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19 novembre 2017

GRANDI DONNE NELLA STORIA: ANNA BOLENA


Dopo Beatrice e Isabella D’Este, dopo Catherine Parr, l’ultima moglie di Enrico VIII, non si può non prendere sotto esame la vita intensa, piena di colpi di scena, di Anna Bolena. [Leggi: Beatrice e Isabella D’Este e Catherine Parr]

Disprezza e odiata in vita, diventata mito e leggenda dopo la morte; il personaggio di Anna Bolena non soltanto colpisce per le mille sfaccettature amorose di cui si rese protagonista, ma per l’importanza storica che ricoprì: riuscì infatti ad innescare una serie di eventi che portarono alla separazione dell’Inghilterra dalla Chiesa di Roma, nonché alla nascita della Chiesa Anglicana.

Anna Bolena ci viene descritta dalla storia come una ragazza affascinante, che sapeva brillare e attirare l’attenzione su di sé, forse per la sua carnagione bruna o per i folti capelli scuri, così diversa dal prototipo di ragazza inglese bionda e pallida; oppure sarà stato il suo collo alto e sottile o un sesto dito sulla mano ad attirare gli sguardi su di sé e, più tardi, motivo per essere considerata malvagia, una strega che, con le sue arti magiche, era riuscita ad ammaliare il re.

Procedendo con ordine, possiamo affermare che la vita di Anna Bolena ebbe inizio proprio al sorgere del XVI secolo; la data precisa è incerta, gli storici dibattono sul 1501 o il 1507. Nata da Thomas Bolena e Elisabeth Howard, trascorse l’infanzia nel castello di famiglia a Hever, nel Kent.  Ciò che la rese una splendida dama, colta, maliziosa e forse per questo irresistibile, si deve al periodo che passò in Francia, alla corte, al servizio prima di Margherita D’Asburgo e successivamente Claudia, moglie di Francesco I. Il tempo che trascorse lontano da casa le consentì di coltivare i suoi interessi, quali l’arte, la musica e il galateo e formò il suo carattere, astuto, ribelle e allo stesso tempo adorabile; imparò a civettare, seguendo tutte le regole che l’amor cortese impartiva. Che Anna Bolena fosse una guerriera, una fenice che risorse sempre dalle proprie ceneri, si era capito fin da subito: basti pensare alla terribile tempesta che attraversò per raggiungere la Francia, poco più di una bambina, che la temprò sicuramente, ma che le rimase nel cuore, ricordale sempre che dietro alla sua forte facciata si nascondeva la sua fragilità. La nave resterà per Anna Bolena un simbolo, che non esiterà a donare a Enrico VIII: uno splendido gioiello d’oro, una nave, con una pietra preziosa; ciò che più la rappresentava.

Anna Bolena

Duke of Buccleuch and Queensberry Collection

Dalla corte francese passò poi a quella inglese, come dama di compagnia della regina Caterina D’Aragona, prima moglie di Enrico VIII; qui rischiò di contrarre matrimonio con James Butler, un suo vecchio cugino irlandese, per sedare un litigio all’interno della sua famiglia; sfumato, si ritenne libera di fidanzarsi in segreto con Henry Percy, da cui però fu allontanata: l’unione non era vista di buon occhio dalla famiglia di lui, ben più nobile e ricca. Di sicuro “compromessa”, questo non la frenò nei divertimenti di corte, attirando l’attenzione di un altro spasimante, del poeta Thomas Whyatt, che si innamorò perdutamente di lei e che celebrò il suo amore con diversi sonetti. Re Enrico sembra non accorgersi immediatamente di Anna Bolena e della sua bellezza selvaggia; lo fece però durante una rappresentazione teatrale in cui la nostra Anna impersonava la Perseveranza. Fu un vero colpo di fulmine, forse arrivato in ritardo, ma efficace come non mai: una passione cieca investì il cuore del re, e da quel momento, fece tutto ciò che fu in suo potere per allontanarsi dal precedente matrimonio, che non gli aveva dato nessun erede al trono maschio e unirsi in matrimonio con l’affascinante Anna Bolena.

La vita di Anna Bolena, prima come amante del re e poi come moglie, non fu di certo facile; l’ambizione l’aveva portata lì, ad essere la favorita del Re, ma il prezzo che pagò per tutto questo fu salato. Attirò su di sé invidie e maldicenze, venne considerata come la portatrice di tutti i mali sulla terra, come una sgualdrina; si fece inoltre portavoce di una nuova religione, sempre cristiana, ma che non credeva più nell’istituzione della Chiesa e nel potere del papa e dei suoi emissari. Per innalzare Anna, e rendere valido il suo matrimonio, Enrico VIII venne scomunicato da Roma, divorziò da Caterina, e si autoproclamò capo della Chiesa di Inghilterra, con un potere a dir poco assoluto.

Il matrimonio durò solo tre anni, e Anna Bolena purtroppo si scavò la fossa da sola: non riuscì a dare al re l’erede maschio tanto agognato, solo una figlia, Elisabetta, e diversi aborti che non fecero altro che inasprire il rapporto tra i due coniugi. Re Enrico, famoso per la sua volubilità, si consolò presto tra le braccia delle sue amanti, e Anna, non si mostrò di certo docile e comprensiva, ma sfogò tutta la sua ira sul marito. Le liti a corte erano all’ordine del giorno; Anna Bolena, si dice, aveva la capacità di toccare i nervi scoperti del re con facilità e altrettanta facilità riusciva a farsi perdonare e guadagnare il suo perdono.

Purtroppo però Anna Bolena raggiunse un punto dove non fu più possibile tornare indietro, troppo compressa, troppo malvoluta e ora il Re, che prima era stato sordo, ora ascoltava tutte le malelingue e si faceva influenzare da esse, in particolar modo dal suo cancelliere, Cromwell; trovando così una scusa per allontanarsi da un matrimonio che ormai gli risultava scomodo, avendo già trovato la prossima dama da sposare: Jane Seymour.

Anna Bolena venne accusato di tradimento e di adulterio, e il 19 maggio 1536, venne graziata dalla pena che aspettava ai traditori (impiccagione e sbudellamento) per una più semplice e indolore decapitazione. La morte riuscì però a sollevare la reputazione di Anna Bolena presso il popolo che da sempre l’aveva odiata, patteggiando per la cattolicissima Caterina, trasferendo così la propria diffidenza verso il Re D’Inghilterra, ormai a briglia sciolta, assolutamente inarrestabile.

 

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