Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

23 settembre 2017

Il ridimensionamento di uno Stato


Una settimana fa, ho finito di leggere il libro di Ian Lustick e Brendan O’Leary con la partecipazione di Thomas Callaghy, “Right-sizing the State: The Politics of Moving Borders” , nel quale s’indagano le cause e le conseguenze politiche degli spostamenti delle frontiere. Ian Lustick, partendo dalla teoria dell’espansione e contrazione di una Nazione, ha sviluppato il concetto teorico del diritto al ridimensionamento di uno Stato, mentre Brendan O’Leary ha contribuito a dare una tassonomia ai modi di regolazione dei conflitti etnici. Nel volume, in gran parte con l’obiettivo di spiegare i cambiamenti della territorialità degli Stati come una conseguenza della politica delle élite, gli autori applicano la teoria di Lustick e la tassonomia di O’Leary a dei casi storici. Gli autori, partendo dalle circostanze e in che modi gli Stati potrebbero cambiare la loro forma – in risposta agli sconvolgimenti e alle richieste etniche regionali – cercano, evitando il collasso o i conflitti violenti, d’allineare le identità degli stati e d’espandere le opzioni disponibili. I casi esaminati nel testo sono Congo / Zaire, l’India, il Pakistan, la Russia e il resto dell’ex Unione Sovietica, la Turchia, l’Iraq, il Marocco, Indonesia, Giordania, Cipro, Belgio e il Libano.

ebc88bb9db8c49bb9d5c749cdda40110

Incuriosito dalla teoria di Lustick e per ottenere una diretta spiegazione della teoria del ridimensionamento di uno Stato, cercando d’applicare il concetto all’Ucraina, ho chiamato due giorni fa il professore all’Università della Pennsylvania.

D. Professor Lustick, iniziamo la conversazione con la tua teoria provocatoria del diritto di ridimensionamento degli Stati. Qual è il succo del discorso?
Lustick. Il punto fondamentale è abbastanza evidente. Se una persona è troppo magra, l’aumento di peso è auspicabile, ma non se l’aumento si concentra tutto e solo nello stomaco. Per fare un esempio molto estremo: se una persona è in sovrappeso, se diminuisce è una buona cosa, ma non deve calare di peso tagliandosi un braccio o una gamba. Il diritto al ridimensionamento di uno stato è l’idea che, anche se è pericoloso e di solito è sbagliato cambiare i confini di un paese – i confini sono stabiliti dal diritto internazionale e hanno assunto un senso di stabilità e naturalezza – ci sono delle circostanze in cui, proprio per il bene dello Stato stesso, per il benessere della nazione, della popolazione o della gente che vi si identifica, che possa essere del tutto appropriato modificare la dimensione e la forma di uno Stato.

D. Se la teoria ha un senso, e potrei anche essere d’accordo, perché non si applica più spesso? Quali sono i principali ostacoli per un corretto ridimensionamento?
Lustick. Gli stati comunemente cercano di diventare più grandi, ma in questo modo, molto spesso sbagliano le loro “misure”. Forse, fatta eccezione per una spinta temporanea alla popolarità della leadership – che promette che l’espansione produrrà una torta più grande da dividere – i costi di mantenimento del potere su dei territori lontani e su dei popoli indigeni sfruttati e infelici, di solito sono maggiori rispetto ai benefici che possono derivare nel lungo periodo. Ciò significa, tuttavia, che molti Stati sono più grandi di quello che “dovrebbero essere”, sollevando la questione che mi hai posto: perché non ci sono Stati che strategicamente si restringono? Il motivo è che più piccolo è quasi sempre percepito come ridimensionamento della torta e diminuzione del prestigio di coloro che si identificano con lo Stato. Così, è sempre più difficile contrarsi piuttosto che espandersi, anche se, strategicamente è probabile che sia più vantaggioso farlo. Come si può ben immaginare, è più facile etichettare codardo o traditore della causa nazionale (o imperiale) un leader che favorisce il ritiro da un territorio, che sfidare il patriottismo di un leader che intraprende una gloriosa campagna d’espansione, che in genere viene caratterizzata come una richiesta di diritti storici (o divini) della nazione o delle sue necessità di sicurezza.

