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19 novembre 2017

Ucraina: tutti devono sapere cosa sta facendo la Russia nel Donbas 


La settimana scorsa, è stato presentato nel Sejm polacco – la Camera bassa del parlamento – dal vice presidente per la commissione degli affari esteri della Polonia, Malgorzata Gosiewska, un rapporto intitolato “I crimini di guerra commessi dai russi in Ucraina nel 2014”.
Il documento di 156 pagine, si basa su 60 interviste con ex detenuti che sono riusciti a fuggire dalla prigionia dei soldati e funzionari della Federazione russa, nonché dai militanti filo russi in Ucraina orientale.
La relazione contiene una breve panoramica e riferimenti con la descrizione dei luoghi in cui sono stati commessi i crimini; ogni azione descritta nella relazione è confermata da una citazione diretta di testimonianza delle vittime.

Tra i crimini di guerra menzionati nella relazione risaltano la privazione della libertà, torture fisiche e psicologiche, rapina e omicidi. Alcuni detenuti sono rimasti appesi alle pareti, altri sono stati ammassati in stanze di oltre 100 prigionieri, con buche scavate nel terreno per WC.
Il rapporto sui crimini di guerra russi nella regione Donbass riferisce fino a marzo 2015, e il 5 aprile di quest’anno è stato presentato al parlamento europeo e in seguito alla Verkhovna Rada ucraina.
I crimini di guerra non hanno scadenza, e vorremmo che le persone coinvolte sapessero che siamo coscienti di quello che hanno commesso, come ricordar loro che la punizione sarà inevitabile. Spero che questo lavoro contribuisca a fermare i potenziali criminali e assassini … Speriamo che possa alleviare le sofferenze di coloro che sono ancora in cattività, o impedire che si faccia ancora più male – ha spiegato Gosiewska mentre ha presentato il suo lavoro ai colleghi.

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Il politico polacco sottolinea che questi materiali dimostrano la responsabilità russa della guerra ucraina e i suoi crimini commessi nel Donbas e in Crimea. A suo avviso, dopo aver familiarizzato con il contenuto del rapporto, i politici europei dovrebbero riconsiderare il modo con cui affrontare la Russia.
All’inizio dello scorso anno, è stato pubblicato dalla Coalizione per la pace e la giustizia nel Donbas, un altro rapporto sui crimini contro l’umanità commessi dai militanti filo russi: “Quelli che hanno vissuto l’inferno”, il quale si basa su interviste di testimoni e vittime di rapimenti e torture.

Per conoscere meglio e sentire direttamente la voce di uno dei principali autori della relazione, due giorni fa abbiamo telefonato al deputato polacco.
D. Buon giorno deputato, il Senato francese ha mandato al governo di Hollande un “consiglio” per una graduale revoca delle sanzioni contro la Russia. Cosa diresti come membro del parlamento polacco ai tuoi omologhi francesi?
Gosiewska. É una grande vergogna, vergogna per l’Europa che i politici francesi pongano la questione in questo modo. La mia relazione dimostra in realtà ciò che la Russia di Putin fa in pratica e non si può chiudere un occhio ai fatti. Mi piacerebbe davvero che i parlamentari francesi leggessero questa relazione, anche perché è stata tradotta in francese. Dovrebbero pensare a quello che stanno facendo; naturalmente, per quanto riguarda la Francia, ciò che sta avvenendo in Ucraina orientale è una sfida molto lontana. Essi non si sentono minacciati direttamente, come invece la Polonia e il Gruppo Visegrad – Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria – e gli Stati baltici – Lituania, Lettonia ed Estonia. Dobbiamo aiutare i deputati francesi a capire questo argomento, mostrare loro le verità del regime di Vladimir Putin e forse allora cominceranno a capire cosa vuol dire la loro decisione. Credo che questo materiale debba essere presentato in Europa, affinché gli europei capiscano che è Putin la minaccia vera, non l’ISIS o altri gruppi criminali. Essi [in Occidente ] considerano Putin una persona civile con cui si possa discutere, e non riescono ad arrivare a capire dagli esempi del passato più prossimo che Putin è un bugiardo, un shpana [ragazzi violenti di quartiere sovietici] è una persona che mette giacca e cravatta solo perché deve vestirsi così, ma lui dovrebbe solo vestire di nero e picchiare ognuno che passa davanti alla sua strada, lui è uno che non aderisce agli accordi.

D. I deputati polacchi hanno intenzione di fare qualche appello congiunto ai loro omologhi francesi per questa questione?
Gosiewska. Tutto questo richiede molti ragionamenti, perché si tratta di una nuova situazione. Sebbene da qualche tempo in Europa ci sia una discussione informale sull’alleggerimento delle sanzioni, la risoluzione del Senato francese, è il primo passo così ufficiale. Pertanto, dobbiamo considerare cosa si potrà fare dopo.

