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19 novembre 2017

Nuovo verde per Kiev


Nella capitale ucraina ci sono dei piccoli e grandi parchi, accoglienti cortili, viali alberati dove gli alberi da frutta o da decorazione esaltano i diversi colori a seconda della fioritura della stagione, i balconi d’altra parte, con le rose e le piante di peonie e astri creano la cornice al dipinto giornaliero che godono gli abitanti della zona; ma queste prelibatezze sono solo oasi nel deserto delle larghe strade della metropoli lungo le quali crescono come funghi i nuovi edifici residenziali; così, i membri dell’iniziativa “Rendiamo Kiev ancora Verde” vogliono creare, come bene sociale da vivere, una mappa verde della città.

La proposta si riallaccia al progetto lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1986 con l’obiettivo di “migliorare le condizioni di salute della popolazione europea assicurando l’accesso a servizi sanitari di buona qualità, ma anche mobilitando a livello locale, nei contesti urbani, soggetti sociali privati e pubblici, singoli e collettivi, al fine di costituire un movimento per accelerare il processo di promozione della salute”.
Il Programma “Città Sane”, nasce come attuazione del concetto di salute proposto dall’atto di costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1948) e ripreso dalla Carta di Ottawa (1986): la salute è “una condizione di completo benessere “fisico, sociale e mentale – e non solo l’assenza di malattia”, condizione a cui concorrono, insieme ai fattori genetici, anche aspetti economici, sociali e ambientali. La salute e la qualità della vita diventano, dunque, un outcome non più solo individuale ma sociale, l’esito di una sfida lanciata ai territori urbani dalla globalizzazione, dall’esclusione sociale, dalla povertà e multiculturalità.
“La città sana è quella che costantemente crea e migliora i contesti fisici e sociali ampliando le risorse della comunità che permettono ai cittadini di aiutarsi a migliorare tutti gli aspetti della vita e a sviluppare al massimo il proprio potenziale”.

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La tendenza degli ultimi 40 anni è stata quella di costruire città progettate per il trasporto veicolare, più che pedonalizzate e questo ha sicuramente dato un contributo importante all’aumentata prevalenza di disturbi da stress e altre malattie.
Vivere in una città a misura d’uomo e che inviti a camminare, grazie alla realizzazione di percorsi nel verde e di marciapiedi lontani dal traffico, riduce in maniera sostanziale il tasso di stress, obesità, sovrappeso e diabete rispetto alle città dove per gli spostamenti è obbligatorio ricorrere alla macchina. Lo dimostrano due diversi studi presentati al congresso dell’ADA di San Francisco.
“Il modo in cui costruiamo le nostre città – afferma Gillian Booth, Endocrinologo presso il St. Michael’s Hospital e l’Institute for Clinical Evaluative Sciences (ICES) di Toronto – impatta notevolmente sul nostro stato di salute generale. Come società abbiamo ‘ingegnerizzato’ l’attività fisica come cosa estranea al nostro modo di vivere, mentre qualunque occasione per fare attività fisica, tipo andare a fare la spesa a piedi, accompagnare a scuola a piedi i nostri figli o semplicemente uscire a fare una camminata, ha un enorme impatto sulla salute generale”.

Il gruppo promotore ucraino inoltre, s’avvale anche di alcuni recenti studi effettuati, oltre che negli Stati Uniti, anche in Giappone, dai quali si desume che “tutti i giorni per almeno un’ora, meglio se di mattina presto, è fondamentale fare dei bagni di natura, con una esposizione costante e prolungata alla luce naturale, alberi, fiori, e tutto ciò che rende la natura una forza di farci guarire”. Trascorrere del tempo in mezzo al verde aiuta ad allentare lo stress e a rilassarsi. Il motivo è stato studiato da alcuni ricercatori giapponesi che hanno indagato sul cosiddetto metodo shinrinyoku (bagno nella foresta) scoprendo che i vari elementi di un bosco, come l’odore del legno, il suono dell’acqua che scorre e, più in generale, il paesaggio, donano una sensazione di rilassamento e riducono lo stress. Nei partecipanti allo studio si è verificato un abbassamento dei livelli di cortisolo (l’ormone associato allo stress), una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

La natura provoca effetti opposti a quelli causati dallo stress – conferma Mykola Shumyk il vice direttore del Giardino Botanico Nazionale, Mykola Gryshko – influendo direttamente su parametri come pressione sanguigna, battito cardiaco, glucosio e cortisolo. Questi effetti sono potenziati e amplificati se il tempo trascorso in mezzo alla natura è costante e di qualità. In un parco, in mezzo ad un bosco, in mezzo ad un viale in città e in un bel giardino — prosegue Shumyksenza rendercene conto facciamo anche cromoterapia ed aromaterapia perché i colori e gli odori delle piante contribuiscono a farci star meglio”.

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La decisione, che è nata nel corso di una recente discussione sulla “Strategia di rendere Kiev un centro paesaggistico”, tenutasi nel Parco dedicato ai Cento Celestiali di Maidan, ha riunito attivisti locali, altri rappresentanti del Giardino Mykola Gryshko e uomini d’affari, si propone appunto di creare un ambiente salutare e senza stress all’interno della città. Come parte del piano gli attivisti stanno sviluppando una mappa della capitale, nella quale si verranno a creare delle zone dedicate al verde, mettendo particolare attenzione a far crescere quelle piante che possono avere effetti funzionali sulla salute e resistere alle rigide temperature locali.

Un efficace e sostenibile paesaggio verde cittadino richiede una strategia riflessiva – spiega ShumykPrima di tutto dobbiamo tener presente la funzione, poi dobbiamo valutare la decorazione e il paesaggio. Kiev ha un grosso problema di messa a dimora casuale di piante decorative. Pertanto, vorrei consigliare di prestare molta attenzione ai criteri legati alla piantagione di arbusti nelle strade e cortili”.
“Rendiamo Kiev ancora verde” è un’iniziativa del Gruppo Helen Marlen in collaborazione con Art Management, un ufficio di progetti culturali e sociali, il cui obiettivo è quello di rendere Kiev la capitale del verde in Europa.

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