D. Come Vladimir Putin in Crimea e nell’occupato Donbas?
Lustick. Esattamente.

D. Così gli ostacoli principali per un corretto ridimensionamento sarebbero tipicamente domestici? Cioè, mentre la giusta dimensione può rendere uno Stato oggettivamente più forte, l’azione sarà percepita dall’opposizione politica come un atto di debolezza?
Lustick. In generale, sì. Che si tratti di un esercito sovraesposto che con una ritirata strategica consolida le sue forze – pensa ai generali di Hitler che cercavano di convincerlo a ritirarsi da Stalingrado – o che si tratti di un impero sovradimensionato, che cerca di mantenere il controllo su territori che non può governare in modo efficace, la decisione di contrarre, produce il fatto che un sacrificio a breve termine produrrà un beneficio a lungo termine. Naturalmente, ci saranno alcuni che sinceramente e onestamente non saranno d’accordo con questa mia valutazione, ci saranno anche quelli che affermeranno che si concedono punti troppo facili agli avversari, quelli che scacceranno i fautori delle nuove “misure”come traditori, pazzi, codardi, non fiduciosi della propria causa e senza convinzione.

D. Ci sono esempi di successo di Stati di giusta dimensione?
Lustick. Nei tempi antichi, forse il più famoso esempio di contrazione di un Impero, come un percorso per un corretto dimensionamento dello Stato, è stata la decisione di Adriano di ritirare l’Impero romano dai territori della Mesopotamia al di là del fiume Eufrate, che il suo predecessore, Traiano, aveva conquistato e cercato di governare. Anche se la scelta al momento è stata impopolare, la decisione di Adriano, dagli storici è ampiamente riconosciuta come il primo esempio di uno statista saggio e prudente che ha contribuito a proteggere gli interessi vitali di Roma. Anche se pieno di pericoli, c’è stato il successo della contrazione del francese Charles de Gaulle, dalla “Algeria francese” che è stato un importante risultato, a cui può essere attribuito il continuo progresso e la stabilità della Quinta Repubblica. Anche se la Gran Bretagna avrebbe potuto beneficiare dell’abbandono dell’Irlanda prima di quando lo ha fatto – evitando in tal modo anni di guerra civile – un altro esempio ci arriva da Lloyd George, che è riuscito a ridurre lo Stato britannico ritirandosi da 21 contee irlandesi nel 1922.

D.Eventuali esempi falliti?
Lustick. Il primo ministro Gladstone nel 1880 e all’inizio del 1890, e il primo ministro Asquith – insieme a Winston Churchill – nel 1911-1914, hanno provato e non sono riusciti a “regolare” lo Stato britannico devolvendo una virtuale indipendenza a tutta l’Irlanda attraverso il Primo, Secondo e Terzo “Home Rule Bills”. C’è stata una mobilitazione di massa che ha manifestato contro la contrazione dello Stato, e nel 1914 ci sono state proprio delle minacce di guerra civile da parte dei coloni irlandesi e degli ufficiali di alto rango.
Una spettacolare fallimento del diritto al ridimensionamento, applicata ad un formato di Stato non territoriale, si è verificato in Unione Sovietica. Mikhail Gorbachev in sostanza, riteneva che si potesse ridurre notevolmente la portata e la potenza dello stato sovietico senza ledere la sua definizione geografica; ma dato che lo stato sui confini era debolmente istituzionalizzato, la perestroika politica ha rapidamente comportato anche quella geografica, che ha portato non a una più piccola e più forte Unione Sovietica, ma alla sua morte improvvisa.
Nel 1990 il governo laburista del partito guidato dal primo ministro Yitzhak Rabin, ha cercato, usando l’accordo di Oslo con l’Olp, di raggiungere la pace con il tasto del ridimensionamento dello Stato di Israele, uscendo dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza; ma questo tentativo è affondato per la titubanza di Rabin a rischiare una resa dei conti con i coloni e i loro sostenitori ultranazionalisti e religiosi. In definitiva Rabin venne assassinato da un fondamentalista ebreo che lo accusava di tradimento per le sue politiche di ridimensionamento.

