzi?
L’Uefa ha ormai imposto una sospensione condizionale della pena alla Russia: un’altra lotta dei tifosi dentro uno stadio e la Russia sarà a casa. Questo è giustissimo: non c’è spazio per la clemenza o il sentimento. Alla Russia deve essere dato una chiara lezione di linee rosse, oltre le quali non si può andare. Se i fan russi si comporteranno male durante la partita di questa sera contro la Slovacchia a Lille, la loro squadra sarà espulsa.
Gli appassionati di calcio russi sono nella morsa di una xenofobia clamorosa che rispecchia gli odi di importanti settori della loro società, non da ultimo i molti sotto-gruppi nazionalisti che si riuniscono intorno al Cremlino. I fan dello Zenit di San Pietroburgo, per esempio, hanno spesso richiesto che la loro squadra fosse tutta “bianca”. In un manifesto pubblico, un gruppo di fan del club ha scritto che “i giocatori di pelle scura non fanno parte della nostra squadra”.

Peter Pomerantsev, sulla Review of Books, ritratta gli appassionati di calcio russi come razzisti violenti, che attivano la lotta contro chi non “vede russo” in particolare contro i churki, un termine offensivo per le persone provenienti dall’Asia centrale. “È sempre stato il paradosso del nuovo nazionalismo russo – continua Pomerantsevda un lato voler conquistare tutte le regioni vicine, dall’altro volere un grande potere etnicamente puro”.
Queste dilaganti questioni di xenofobia, riporta l’accusa formale dell’Uefa, non è solo “razzismo”. Nel 2018, la Russia ospiterà i mondiali di calcio, uno dei due disastrosi premi – l’altro è il Qatar nel 2022 – elargiti durante il putrido regno di Sepp Blatter, factotum della FIFA. Blatter è ormai detronizzato e caduto in disgrazia, e in attesa di chissà quante più ignominie; ma il promesso torneo alla Russia è indenne – finora.

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Dopo Marsiglia, la Russia ha bisogno d’essere messa su una rigorosa prova di calcio.
La FIFA – e i governi dei paesi le cui squadre si qualificheranno per giocare la Coppa del Mondo – dovranno stabilire delle rigorose condizioni per Mosca, tra cui un giro di vite trasparente e vigoroso contro i gruppi estremisti e razzisti.
Questo sarà imbarazzante per il Cremlino, visto che molti di questi abiti godono dell’aperto patrocinio dello “Stato Putin”; ma i governi stranieri devono rimanere fermi e rafforzare la mano della FIFA.
Con ogni probabilità, si saranno decine di migliaia di appassionati non-bianchi presi dal desiderio di partecipare alla Coppa del Mondo: dai paesi africani, Brasile, Messico, Medio Oriente, Giappone e dalle società multirazziali dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti, e non sarà solo una questione di gara: se nel 2018 ci dovessero essere tensioni politiche internazionali tra la Russia e gli Stati Uniti, o la Russia e l’Europa occidentale, l’Ucraina, la Georgia, i Paesi Baltici, o un qualsiasi altro numero di molteplici possibilità, potremmo mai essere sicuri che i teppisti nazionalisti russi non attaccheranno i tifosi ospiti provenienti da paesi “ostili”?

Ci sarà un dipartimento di consulenza in ogni nazione che darà consigli se andare o non andare in Russia per la Coppa del Mondo? La probabilità che Mosca non prenda misure reali e oneste per reprimere i gruppi razzisti e ultranazionalisti, sono molto alte. La Russia, con canti “scimmia” e altre forme di diffuso abuso razziale tra gli spettatori, è già il posto peggiore per l’esibizione dei calciatori neri. Nella maggior parte delle più forti squadre europee militano calciatori neri. L’Inghilterra tollererà gli abusi razziali su Marco Rashford, la Francia su Antonio Marziale, la Germania su Leroy Sané, il Portogallo su Renato Sanches, tutti giovani talenti che dovrebbero essere la spina dorsale delle loro squadre nel 2018?

Gli avvisi dell’Uefa alla Russia sono solo un colpo d’apertura. La Fifa, di sua iniziativa, deve seguire a raffica. La Russia deve timbrare il suo teppismo, il suo razzismo, la sua ostilità agli stranieri – o sarà un posto di reale pericolo per ospitare la Coppa del Mondo.
Il calcio può fare senza la Russia. La Russia può fare a meno del calcio? Sta già facendo senza il formaggio, grazie alle sanzioni; ma la perdita di una Coppa del Mondo potrebbe essere una grandissima privazione per la quale Putin potrebbe pagare un prezzo pesante.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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