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26 settembre 2017

Il parlamento s’esaurisce aumentando la repressione


La scorsa settimana, la Duma di Stato russa ha tenuto prima delle elezioni parlamentari del 18 settembre, la sua ultima sessione plenaria. La fine di questa 6° legislatura è stata corretta: il suo ultimo atto è stato quello d’adottare un pacchetto draconiano, introdotto da un deputato del partito Russia Unita, Irina Yarovaya, che ha portato all’età di quattordici anni la responsabilità penale per alcuni reati, tra cui i “disordini di massa” – al Cremlino si parla di manifestazioni di piazza – l’errore nell’atto di presentazione di una denuncia penale e ai fornitori di cellulari e Internet di registrare tutti i messaggi e le telefonate per sei mesi, e, nel caso di necessità, consegnarli prontamente alle autorità.

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L’attuale Duma, soprannominata “la stamperia pazza”, per la velocità con la quale ha emesso le leggi repressive del Cremlino, è stata fin dall’inizio del suo mandato un prodotto di frodi e menzogne. L’elezione del 2011 è stata caratterizzata dalla squalifica dal partecipare al voto dell’intero spettro dei partiti d’opposizione e  dal furto di circa quattordici milioni di voti a favore del partito Russia Unita di Vladimir Putin. Come la legislatura ha iniziato la sua sessione, più di 100.000 persone hanno manifestato per le strade di Mosca chiedendo nuove, libere e giuste tornate elettorali, la libertà dei prigionieri politici e la liberalizzazione del sistema politico. “Tu non ci rappresenti!” – era lo slogan più popolare di piazza Bolotnaya, indirizzato ai nuovi legislatori. Queste sono state le più grandi proteste russe pro-democrazia sotto il governo di Putin, e, per un po’ di tempo sembrava che potessero avere successo.

Ma, la marea di gente si è calmata come il Cremlino ha iniziato il giro di vite sulla società civile e i movimenti per la democrazia, mentre la Duma cortesemente approvava nuove restrizioni, limitazioni e divieti. Alcune di queste leggi hanno aumentato drammaticamente le multe per le “violazioni” durante le manifestazioni di piazza, altre hanno bloccato i siti web indesiderati, o hanno etichettato le ONG come “associazioni indesiderate” – come Memorial, un centro per i diritti umani, e Golos, che sono state classificate come “agenti stranieri”. Con una mossa particolarmente vergognosa, la Duma ha risposto alla Magnitsky Act – una legge statunitense che ha imposto sanzioni mirate a coloro che sono collegati al Cremlino e che abusano dei diritti umani – con il divieto generale di adozioni degli orfani russi da parte di cittadini statunitensi. Tale misura è stata soprannominata “La legge di re Erode” e la “legge dei mascalzoni”, e ha provocato manifestazioni di protesta in tutta Mosca. Dopo che è stata approvata, un eminente giornalista russo, Valery Panyushkin, ha commentato: “solo due organizzazioni al mondo spaventano i loro nemici danneggiando i propri figli: Hamas e il partito Russia Unita”.

Non è facile essere dei dissenzienti in un tale isterico “ambiente patriottico”, ragion per cui coloro che coraggiosamente si sono adoperati, meritano una menzione speciale: otto membri della Duma – Dmitri Gudkov, Ilya Ponomarev, Valery Zubov, Sergei Petrov, Boris Reznik, Andrei Ozerov, Oleg Smolin e Zhores Alferov hanno votato contro “la legge del re Erode”; quattro – Ponomarev [ha votato contro], Gudkov, Petrov e Zubov [si sono astenuti] non hanno supportato l’annessione della Crimea; solo due deputati – Gudkov e Ivan Grachev – hanno osservato un minuto di silenzio in memoria del primo anniversario dell’uccisione del leader dell’opposizione Boris Nemtsov. Da allora, Ponomarev è stato costretto a fuggire dal paese per un mandato d’arresto, e, all’inizio di questo mese, è stato privato del suo posto in parlamento con un’ennesima nuova legge che permette alla Duma d’espellere qualsiasi membro quando “manca di adempiere ai suoi doveri”.

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Il problema è che non abbiamo un parlamento – ha scritto Dmitri Gudkov, che riassume la 6 ° Duma di Stato – C’è un edificio sulla strada Okhotny Ryad, ci sono persone che vi entrano, ma non c’è un parlamento. Il parlamento è segno di potere, significa indipendenza, opinioni concorrenti e difesa delle proprie posizioni. Su tutti questi conteggi, l’attuale Duma disegna solo spazi vuoti”. Ci sarà sicuramente un giorno in cui i banchi della sala di montaggio sita in Okhotny Ryad verrà riempita da veri parlamentari scelti durante un reale processo elettorale; ma la “stamperia pazza 2011-2016”, ha già impresso nei futuri libri di storia il sinonimo di tutto ciò che c’è stato, e c’è di sbagliato nella Russia di Vladimir Putin.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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