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22 novembre 2017

Segnali incoraggianti


Il 13 giugno, si è tenuta a Lviv la conferenza accademica: “Il movimento ucraino cooperativo” con il primo intervento sostenuto da Myroslav Senyk, l’ex capo del Consiglio provinciale di Lviv e attuale Vice Rettore della gestione e lo sviluppo dell’Università Cattolica Ucraina a Lviv, nel quale ha affrontato il tema delle “Prospettive del movimento cooperativo in Ucraina in termini di ordine pubblico”.

Senyk, nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato il problema della settimana sociale ecumenica nella sua città, spiegando che l’Ucraina non avesse mai avuto esperienza nella conduzione di settimane sociali ecumeniche, una tradizione principalmente francese.
A mio parere, una società socialmente orientata deve essere necessariamente ben strutturata o relativamente benestante – ha spiegato Senyk – una società povera non può essere completamente disponibile alle responsabilità sociali che le si presentano quotidianamente, di conseguenza, nelle attuali nostre condizioni, l’economia di un paese deve essere una parte organica e parziale dell’economia mondiale. Senza un accesso completo ai mercati delle tecnologie, servizi e materie prime non saremo in grado di costruire una moderna impresa socialmente responsabile”.

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Mentre Senyk continuava il suo discorso, mi sono un attimo perso, e ho cominciato a rapportare ciò che esprimeva il vice rettore alla situazione delle riforme ucraine: “chissà cosa ne pensa questo studioso – pensavo tra me e me – della situazione odierna Ucraina; se le tanto richieste riforme vanno avanti o se è tutto fermo come riferiscono i media? Quasi quasi, dopo vorrei scambiare due chiacchiere.

D. La maggior parte delle persone in Occidente, così come la maggior parte degli ucraini, sono convinti che la corruzione sia rimasta invariata o peggiorata negli ultimi due anni. Sei d’accordo con questo punto di vista?
Senyk. I dati e i fatti sostengono il contrario. Se si parla di uomini d’affari ucraini, tutti ci diranno che la corruzione è diminuita di molto nel servizio delle tasse statali, nella polizia, nella Procura, così come in una grande serie di agenzie d’ispezione, quelle dell’ambiente, salute e la prevenzione degli incendi. I banchieri che si occupano dei capitali stranieri sono generalmente positivi nelle valutazioni della Banca nazionale che sta cercando di migliorare i mercati finanziari. Ci sono anche cambiamenti positivi nel mercato dei capitali. È importante sottolineare gli sforzi compiuti sia dal governo che dal presidente per migliorare le condizioni delle grandi imprese di proprietà statale, come le Ferrovie, il gigante del petrolio, Ukrnafta, l’agenzia d’estrazione del gas Ukrhazvydobuvannya e altre. Ovviamente, ci sono molti altri settori in cui ci sono stati pochi cambiamenti, ma questo è un sufficiente motivo per affermare che non si è fatto nulla sul fronte anti-corruzione.

D. Se è stato fatto così tanto, perché le persone non vedono nulla o sono semplicemente convinte che non è cambiato niente?
Senyk. Dobbiamo considerare che il presidente Poroshenko, forse per convinzione o, perché sotto la pressione interna ed esterna, ha iniziato una vera e propria “de-oligarchizazione” del paese; ma se valutiamo la cosa da un punto di vista propagandistico, gli attori dei media ucraini sono tutti dipendenti degli oligarchi, quindi non è sorprendente che loro stiano diffondendo un punto di vista difforme dalla realtà – minano gli sforzi del presidente e consolidano la loro posizione.

D. Cosa non sta facendo bene l’attuale amministrazione?
Senyk. Le riforme possono funzionare solo se sono supportate dalla stragrande maggioranza della popolazione. Mi ricordo che quando i nostri vicini, i polacchi, hanno introdotto le loro impopolari riforme economiche nel 1990, le principali figure nazionali, come l’ormai defunto Jacek Kuron, apparivano quotidianamente in televisione per spiegare, con un linguaggio comprensibile, il contenuto e la necessità delle riforme. Di conseguenza, la società polacca ha accettato le riforme e ha avuto successo. Al contrario, il presidente e il governo ucraino ritengono che tale dialogo non sia necessario, per cui le riforme dal popolo vengono fraintese o rifiutate.

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D. Il decentramento in realtà non sembra decollare. Sei d’accordo?
Senyk. Da un lato, c’è stato un vero e proprio decentramento finanziario e, di conseguenza, i governi locali sono più ben finanziati e sono in grado di fornire più servizi. È impossibile non notare che le condizioni delle nostre città negli ultimi due anni non sono migliorate: le strade sono in riparazione, le piazze delle città sono in fase di ristrutturazione e la costruzione di alloggi è in aumento. D’altra parte, il consolidamento delle comunità locali in unità amministrative più grandi sta procedendo molto lentamente, e non c’è ancora una chiara divisione di poteri tra gli organi amministrativi locali e lo stato.

D. Come valuti le riforme avviate nel settore dell’istruzione superiore?
Senyk. Posso affermare con sicurezza che l’istruzione superiore ha subito cambiamenti molto positivi, il più importante dei quali è che gli istituti di istruzione superiore hanno acquisito una maggiore libertà accademica. Inoltre, gli istituti scolastici privati ora sono in grado di ricevere i finanziamenti statali e le organizzazioni religiose possono stabilire istituzioni educative.

D. Come si fa a valutare il processo delle riforme in Ucraina?
Senyk. Le riforme sono in corso, ma non abbastanza velocemente. Temo che, se andiamo avanti di questo passo le riforme si trascineranno per altri due o tre anni, con il risultato che potrebbero scemare, perché la gente non aspetta così a lungo per vedere un miglioramento della loro vita. Al fine d’evitare il caos abbiamo bisogno di un rampa di riforme che comprendano tre priorità: in primo luogo, i tribunali devono essere indipendenti, efficaci e giusti, la gente deve sapere che il crimine verrà punito e che i loro diritti saranno difesi. Senza tali tribunali, la lotta alla corruzione non riuscirà. In secondo luogo, deve essere riformato il sistema pensionistico: allo stato attuale, una persona che lavora supporta due o più persone che non lavorano. Ad un certo punto l’età pensionabile potrebbe essere tolta; nel frattempo, il numero di prepensionati deve essere abbassato. Se qualcosa non viene fatto in fretta le imprese potrebbero semplicemente smettere di pagare i contributi al fondo pensione. In terzo luogo, il sistema medico deve essere rinnovato. Sono convinto che il presidente, il governo e la Rada capiscono cosa deve essere fatto, e sembra anche che abbiano la volontà di attuare i cambiamenti. Penso e spero che in un anno si possano vedere dei sostanziali cambiamenti positivi nella società ucraina.

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