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22 novembre 2017

Il vertice NATO a Varsavia


L’8 e 9 luglio la Polonia accoglierà il vertice NATO. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e l’alto rappresentante Federica Mogherini, rappresenteranno l’Unione europea. A margine del vertice Donald Tusk e Jean-Claude Juncker incontreranno il presidente USA Barack Obama per una riunione dei leader UE-USA: sarà l’occasione per sottolineare l’unità transatlantica e discutere delle sfide comuni in ambito politico, economico e di sicurezza internazionale.

Dal 1949 ad oggi si sono tenuti 26 vertici NATO, l’ultimo dei quali ha avuto luogo il 4 e 5 settembre 2014 nel Regno Unito. Tali vertici, presieduti dal Segretario generale della NATO, riuniscono i capi di Stato e di governo dei paesi membri dell’Alleanza, e l’UE è regolarmente invitata a parteciparvi.
Il fulcro del vertice di quest’anno, come era successo in gran parte anche l’anno scorso, toccherà l’annessione della Crimea, l’invasione russa dell’Ucraina orientale e le preoccupazioni dei vulnerabili paesi membri dell’alleanza, in particolare i paesi Baltici e la Polonia che cercano d’anestetizzare le aspirazioni del presidente Vladimir Putin che, utilizzando strumenti di guerra convenzionali e non, vuole destabilizzare i paesi a lui vicini.

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L’Ucraina, a causa dell’aggressione russa ha subito perdite enormi: il 7 per cento del suo territorio è sotto occupazione, più di 10.000 ucraini sono morti e ci sono circa 1,9 milioni di sfollati interni (IDP). In realtà, l’Ucraina sta affrontando la più grande crisi degli sfollati in Europa dalla seconda guerra mondiale.
Negli ultimi mesi, la situazione nell’est dell’Ucraina si è deteriorata. C’è un incremento degli scontri con costanti violazioni del cessate il fuoco, mentre il governo ucraino non riesce ad avere alcun controllo sul confine tra i territori occupati dalle cosiddette “Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk” e la Russia – uno dei punti fondamentali dell’armistizio di Minsk. Inoltre, il Donbas – la parte orientale dell’Ucraina sotto occupazione russa – è diventato un focolaio di criminali dove vige il contrabbando di armi, truppe e il commercio illegale di organi umani.

La Crimea, la penisola ucraina del Mar Nero, è stata trasformata in una base militare russa al di fuori della competenza degli organismi di controllo internazionali, quali l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA), di cui sia l’Ucraina che la Russia ne sono membri. In passato, la Russia ha minacciato di mettere testate nucleari a Kaliningrad, una exclave russa al confine con la Polonia e la Lituania, anche se alcuni esperti e funzionari della NATO credono che su quel territorio la Russia le abbia già distribuite; la stessa cosa, la pensano anche in Crimea, che è diventata una scatola nera per quanto riguarda le operazioni militari.

L’unico vantaggio dell’aggressione russa, è che per la prima volta nella storia post-sovietica dell’Ucraina, la maggioranza dei suoi abitanti sostiene l’adesione alla NATO. Nel dicembre 2015, un’indagine del centro Rumanov con base a Kiev, ha risaltato che il 75 per cento degli ucraini sosteneva l’adesione alla NATO, quando invece nel 2012 i sondaggi segnalavano appena il 15 per cento. I leader ucraini vedono l’adesione alla NATO come un’ampia parte di una nuova strategia di deterrenza occidentale contro la Russia. Hanna Gopko, il capo della commissione affari esteri del parlamento ucraino, ha esortato i leader occidentali a prendere seriamente in considerazione i problemi di sicurezza dell’Ucraina come parte delle esigenze e necessità della sicurezza europea. Nel mese di maggio, il presidente ucraino Petro Poroshenko, ha nominato l’ex segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen come suo consulente. Rasmussen ha promesso di rendere come priorità “la promozione della sicurezza, le riforme economiche e più forti legami comunitari”.

I leader ucraini, prendendo ad esempio la Georgia, che è stata coinvolta in una guerra con la Russia per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia nel 2008, e che dopo 8 anni ha compiuto tutti i passi per soddisfare i requisiti (MAP) è ancora in attesa di una decisione positiva per l’adesione all’Alleanza, sono ben consapevoli dei tempi lunghi che li aspettano: l’Ucraina è dieci volte più grande della Georgia e le sue esigenze di sicurezza attuali, in un momento in cui solo cinque su ventotto Stati membri stanno soddisfacendo l’impegno per le spese comuni di difesa, sono un onere immenso per la NATO.
Tuttavia, con l’appoggio dell’opinione popolare, Kiev cercherà di utilizzare il pacchetto d’assistenza completo di oltre 5,3 milioni di euro stanziati dalla NATO nel 2015 per aumentare il suo settore di difesa e partecipare a maggiori esercitazioni congiunte. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha segnalato che l’Alleanza è pronta ad iniziare un dialogo, impostato nell’agenda di Varsavia, “che fornisca una base per discutere un supporto pratico all’Ucraina”.

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L’Ucraina vede il vertice di Varsavia come un continuo impegno dell’Alleanza nel rafforzamento del suo fianco orientale, ma una cosa è chiara: garantire la sicurezza all’Europa inizia con il supporto all’Ucraina.

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