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19 novembre 2017

Una crisi ecologica a Lviv


Un enorme incendio è scoppiato il 29 maggio in un sito di smaltimento dei rifiuti urbani nei pressi Velyki Grybovychi (a circa 10 km dal centro di Lviv). Questa è la più grande discarica ucraina – 26 ettari – la quale, fondata nel 1950, contiene sostanze chimiche pericolose e rifiuti industriali. Durante l’intervento dei vigili del fuoco quattro persone sono morte sepolte sotto la spazzatura. Il 9 giugno, i nazionalisti di Lviv, cercando di capitalizzare sulla tragedia, hanno preso d’assalto il municipio urlando e chiedendo le dimissioni del sindaco Andriy Sadovyi, perché, secondo loro, colpevole di non aver notificato ai residenti l’accaduto, di non aver avvisato della pericolosità del fumo tossico che si era disperso in tutta la regione e di non aver diramato nessuna informazione di come le persone avrebbero potuto proteggersi.
Ciò ha portato a scontri con la Guardia Nazionale e ad una interruzione violenta di una seduta del consiglio comunale. Il fuoco e la morte dei vigili del fuoco hanno attirato sul sindaco le critiche del presidente Petro Poroshenko, che poco tempo fa era stato sconfitto nelle elezioni locali.

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Il fuoco nella discarica di Grybovytske ha provocato in Ucraina, un ampio dibattito sullo smaltimento dei rifiuti urbani e industriali. Il paese ha un solo inceneritore di rifiuti in funzionamento – a Kiev. In effetti, solo circa il 5% dei rifiuti ucraini viene riciclato, mentre tutto il resto viene interrato e conservato in circa 6.000 siti ufficiali e in decine di migliaia di discariche che operano illegalmente. Secondo le stime del governo, il 24% dei siti di smaltimento dei rifiuti, che sono quelli monitorati, non riescono a soddisfare gli standard di sicurezza ecologica, molte sostanze chimiche tossiche non sono controllate e spesso si fanno strada nelle acque e fiumi sotterranei.
La situazione ecologica in Ucraina occidentale rappresenta anche una minaccia per la Polonia: le acque di scarico e di estrazione degli agglomerati civili e industriali di Leopoli, e della zona intorno a Sokal, vengono scaricate nel fiume Bug e nei suoi affluenti, i quali sono una parte importante delle forniture di acqua alla Polonia centrale e a Varsavia. Le sostanze da rifiuti non conservate e trattate possono anche filtrare nei fiumi e nelle falde acquifere, ciò, significa che l’aggravarsi della crisi ecologica e l’ulteriore inquinamento delle acque e dei fiumi potrebbe essere un pericolo ulteriore anche per la Polonia.

L’incendio nella discarica e la morte dei vigili del fuoco è diventato subito un elemento di lotta politica. L’amministrazione comunale, che non è stata in grado di chiudere e riordinare il sito di smaltimento dei rifiuti in modo appropriato, nonostante le critiche degli ambientalisti, è stata bersaglio di feroci attacchi da parte degli avversari politici. Sadovyi, che aveva un 34% d’approvazione ed era un possibile candidato per le posizioni più alte dello Stato, ha ricevuto molte severe critiche da parte dei deputati del partito presidenziale che stanno utilizzando la discarica e i suoi problemi annessi, per smontare la popolarità di uno dei più efficaci sindaci ucraini.

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