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26 settembre 2017

Donetsk: ritorno all’URSS


Uniformi mimetiche e berretti rossi, è l’abbigliamento di un gruppo di giovani che, nella de facto capitale di Donetsk, si riunisce per cantare canzoni patriottiche e discutere dei termini del conflitto in corso: sono i membri di Patriot, un centro giovanile istituito dalla autorità separatista  dell’autoproclamata Repubblica filo russa, che è sempre più impegnata a glorificare il passato sovietico.

I separatisti – che vedono il governo di Kiev come una destra nazionalista “fascista” – paragonano la loro battaglia attuale alla continuazione della seconda guerra mondiale dell’Armata Rossa contro i nazisti e hanno la speranza d’infondere nei giovani la lealtà e la disciplina dei tempi sovietici.
Il gruppo ha tratto direttamente ispirazione dal movimento di epoca sovietica “Pioniere”, una sorta di scout comunisti che raccoglieva la maggior parte dei bambini dall’età dei 10 anni in sù.

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Intorno al fuoco, ai pionieri adornati dei loro distintivi, fazzoletti e berretti rossi, viene insegnato a riverire Lenin, proprio come i “patrioti” quando cantavano le lodi pro-Mosca.
Nessuno ci metterà in ginocchio, i ragazzi di Donetsk sono d’acciaio – canta Alexander di 23 anni in una canzone “patriottica rap”, che ha scritto ed eseguito per il gruppo.
Ogni mese i ragazzi s’incontrano presso il Museo della Seconda Guerra Mondiale di Donetsk, che è decorato, come i ritratti di Stalin, con bandiere e striscioni militari sovietici.
Da quando l’iniziativa è iniziata, poco più di un anno fa, al gruppo si sono aggregati solo 55 bambini della scuola e alcuni studenti universitari; ma l’organizzazione ha grandi progetti.

Il nostro obiettivo è di farli diventare patrioti per trasformare la nuova Repubblica Popolare di Donestk in uno Stato – ha sostenuto il capo del gruppo, Lyudmila Mikhaleva.
Yelizaveta Kozlovskaya, di 18 anni, si è iscritto dopo che i suoi genitori l’hanno dissuaso dal combattere contro le forze ucraine; ma “se qualcuno dovesse attaccare la mia famiglia con le mitragliatrici, mi batterò anch’io. Difenderò la mia casa – afferma lo studente universitario.
Più di 9.300 civili e combattenti sono morti da quando è scoppiata la guerra nel mese di aprile del 2014; circa 1,8 milioni di persone, tra cui 230.000 minori, hanno abbandonato le loro zone in mano ai ribelli, secondo i dati delle Nazioni Unite.

I genitori e il fratello di Kozlovskaya si sono spostati in Russia, e accusano Kiev e l’Occidente di bombardare le loro case; ma Kozlovskaya ha insistito per restare con la nonna.
I giovani stanno lasciando Donetsk. Affermano che questa non è la loro guerra e non vogliono morire; ma è la mia città, perché non dovrei difenderla? – insiste.
L’adesione al gruppo dei patrioti è su base volontaria e non viene offerta nessuna istruzione sull’uso delle armi, a differenza di altri gruppi di giovani che svolgono esercitazioni militari.
I gruppi di giovani che si addestrano alle armi nascono per la nostalgia dei giorni sovietici, attualmente sono almeno una dozzina.
A Donetsk l’umore è stato chiaro il 9 maggio, il giorno della parata che celebra la vittoria degli alleati sui nazisti nel 1945, quando quasi tutti i bambini, come i pionieri sovietici, indossavano i berretti e i fazzoletti rossi.

Le autorità di Kiev hanno deplorato la tendenza, con il vice ministro ucraino della politica dell’informazione, Tetyana Popova, che l’ha definita una palese “violazione dei diritti dei bambini. Siamo contro qualsiasi iniziativa in cui s’insegni ai bambini ad odiare o addirittura ad uccidere”.
Un gruppo armato, proprio come i pionieri sovietici che venivano chiamati “leninisti”, ha deciso d’appropriarsi del nome di “Zakharovists”, che deriva dal capo dei separatisti, Alexander Zakharchenko. I membri sono i “successori delle gloriose gesta del movimento dei pionieri sovietici – ha spiegato il negoziatore a Minsk dei separatisti, Denis Pushilin.
I partecipanti al gruppo, imitando il distintivo a stella dei pionieri che riportava il volto di Lenin, hanno creato un distintivo a stella a cinque punte rosso con al centro il ritratto di Zakharchenko. Il leader si Donetsk non sta rifiutando l’idea, anzi, afferma che “è fuori questione che un movimento possa essere chiamato con il mio nome”, anche se ha elogiato il principio del gruppo.

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Il suo veto ha deluso Ivan Fedko, il cui nonno era un membro dei vecchi pionieri sovietici.
Zakharchenko è il mio idolo – ha piagnucolato – Quindi mi sento d’aderire a tale organizzazione e vorrei portare un tale distintivo.
Non tutti sono d’accordo, tra cui un compagno di scuola di Fedko, Nikita Tishchenko. “Non vorrei unirmi ai Zakharovists perché penso che sia un ritorno all’Unione Sovietica – ha continuato – non voglio tornare indietro di un secolo. C’era un sistema politico diverso, allora c’era il totalitarismo… e qui cosa abbiamo ora?”.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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