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24 settembre 2017

Le nuove tattiche pre elettorali del partito di Putin


Entro il 19 giugno, il presidente Vladimir Putin dovrà firmare il decreto che ufficialmente darà il via alla stagione della campagna elettorale, poi, nel giro di pochi giorni, tutte le parti che partecipano alle elezioni ospiteranno i convegni e renderanno pubblica la lista dei candidati.
Queste elezioni della Duma di Stato sono le prime a livello nazionale dopo che il Cremlino ha annesso la Crimea nel marzo del 2014. A Mosca, l’ultima volta che la Russia ha tenuto le elezioni parlamentari nel 2011, sono scoppiate le più grandi manifestazioni della storia post-sovietica, e ora, il Cremlino, con il paese di fronte a un’amara crisi economica, è determinato a far in modo che nel prossimo autunno non si ripeta un tale scenario e ha cambiato le sue tattiche.

Nel frattempo, la recessione del paese sembra prendere il suo pedaggio sul partito di governo, Russia Unita. Un sondaggio condotto a maggio dal Levada Center di Mosca, ha rilevato che gli indici di gradimento del partito erano scesi dal 42 per cento al 35 per cento. Questo è in parte dovuto al declino “dell’effetto Crimea” – l’euforia derivata dall’annessione della penisola dall’Ucraina. “Non c’è nulla con cui sostituirla – sostiene Alexander Kynev, un professore di studi politici presso la Scuola Superiore di Economia di Mosca.
L’analista Alexei Makarkin, ha confrontato i feedback d’indice di gradimento del presidente con quelli del resto dei funzionari di governo. “All’indomani della Crimea, i rating di tutti puntavano verso l’alto. Tradizionalmente – spiega Makarkini deputati della Duma sono figure impopolari: alla gente non piacciono, pensano che siano distaccati dalla società”. La Crimea, almeno temporaneamente ha cambiato questa percezione: dopo l’annessione, i deputati della Duma avevano valutazioni di gradimento di tutto rispetto; ma adesso, due anni più tardi, le loro valutazioni sono ancora in caduta libera.

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Ma, per gli strateghi del Cremlino, il calo di rating è di scarso interesse.
Infatti, Konstantin Kalachyov, il direttore di un gruppo di esperti politici di Mosca, sostiene che la posizione del partito Russia Unita sia inaspettatamente resistente. Un posto dove questo è particolarmente visibile, egli sostiene, è nella regione di Yaroslavl. La regione, che si trova a 250 chilometri a nord est di Mosca, è uno dei terreni meno fertili per il supporto a Russia Unita, è anche sede di un sindaco dell’opposizione, arrestato tre anni fa con l’accusa di corruzione; ma nonostante questo, il partito lì è segnalato al 38 per cento.
Se nella loro peggiore regione hanno questo rating, per loro non c’è nessun problema – spiega Kalachyov.

Il Cremlino però, in previsione di un calo della popolarità del partito, ha risposto cambiando le regole del gioco. Quest’anno, la Russia tornerà a un sistema elettorale che si usava prima del 2003. La metà dei 450 posti della Duma sarà eletta con il sistema proporzionale delle liste di partito – in cui contano gli indici di gradimento; ma l’altra metà sarà scelta tra i collegi uninominali, lo stesso meccanismo che si usava nelle elezioni parlamentari tra il 1993 e il 2003.
Nel 2000, in mezzo al boom della prosperità, il partito Russia Unita che già aveva un buon rating nelle liste dei partiti, ha assunto molti parlamentari eletti tramite i collegi uninominali; successivamente però, essendo voti difficili da controllare, ha cambiato le regole elettorali passando a un sistema elettorale basato esclusivamente sulle liste di partito. Il fallimento dell’elezione del 2011 ha fatto tornare il Cremlino al vecchio sistema.

Makarkin ritiene che un ritorno al vecchio sistema andrà ancora a beneficio del Cremlino. Gli elettori, sostiene, hanno fiducia che i candidati connessi con Russia Unita possano avere le risorse per trovare soluzioni finanziarie alle questioni locali.
L’opposizione può parlare bene, ma questi ragazzi sono in grado di risolvere i problemi reali. Quest’approccio riflette l’umore di spaccatura dei russi verso il governo: sono ostili, ma alla fine ci fanno affidamento.
Cosa c’è di più, alcuni candidati pro-governo si travestono da indipendenti.
Negli ultimi anni i candidati di Russia Unita hanno evitato le etichette di partito e hanno cercato di rimanere nascosti durante le elezioni – continua il consulente politico, Mikhail Vinogradov.

