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19 novembre 2017

Russia: parte la campagna elettorale


La campagna elettorale russa del 2016 è ufficialmente in corso. Sono elezioni cruciali. Definiscono una stagione politica e ne cominciano un’altra – sia nella forma che nella sostanza.
Queste sono le prime elezioni dal 2003 che utilizzano il sistema misto, in cui la metà dei candidati seguono le liste di partito, e l’altra metà arrivano dai distretti di un singolo mandato: questo aumenta il ruolo delle élite regionali e aziendali.

Le autorità hanno anche anticipato le elezioni da dicembre a settembre, rendendole le prime elezioni anticipate del presidente Vladimir Putin. Il presidente ha avuto tre ragioni per questa mossa.
In primo luogo, le autorità cercano di capitalizzare la loro popolarità: i leader del Cremlino si rendono conto che non possono più ottenere alcuna vittoria militare e che i loro rating stanno cominciando a cadere; secondariamente, il governo, il prossimo anno, dovrà tagliare la spesa ai siloviki – complesso militare-industriale, i servizi sociali e le pensioni – e il popolo russo non sarà certamente felice con il budget che la Duma di Stato dovrà adottare quest’autunno; in terzo luogo, i leader potrebbero avere cambiato la loro politica estera per porre fine al confronto con l’Occidente: ora, sta diventando sempre più difficile vivere con i prezzi bassi del petrolio e le sanzioni occidentali – se deve esser così, è meglio ridurre le spese della campagna elettorale parlamentare e la retorica in essa contenuta, generalmente dura, contro l’Occidente.

 

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Le autorità si sono sentite in dovere d’adottare una relativamente nuova posizione nei confronti di queste elezioni: “Manipolazione – sì, brogli – no”. Questo è particolarmente vero nelle grandi regioni in cui c’è un serio rischio di proteste. Il cambiamento è stato dettato sia dalla memoria delle manifestazioni di massa del 2011-2012, che dal crollo della fiducia tra le élite. Gli scarsi risultati che il partito Russia Unita aveva conseguito nel 2011, sono stati in gran parte dovuti allo smantellamento delle macchine politiche di Mosca, Bashkortostan e in altre regioni. Oggi, quando il Cremlino non solo depone i governatori, ma anche li arresta, non è realistico aspettarsi che le burocrazie regionali semplicemente “scrivano” i risultati delle elezioni – con la possibile eccezione di un certo numero di regioni: le autorità non hanno altra scelta, se non che tenere elezioni più oneste.
Le elezioni del 18 settembre è improbabile che possano portare delle sorprese. Grazie ai distretti di singolo mandato, il partito Russia Unita probabilmente si prenderà il 65-75 per cento di tutti i seggi della Duma. Cosa c’è di più, gli attuali tre partiti parlamentari sono suscettibili di mantenere la loro presenza, mentre Yabloko e gli altri partiti d’opposizione, probabilmente non riusciranno a superare il valore soglia che gli concede di avere dei seggi nella Duma.

Nel frattempo, le riforme del sistema dei partiti porteranno inevitabilmente alla cacciata dei veterani di lunga data, e daranno agli elettori la possibilità di vedere una sfilata di nuovi candidati. Il leader del partito comunista Gennady Zyuganov, e il leader del Partito Liberal Democratico, Vladimir Zhirinovsky, hanno entrambi superato i 70 anni, per cui lasceranno la scena delle elezioni del 2021, un cambiamento molto importante per il regime politico.
Le autorità potranno anche concedere ai partiti minori, come Patria, Patrioti della Russia e il partito della Crescita, la possibilità di vincere uno o due posti, in modo che il Cremlino possa vantare nella Duma una grande varietà di partiti.

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La Duma continuerà con il sistema “1 + 3”, il partito di governo più tre soci minori; ma per sopprimere la concorrenza tra i partiti il Cremlino intensificherà la competizione all’interno del partito stesso – come si è visto durante le primarie di Russia Unita.
Di conseguenza, la nuova Duma differirà significativamente da quella attuale: non solo appariranno dei nuovi volti, ma i deputati potranno anche avere un insieme più complesso di lealtà – non solo ai leader dei partiti federali, come al solito, ma anche alle élite regionali politiche, governatori e quelle aziendali.
Queste elezioni ancora una volta dimostrano come le autorità siano miopi nella loro pianificazione. Il nuovo sistema si ritaglia distretti a singolo mandato attraverso i brogli di “ingegneria elettorale”, di conseguenza, i distretti elettorali sono progettati per neutralizzare le proteste dei residenti delle grandi città, lasciando le autorità, con l’aiuto degli elettori tradizionalmente fedeli delle zone rurali, relativamente libere di installare i loro candidati preferiti. Questo al momento potrebbe sembrare un bene, ma un potente gruppo elettorale – i residenti delle grandi metropoli – si troverà senza una rappresentanza nella Duma. In che modo le autorità capiranno o risponderanno alle loro richieste?

Il Cremlino, come al solito, si concentra solo sui problemi di oggi, senza alcun pensiero per il domani, questo farà in modo che queste elezioni non riducano i problemi politici russi; ma al contrario, s’intensificheranno e anche ne creeranno di nuovi.

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