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25 settembre 2017

IL FENOMENO GOMORRA


GomorraÈ da poco andata in onda l’ultima puntata della serie Gomorra.Serie interamente italiana, ispirata all’omonimo romanzo di Roberto Saviano, denuncia la Camorra e tutto ciò che da essa deriva.

Di orgoglio squisitamente italiano, una serie, per chi ancora non l’avesse vista, assolutamente curata e ben fatta, funge da finestra sulla situazione della Camorra italiana e non solo: su un sistema ben oliato che ruota intorno al potere e ai soldi, in mano a pochi, in fattispecie ai “clan”, spalleggiati e quasi venerati dalla popolazione.

La serie Gomorra ha come location principale Napoli, Scampia, le cosiddette “vele”, palazzi poveri della provincia, centro della malavita, controllata e gestita dal clan Savastano; a capo siede Don Pietro, la moglie Imma e il figlio Genny, circondati e protetti da uomini “fidati”, tra cui spicca Ciro, chiamato anche L’immortale, che si rivelerà ben presto il loro più acerrimo nemico.La trama prende subito forma, dalle rivalità tra clan nemici, al desiderio di rivalsa o di semplice vendetta; la forza della serie sta nell’autenticità della narrazione. Tutto, agli occhi di chi guarda, sembra vero, tanto da favorire l’immedesimazione, una sorta di “scimmiottamento” dei personaggi principali della serie. Spesso gli attori della serie Gomorra si sono trovati costretti a ricordare ai fan della serie che il loro lavoro non è la loro vita.

È tutto così reale, e proprio per questo estremamente efficace; i protagonisti non sembrano altro che moderni eroi del male, potenti e implacabili, senza una coscienza alla quale rispondere. È paralizzante vedere su uno schermo il male, la vita reale prendere forma: flash di spacci di droga in piazza, soldi, tanti soldi, che passano di mano in mano, armi, colpi di pistola per prendersi il proprio posto nel mondo, bambini soldato iniziati al “nobile” lavoro e istruiti secondo svasati valori di onore e rispetto, e infine morte, morte ovunque.

Roberto SavianoUna serie, quella di Gomorra, cruda, di denuncia, unica nel suo genere.
Degna trasposizione del libro, Gomorra, primo romanzo di Roberto Saviano. A metà tra inchiesta e reportage, del romanzo, come tradizionalmente lo intendiamo, ha poco e niente. La protagonista è ancora una volta la Camorra e in particolar modo la sua trasformazione dell’ultimo decennio, periodo in cui la Camorra è passata ad essere considerata un vero e proprio sistema imprenditoriali del crimine, con “filiali” in tutto il mondo. Gli antieroi protagonisti della storia non assomigliano per niente ai boss siciliani che siamo soliti figurarci nella nostra mente; seguono il mito dei divi del cinema, e proprio per questo vengono innalzati e venerati, quasi come delle divinità scesi in terra, protetti e rispettati come grandi signori. Vengono descritte minuziosamente le morti e le torture, che sembrano seguire un antico codice. Quelle non cambiano, sono sempre presenti: si uccide sempre per punire chi tradisce, per convenienza o per prenderne il potere. Le donne prima escluse dal sistema, ora ne fanno parte integralmente, anche in posizioni di dominio, e per questo ne subiscono il peso e la condanna.

Leggendo il libro Gomorra veniamo a scoprire un mondo che avremmo preferito ignorare; è sempre stato facile vederlo da lontano, come un qualcosa di esistente, ma estraneo alle nostre vite. Con Gomorra si è cominciato a delineare n mondo dove il commercio della cocaina ha la struttura di una multinazionale, un mondo che quindi segue in tutto e per tutto il “modello aziendale” e che prevede per questo anche stipendi, di risarcimento, per le famiglie di coloro che stanno in carcere, che si sono immolati alla causa. Questi appena citati sono uno dei tanti motivi per cui Gomorra è diventato un vero e proprio fenomeno, non solo nazionale, ma conosciuto anche all’estero.

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