Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

19 novembre 2017

Conosciamo veramente la Russia di Putin?


La Russia non è certamente il paese che si pensa che sia e nemmeno quello che i suoi leader vogliono farci credere: la sua economia è più piccola di quella della Corea del Sud; i suoi abitanti sono più poveri di quelli del Kazakhstan; la sua tecnologia è meno di quella della Finlandia; e ha un bilancio militare più piccolo di quello dell’Arabia Saudita.

Per la maggior parte del 20 ° secolo, Mosca pensava e importava solo da L’Avana e Hanoi, poi, c’è stato il crollo dell’Unione Sovietica che si è lasciata alle spalle una malconcia e mal ridotta nazione, alla fine, quando è caduto il muro di Berlino, è schiantato anche lo status russo nel mondo.
L’ubriacone e presidente Boris Eltsin era il miglior rappresentante di un paese, la cui vita media, sulla scia della caduta sovietica, è crollata di cinque anni. Ci sono stati continui colpi di stato, crolli industriali, diffusione della corruzione e riduzione dei confini nazionali. Dopo aver temuto l’URSS per alcune generazioni, l’Occidente gli ha inviato degli aiuti e ha cominciato a dedicarsi ad altri paesi emergenti, Brasile, India e Cina.

_82394335_rusoryolwoman

Ma l’ascesa di Vladimir Putin al potere, ha segnato un cambiamento nelle sorti russe: il mondo comincia a vedere di nuovo Mosca come un qualcosa di migliorato, il leader si presenta forte e consapevole che deve coltivarsi una nuova immagine, sia per se stesso, che per il paese: la nuova Russia è ancora un paese che conta.
La Russia ha ospitato le Olimpiadi, si è presa pezzi della Georgia, la Crimea, ha invaso l’Ucraina e sta continuamente facendo volare bombardieri nello spazio aereo della NATO, ha costruito basi militari nella regione artica, e in generale s’è flessa e ha posato come un oliato, invecchiato, ma ancora appassionato, body builder. Noi, seppur meravigliati, le abbiamo prestato molta attenzione, senza notare tutte le cose che ha nascosto appena fuori dal palco. E, a ben vedere, è quasi scioccante.

Secondo i dati più recenti del Fondo Monetario Internazionale, l’economia russa è circa della stessa dimensione di quella dell’Australia e leggermente più piccola di quella della Corea del Sud. Come esportatore, ora è meno importante del Belgio, Messico e Singapore. La Banca Mondiale classifica il PIL russo pro capite inferiore a quello della Lituania, Guinea equatoriale e Kazakistan. Ha una maggiore percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà che l’Indonesia, India, o Sri Lanka. È classificata al 67 ° posto nel mondo nell’Indice competitivo globale, e al 66 ° nell’Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.
Certo, che questi problemi economici hanno gravi conseguenze sociali. Attualmente il numero dei medici è inferiore a quello di dieci anni fa; l’aspettativa di vita, che è in ribasso, è di nove anni in meno rispetto a quella degli Stati Uniti; il tasso di mortalità infantile è da due a tre volte superiore rispetto della maggior parte del mondo occidentale; il tasso d’alcolismo è il più alto del pianeta, tre volte maggiore che nel Nord America; e il consumo di alcol è raddoppiato negli ultimi 20 anni. Non a caso, l’agenzia statistica russa, Rosstat, ha identificato la demografia come la singola e più grande sfida del paese dei prossimi 30 anni.

Culturalmente, la Russia è un puntino lontano nello specchietto retrovisore: una volta, le università sovietiche erano stimate e pullulavano di istruiti ingegneri e medici, ora, le Nazioni Unite collocano il sistema educativo russo più in dietro di quasi tutti gli altri paesi europei, sono alla pari con l’isola del Pacifico di Palau. Il leader tecnologico che ha lanciato lo Sputnik, ora produce brevetti in Islanda, e le sue pubblicazioni scientifiche non sono mai citate.
In quasi tutti gli indicatori di ricchezza, salute, e influenza, la Russia si colloca anche al di sotto delle medie potenze. Che cos’ha? Pistole e bombe per lo più. Possiede circa 8.000 testate nucleari, 700 in più degli Stati Uniti; è al secondo posto mondiale per il numero di aerei da combattimento, satelliti militari e sottomarini nucleari; il bilancio militare, da quando è arrivato al potere Putin, aumenta di anno in anno.

russian_ship_raketa_071015_02

Ma anche questi numeri sono fuorvianti. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Internazionale per la Pace di Stoccolma, il bilancio della difesa russo è ancora inferiore a quello della Cina e dell’Arabia Saudita, è grosso modo alla pari con l’India, la Francia e il Regno Unito. Ed è nove volte più piccolo del bilancio del Pentagono.
Il fatto è che, se non fosse per la Siria, la Crimea, e altre vecchie scemate propagandistiche, la Russia otterrebbe la stessa attenzione globale della Slovacchia o forse del Galles. Non a caso, queste due nazioni, che recentemente hanno giocato con la Russia nel campionato europeo di calcio in corso, hanno entrambe vinto, e nonostante che la squadra di Mosca avesse perso, i suoi tifosi dominano ancora le notizie quotidiane.

Quando si parla di Euro 2016, si parla di teppisti russi in rivolta sulle tribune che attaccano altri spettatori e che aggrediscono i turisti sui treni. Noi, non ci dovremmo meravigliare della risposta bellicosa arrivata da Mosca, quando Igor Lebedev, il vice presidente del parlamento e un alto funzionario del calcio russo ha scritto su Twitter: “Non vedo nulla di sbagliato con i tifosi in lotta. Al contrario, ragazzi ben fatto, continuate così!” – questo è lo stile di vita in vigore in Russia.
Lebedev ha imparato bene la lezione del suo capo: “se non è possibile competere sul campo, fai più casino che puoi al di fuori”. La Russia è così indietro economicamente, tecnologicamente, socialmente e politicamente, che semplicemente non ha nessuna importanza; ma ottiene ogni giorno la nostra attenzione, come mai?

La Russia quando si muove con i suoi carri armati al confine – ne ha un sacco, anche se meno del Pakistan – la dobbiamo prendere sul serio; ma ci dobbiamo sempre ricordare che questa non è una potenza mondiale, e, che secondo la maggior parte degli indicatori, non è nemmeno una di quelle centrali. La Russia alla fine dei conti è una nazione teppista, povera, ubriaca e frustrata. Può solo lanciare bottiglie di birra dalle gradinate negli stadi dove esiste la civiltà, bombe in Stati dove vige la legge della violenza e far paura, perché un bullo, che non ha nulla da perdere e pieno di armi nucleari, incute un “rispetto” particolare.

Tags: , ,

Rispondi

Altre storie da- Opinioni

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.