D. Possiamo sollevare il problema d’alleggerire le sanzioni contro la Russia quando in Ucraina orientale si combatte ancora, le persone perdono la vita ogni giorno e non è stato attuato quasi nulla dell’accordo di Minsk?
Gosiewska. Non c’è alcun motivo per togliere le sanzioni. La parte russa non ha attuato nessuna clausola dell’accordo di Minsk, non possiamo accettare le violazioni del diritto internazionale, perché ciò incoraggerebbe Putin ad intraprendere ulteriori azioni. La Crimea continua ad essere sotto l’occupazione russa, questo fatto è indiscutibile. Si tratta di una violazione del diritto internazionale e tutti sono d’accordo con quest’affermazione. In relazione a questi problemi non possiamo essere d’accordo sulla transizione all’ordine del giorno di tornare ai normali rapporti con la Russia, anzi dobbiamo pensare ad un’azione più efficace ed energica nei suoi confronti. Mosca non cede attraverso il dialogo, ma solo con l’uso della forza e la pressione, come ho detto prima Putin è un shpana e ha portato queste attitudini di strada a livello governativo.

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D. Il tuo rapporto sui crimini commessi dai russi nel Donbas e la consegna dei documenti al tribunale dell’Aja, oltre che la presentazione dello stesso a tutti i parlamenti nazionali, ha provocato una reazione nervosa in Russia. Si può dire che hai colpito “l’occhio del toro”, e i russi hanno paura delle loro responsabilità?
Gosiewska. Sono consapevole che alcuni dei fautori che sono menzionati nella relazione stanno già cercando di giustificare le loro azioni. Ad esempio, Igor Strelkov [Girkin] si sta giustificando in molte delle sue interviste con i media russi. Per me è importante che nessuna delle parti abbia messo in dubbio il rapporto, e in primo luogo i russi. Abbiamo agito con molta cautela quando abbiamo preparato la relazione. Abbiamo raccolto circa 60 dichiarazioni di testimoni, ma questo non significa che abbiamo parlato solo delle persone citate nel rapporto, abbiamo avuto conversazioni con un numero immenso di persone che hanno assistito a questi drammatici eventi. Noi ci siamo preoccupati di considerare tutte le prove a disposizione, affinché non ci fosse nessuno che potesse dubitare della relazione. Un errore potrebbe essere sufficiente per rendere inaffidabile tutto il lavoro, ma come ho suggerito prima, nessuno ha avuto a che dire, e questo per noi è molto importante, e non solo da parte nostra, ma l’importanza del materiale, ha reso muta la parte russa, quindi segno che l’ha preso in seria considerazione.

D. Ci sono un sacco di prigionieri politici ucraini, sia in Crimea, che in Russia ora
Gosiewska. E ne sono stati aggiunti di nuovi. C’è un aggravamento della situazione in Crimea, rapimenti dalle moschee e così via. Ci sono casi di persone che spesso sono rapite mentre sono in preghiera nei santuari; ma la Federazione russa è in grado di fare di tutto.

D. Potrebbe la Polonia sostenere ulteriormente gli sforzi ucraini per fare in modo che queste persone escano dalle prigioni russe?
Gosiewska. Sì, naturalmente. E non perché siamo uniti da rapporti di amicizia, ma perché è un nostro dovere, è un dovere del mondo civile. Il mondo intero deve parlare dei prigionieri detenuti nella Federazione Russa.

D. Pensi ancora di presentare la relazione in altri paesi, come Giappone, Australia e così via?
Gosiewska. Abbiamo in programma di tenere questo tipo di presentazioni nei parlamenti nazionali di molti paesi. Stiamo discutendo, negoziando, cercando di pianificare la nostra presentazione. Non nascondo che è importante garantire che questa relazione, questa immagine della Russia di Putin debba diventare comprensibile ai politici europei e mondiali, ma soprattutto al pubblico dei vari paesi.

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3 Risposte “Ucraina: tutti devono sapere cosa sta facendo la Russia nel Donbas ”

  1. 20 giugno 2016 a 15:37

    Questi criminali russi, in primis il nano del Cremlino dovrebbero capire che non hanno nessuna possibilità di conquistare il Mondo. Il crimine non paga e porta all’Inferno. Prima o poi tutto il Mondo saprà dei loro crimini, anche se la propaganda russa spende miliardi di rubli (e di dollari) per nascondere la verità. Ma la verità verrà a galla, tutti sapranno e le sanzioni aumenteranno fino a fare morire di fame la popolazione russa. Putin è un criminale, peggiore di Stalin e Hitler messi insieme e andrà nel più profondo degli Inferni, come merita !

    • Hanna
      21 giugno 2016 a 13:20

      È assolutamente vero!

  2. Hanna
    21 giugno 2016 a 13:19

    Tutto questo è da leggere a Renzi e al suo governo! Vergogna come si comporta Italia nei confronti di Ucraina!

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