lustick

D: Ma Allora, per ottenere una giusta dimensione quali sono i fattori da considerare?
Lustick. L’elemento chiave è che il nucleo statale sia ben istituzionalizzato, che per la sua legittimità non sia dipendente e che l’esercizio del potere sul territorio target sia problematico, inoltre, che i vertici politici non abbiano preoccupazioni legate all’opposizione e che siano in grado di decidere autonomamente. Infine, in un paese democratico, per evitare che un pubblico arrabbiato o scettico cominci a screditare la scelta del governo, è utile che le élite statali non debbano affrontare le elezioni imminenti.

D. Quali sono le tue raccomandazioni per Israele? Come hanno risposto gli israeliani?
Lustick. Dopo tre decenni e mezzo che sostengo che per la pace sia necessario un corretto ridimensionamento di Israele, ho concluso che, non ci sia alcun altro percorso plausibile attraverso i negoziati tra Israele e Palestina oltre che la contrazione dello stato d’Israele e alla “soluzione a due Stati”: quindi suggerisco che gli israeliani e i palestinesi, per trovare una soluzione definitiva senza lottare per ogni problema specifico che si pone, si debbano concentrare sulle specifiche caratteristiche istituzionali e territoriali.
In sostanza, l’approccio idoneo è semplicemente il corretto ridimensionamento di Israele, piuttosto che riconfigurare uno Stato di grandi dimensioni che non esiste.

D.Chiaramente, il corretto ridimensionamento può e non può funzionare, non c’è una pozione magica. Ma quali potrebbero essere le raccomandazioni generali per l’Ucraina e la Russia? Chi dovrebbe ridimensionarsi rispetto alla Crimea o l’occupato Donbas? La Russia o entrambi?
Lustick. “Dovrebbe” è un verbo difficile. Immaginiamo di non conoscere nulla di questo caso particolare e che semplicemente ci ponessimo la domanda: “Dovrebbe il paese “A” ritirarsi dal territorio “B”, che attualmente comanda?” Quello che dobbiamo cercare di conoscere prima di tentare di rispondere a questa questione è di conoscere la situazione in modo che la risposta sia coerente con la regola generale, “chi dovrebbe governare gli stati e i popoli”. Suggerisco che i fattori chiave sono: le distribuzioni delle forze, i sentimenti in Russia, Ucraina, Crimea e Donbas, insieme con le relative connessioni di potere internazionali e di sentimento. Alla luce di tali elementi, dobbiamo allora chiederci quali sono le disposizioni territoriali che hanno le migliori possibilità, o anche una ragionevole possibilità d’essere intese come “naturali” e quindi stabili, e non oggetti di conflitto armato. Gli analisti a questa domanda rispondono in modo diverso, ma la cosa fondamentale è quella d’incoraggiarli a sostenere le loro posizioni in termini che alla fine producano stabilità, piuttosto che un arrangiamento conforme alle ideologie, all’emotività o agli interessi economici di questa o di quella comunità. Come un osservatore relativamente disinformato ma interessato, la mia impressione è che nessuna disposizione sia suscettibile d’essere naturalizzata in qualunque momento, ma un percorso probabile per un tale obiettivo dovrebbe includere il dominio tartaro nella Repubblica di Crimea e una città di Kyiv indipendente basata su un’Ucraina integrata nella UE, ma non nella NATO, lasciando il Donbas come un territorio il cui futuro deve essere determinato da un plebiscito che dovrebbe includere le scelte d’essere all’interno dell’Ucraina, annesso alla Russia, indipendente, o uno stato autonomo all’interno sia dell’Ucraina o della Russia. Se un tale plebiscito venisse tenuto a breve, – s’intende democratico, non come quello avvenuto in Crimea – diventerebbe poco importante il principio di trattare il futuro della regione, in quanto si tratterebbe di una scelta popolare.

Tags: , , , ,

Rispondi

Altre storie da- L'angolo delle interviste

About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.