Questa tattica s’è rivelata molto efficace durante l’elezione nella Duma del 2014 della città di Mosca, in cui tutti i deputati sono stati scelti da collegi uninominali. Quasi tutti i candidati dell’autorità di Mosca hanno fatto affidamento sul fatto d’evitare delle affiliazioni, e pubblicamente si sono staccati dal partito di governo. L’opposizione non era nemmeno presente: non è riuscita a fornire il numero necessario di firme locali per prendere parte alla votazione.
Lo stesso meccanismo verrà applicato a settembre. Molti candidati pro-presidenziali rappresenteranno il Fronte Popolare All Russia, un movimento iniziato alla vigilia del ritorno di Putin al Cremlino nel 2012. Non è noto se Russia Unita e il Fronte Popolare All Russia alla fine si riuniranno nella Duma per fare un’unica nuova formazione, o formeranno una fazione separata; ma, qualunque sia il caso, il Cremlino è impostato per mantenere il controllo sulla sua maggioranza.
L’analista politico Abbas Gallyamov, prevede che la fazione dominante – o le fazioni – otterrà fino all’80 per cento dei seggi tramite i collegi uninominali. La maggior parte degli analisti concordano con queste stime. Questa previsione potrebbe portare il partito di governo ad una schiacciante maggioranza: se dovesse ottenere circa il 45 per cento dei voti, la maggioranza pro-Cremlino prenderebbe i due terzi della Duma.
L’elezione del 2011 che si è conclusa con le proteste, ha lasciato un segno inquietante sul sistema politico russo: nei cinque anni successivi, le autorità hanno costretto i movimenti di d’opposizione ad uscire dalla scena politica.

Alexei Navalny

Ad Alexei Navalny, che è diventato un leader dell’opposizione durante le proteste, è stato impedito di registrarsi nelle elezioni di quest’anno; solo due partiti d’opposizione guidati da politici dell’era Eltsin, Parnas, guidato dall’ex primo ministro Mikhail Kasyanov, e Yabloko, guidato dall’economista Grigorij Javlinskij, stanno prendendo parte alle elezioni; ma, secondo i sondaggi attuali nessuno dei due riuscirà ad entrare nella Duma.
Questo scenario lascia il prossimo parlamento russo senza alcuna reale voce d’opposizione. Tutti gli altri partiti che entrano nella Duma – la cosiddetta “opposizione sistemica” – sostengono Putin. Questa opposizione parlamentare è attualmente composta da tre partiti: LDPR, guidato dal veterano politico Vladimir Zhirinovsky; il partito comunista, guidato dal 1993 da Gennady Zyuganov; Spravedlivaya Rossia, guidato dal fedele burocrate di Putin, Sergei Mironov. Le occasionali questioni d’opposizione sistemiche sono tutte saldamente sotto il controllo del Cremlino.

Gli analisti sostengono che il Cremlino quest’anno potrebbe essere interessato a un voto di equo conteggio, se non altro per evitare uno scenario 2011-2012 e per inviare un messaggio all’Occidente che in Russia esiste un consenso. “Si sono resi conto che le persone si preoccupano di come vengono contati i voti – dice Makarkin.
Il primo segno di questo nuovo approccio è arrivato nel mese di aprile, quando l’ex difensore civico dei diritti umani, Ella Pamfilova, è stata nominata capo della Commissione elettorale centrale.

Quando si tratta di elezioni, Vyacheslav Volodin, il vice capo del personale dell’amministrazione presidenziale, gode della totale fiducia di Putin. “Lui ha carta bianca – chiarisce Kalachyov.
Per Volodin, la priorità è che le elezioni si svolgano senza problemi e non lascino spazio a discussioni di sorta. “In un certo senso, Volodin è un pluralista – afferma Kalachyov. Per illustrare il suo punto, ha citato un esempio successo a Irkutsk, in Siberia, dove il candidato del Partito Comunista ha sconfitto l’attuale governatore, ma la carica non è stata invertita.
La nuova strategia consentirà al Cremlino di mettere a tacere l’opposizione in modo più efficace e contemporaneamente sembra essere molto aperta al pluralismo.

Il piano di gioco di Volodin, continua Kalachyov, è ben descritto in un detto cinese:
Non importa di che colore è il gatto, l’importante è che prenda il topo” – non indossare il distintivo di Russia Unita non significa non essere un subordinato del Cremlino.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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