Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

18 novembre 2017

Liberarsi degli oligarchi


Gli oligarchi sono il più grande problema ucraino: sono loro che impongono ostacoli alla creazione di uno Stato funzionale, ad una sana economia, alla democrazia e sono loro che comandano il paese.
Gli oligarchi sono emersi nel 1991, negli anni successivi all’indipendenza ucraina dall’Unione Sovietica. Da allora si sono arricchiti grazie ad un accesso privilegiato al mercato del gas e hanno espropriato aziende ai privati, in questo momento negoziano con le imprese statali a condizioni vantaggiose e privatizzano le stesse aziende con pochi centesimi di dollaro.

I contorti rapporti che sono alla base delle loro fortune, li mettono nelle vitali condizioni di mantenere corruttibili i funzionari statali, un’economia truccata e un debole stato di diritto. Gli oligarchi non potrebbero né esistere e né lavorare in un mondo in cui le autorità di regolamentazione rispettassero le regole, i pubblici ministeri e i giudici si comportassero scrupolosamente, le procedure democratiche ritenessero responsabili i loro leader e la concorrenza di mercato funzionasse in maniera equa. Attualmente in Ucraina, anche se i magnati sono in crescita e stanno diventando sempre più forti, ci sono molte sollecitazioni contro la loro influenza.

4e1bbcd2-22d5-a1f8

La chiave del potere dei plutocrati ovviamente, è il loro denaro. In Ucraina si sostiene che gli oligarchi controllino dal 70 all’85 per cento dell’economia nazionale e che la loro ricchezza, li consenta d’influenzare in modo incontrollabile gli standard della maggior parte delle democrazie: solo sei individui possiedono la maggior parte dei media televisivi, radiofonici e della stampa del paese; il parlamento è poco più di un’arena di magnati concorrenti; la corrotta magistratura permette loro di alterare le elezioni statali e di agire e comandare impunemente; il ramo esecutivo è guidato dal presidente Petro Poroshenko, lui stesso un oligarca con un passato un poco discutibile.

Una vera riforma non ha alcuna possibilità di riuscita se i magnati non subiscono un duro colpo alla loro ricchezza e influenza; ma perché ciò accada si devono verificare delle fasi.
In primo luogo, deve cadere la classe politica che ha governato l’Ucraina dall’indipendenza fino ad oggi: i suoi membri, anche di fronte alle rivolte popolari di successo del 2004 e del 2014, hanno sempre mantenuto una presa sul paese. Qualsiasi governo che derivi da questa classe, compreso quello attuale, sarà troppo compromesso dai legami con gli oligarchi per pensare di trasformare il paese.
La sostituzione della classe dirigente richiede un’azione popolare alle urne. Gli ucraini dovrebbero iniziare con l’elezione di una maggioranza parlamentare e un presidente al di fuori delle classi politiche post-comuniste. Questa coalizione, una volta eletta, dovrà nominare un governo dominato da rinomati tecnocrati che prendono il posto dei soliti addetti ai lavori.

Una tale impresa, praticamente inconcepibile nella storia post-sovietica ucraina, ora sembra sempre più possibile. Dal momento che la rivolta euromaidan del 2014, ha fatto fiorire una società civile e ha anche posto un nuovo contingente di “Euro-ottimisti” in parlamento, continuando con questa tendenza, si potrebbe produrre un’opposizione politica credibile e indipendente dalle vecchie élite.
Ironia della sorte – e del tutto involontariamente – l’invasione ucraina di Putin ha aggiunto ulteriori possibilità a questa evenienza: la sua guerra ha unito il paese intorno all’obiettivo “della europeizzazione” ed ha efficace amputato le parti più russofile, cioè quegli elettori che potrebbero opporsi a un tale progetto.

Una volta che il nuovo governo ucraino fosse a posto, potrebbe cominciare il secondo passo: la sostituzione di tutti i funzionari corrotti dell’amministrazione statale con attivisti e outsider motivati. L’espulsione dei tirapiedi dei magnati dal governo è un passo cruciale per togliere agli oligarchi la loro protezione politica e l’accesso alle generosità dello stato. Il sistema giudiziario deve essere il primo obiettivo di questa campagna.
Questo processo richiederà tempo: 20.000 tra procuratori e giudici non si possono cambiare dalla sera alla mattina, ma la realtà non deve essere una scusa per non agire. Un nuovo governo potrebbe facilmente stabilire uffici e tribunali speciali gestiti da rinomati professionisti con il compito di perseguire tutti i casi di corruzione.

http://photo.unian.net

L’ufficio nazionale anticorruzione, che è diventato operativo nel dicembre 2015, sembra fornire un buon inizio, ma è gravemente inadeguato nella forma: mentre può indagare e perseguire i crimini, si trova ad affrontare gravi restrizioni legali e carenze di personale. Mancano una serie di tribunali speciali in cui si possano appoggiare i casi che sono ostacolati dalla corruzione dei tribunali regolari.
Con i primi due passi prima descritti si potrebbe allentare la presa degli oligarchi sullo Stato, ora pensiamo come interrompere la loro presa sull’economia.

Il primo passo è l’eliminazione dei sussidi sui quali s’appoggiano la maggior parte degli oligarchi: ciò richiede la privatizzazione delle imprese statali – che i magnati utilizzano per i loro arricchimenti. L’eliminazione della famigerate società elettriche regionali sarebbe un buon punto di partenza; queste privatizzazioni per essere giuste, dovranno rompere con la tradizione e aperte a tutti i partecipanti sia stranieri che nazionali.
L’altro passo sono i nuovi procuratori che dovranno effettuare arresti su accuse di corruzione legate al maggior numero possibile di oligarchi. La forma del patteggiamento dovrebbe essere la preferita, facendo pagare ai magnati una tassa una tantum sui beni che hanno rubato e, se non vogliono pagare, citarli in giudizio privandoli dei beni acquisiti con i misfatti. Tale approccio ha funzionato molto bene in Georgia, dopo la Rivoluzione delle Rose del 2003.

L’obiettivo principale non è quello di punire gli oligarchi; ma è quello di usare la minaccia dell’azione penale per costringerli a tirar fuori un pezzo significativo della loro ricchezza. Ciò mina anche la loro capacità d’acquistare praticamente tutto e di tutti e, quindi, diminuisce la loro leggendaria attitudine ad ostacolare le riforme.
Lo schema proposto aprirebbe la strada alle riforme minando le persone che si mettono in mezzo e, con gli oligarchi messi da parte, si potrebbe finalmente iniziare il processo della creazione di un solido regime democratico e di una vivace economia di mercato.

Il primo passaggio del popolo ucraino è quello d’espellere i loro padroni politici e sostituirli con estranei competenti e tecnocrati professionali, senza questo, nessuna delle altre misure potrà avere successo. Non accadrà quest’anno. Ma gli ucraini stanno vedendo, come mai prima d’ora, quanto sia necessario sostituire e non solo rimescolare i governanti. Con i leader giusti, un paio di buone politiche e un piccolo aiuto da parte dell’Occidente, il regno interminabile del marciume ucraino può ancora giungere al termine e dare allo Stato quell’impulso che Maidan si proponeva.

Tags: , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.