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22 novembre 2017

Le reazioni russe al referendum Brexit


Secondo i risultati ufficiali rilasciati venerdì, il 52 per cento degli elettori britannici ha votato per lasciare l’Unione europea – il cosiddetto Brexit.
Di seguito cito alcuni dei post di come alcuni politici russi hanno reagito alla notizia.

Alexei Pushkov, il capo della commissione affari esteri della Duma di Stato, ha sostenuto che i paesi dell’UE ora saranno pronti ad effettuare ulteriori referendum.
Dopo il referendum in Olanda e in Gran Bretagna, gli europei si dimostrano contro le loro classi dirigenti: l’opinione pubblica è arrabbiata con gli obiettivi politici – ha scritto Pushkov su Twitter.

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Secondo Andrei Klepach, il vice presidente del banca di Stato Development Bank Vneshekonombank (VEB), il verdetto britannico a lungo termine, potrebbe riportare l’interesse degli investitori verso la Russia.
Brexit destabilizzerà l’euro e il mercato azionario europeo, questo porterà perturbazioni nei mercati emergenti – ha riferito Klepach all’agenzia di stampa Interfax – In mezzo a questo, tenendo conto del contesto dei prezzi del petrolio e del fatto che il prossimo anno l’economia russa, anche se lentamente, comincerà a crescere, potremmo avere un buon potenziale di crescita del valore dei titoli.

Il ministero delle finanze russo ha sottolineato che Brexit non porterà gravi rischi all’economia russa.
Ovviamente questo riduce l’appetito degli investitori ad assumere rischi; ma io non vedo seri rischi per la Russia – ha espresso il vice ministro delle finanze, Alexei Moiseev, all’agenzia di stampa TASS.

Lo schietto leader del partito LDPR, Vladimir Zhirinovsky, ha definito la decisione del popolo britannico “un grande atto di coraggio”.
I rurali, i provinciali e i lavoratori della Gran Bretagna hanno detto no all’Unione che ha creato la mafia finanziaria, i globalisti e tutti gli altri – ha sostenuto Zhirinovsky con l’agenzia di stampa Interfax – Dopo la Gran Bretagna, crolleranno la NATO, Schengen e l’euro. Viva il rublo russo e lo sviluppo delle relazioni con tutti i paesi democratici d’Europa!”.

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha impresso su Twitter che “Senza il Regno Unito, non ci sarà nessuno in Europa che difenderà le sanzioni contro la Russia con tanto zelo”.
Secondo il canale il televisivo statale NTV, la Russia cerca di non interferire nei processi che sono in corso in Europa, ma che è impossibile non affermare che molti dei problemi emergenti sarebbero più facili da risolvere su base bilaterale, piuttosto che effettuare decisioni attraverso Bruxelles.

Il responsabile della commissione degli affari esteri del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosachyov ha sostenuto che i risultati del referendum dimostrano che l’UE non è riuscita “a compiere la sua missione primaria: diventare trasparente e conveniente per i cittadini – ha riferito la Tass.
Brexit non influenza in modo significativo la Russia. Abbiamo i nostri problemi, quelli sono più sensibili – ha scritto su Twitter l’ex ministro delle finanze e attuale presidente del Centro russo per la ricerca strategica, Alexei Kudrin, prevedendo che sia l’UE che la UK diventeranno economicamente più deboli.

Il vice della Duma Sergei Zheleznyak, ha chiamato Brexit “un risultato atteso per la politica burocratica di Bruxelles”.
La loro priorità [funzionari di Bruxelles] dovrebbe essere la cura degli interessi dei cittadini, piuttosto che Washington e l’offuscata teorica unificazione d’Europa – ha scritto su Facebook, ZheleznyakSe Bruxelles non cambia immediatamente le sue priorità politiche, scoppieranno una serie di referendum in altri paesi europei, e l’emarginazione e il crollo dell’UE diventerà sempre più reale.

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Secondo il quotidiano Komsomolskaya Pravda, gli Stati Uniti hanno accusato la Russia per i risultati del referendum. L’ex ambasciatore americano in Russia, Michael McFaul, ha sostenuto che i risultati delle elezioni sono stati “una grande vittoria” per la politica estera del presidente Vladimir Putin.
Non sempre, ma stasera la vittoria è gigante per gli obiettivi di politica estera di Putin – ha segnalato giovedì su Twitter McFaul; poi venerdì ha insistito: “Putin non ha causato il risultato, ne ha appena beneficiato

Il mediatore d’affari Boris Titov ha predetto che le conseguenze a lungo termine del referendum potrebbero separare l’Europa dagli Stati Uniti.
Questa non è l’indipendenza della Gran Bretagna dall’Unione europea, è l’indipendenza dell’Unione europea dagli Stati Uniti – ha scritto su Facebook – In 10 anni sarà possibile parlare di un Regno di Eurasia.

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