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19 novembre 2017

Russia: la Crimea non è russa !


In Russia, l’annessione della penisola di Crimea del marzo 2014, ha preparato il terreno per un nuovo scontro politico, mentre il Cremlino sta disquisendo su come affrontare coloro che sono in disaccordo con la sua linea,

Nel mese di settembre del 2015, Rafis Kashapov, un attivista politico della repubblica russa del Tatarstan, è stato condannato a tre anni di carcere per aver dichiarato on-line che l’annessione della Crimea “era illegale”.

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Kashapov, nel processo a suo carico è stato accusato d’incoraggiare il separatismo – un reato introdotto nel codice penale russo nel 2013 – e, come primo caso dopo l’annessione, è stato incarcerato.
Nell’aprile 2016, Alexander Bastrykin, il capo del comitato investigativo russo, ha suggerito l’introduzione di una legge speciale che specificamente punisse coloro che contestano l’esito del referendum in Crimea.
Ora, però, un partito politico ha posto nel suo programma elettorale la “illegalità del referendum della Crimea”.
È stato indetto con estrema urgenza, al di fuori di qualsiasi corretta procedura legale e sotto diretto “controllo” delle forze armate russe – riporta il programma elettorale, presentato sabato, del partito d’opposizione liberale russo, Yabloko.

Noi siamo per l’inviolabilità delle frontiere in Europa. Siamo per l’integrità territoriale dell’Ucraina e crediamo che la Crimea appartenga all’Ucraina – proclama il programma.
Il vice governatore di Sebastopoli, in Crimea, Alexander Reshetnikov, ha già chiesto che il partito e i suoi vertici vengano indagati per estremismo, “idee provocatorie” e per “inviti pubblici a frantumare l’integrità territoriale della Federazione Russa, segnala l’agenzia di stampa Interfax.

Il progetto di Yabloko, che è la più grande forza politica d’opposizione russa, non è l’unico che sta sfidando la linea ufficiale russa sul contestato status internazionale della penisola di Crimea, ma anche il partito politico Parnas, guidato dall’ex primo ministro russo Mikhail Kasyanov, sta condannando l’annessione.
Il piano elettorale di Yabloko propone anche la smilitarizzazione del paese – un concetto alternativo al patriottismo – e lo sviluppo di nuove relazioni tra i media e il governo, scrive il quotidiano RBC.

Lev Shlosberg, il vincitore del premio inaugurale Boris Nemtsov, per la difesa dei valori democratici in Russia, correrà per Yabloko nella regione di Pskov. A lui è stato assegnato il premio in seguito ad una sua indagine sulla morte di 12 soldati russi della regione di Pskov, nella quale ha dimostrato che i militari sono stati uccisi mentre combattevano assieme alle forze separatiste in Ucraina orientale.
Dmitry Gudkov, l’unica voce d’opposizione nella corrente Duma, si è inserito nella lista del partito di Yabloko: lui parteciperà in uno dei distretti elettorali di Mosca.
Il capo del movimento filo-russo “Sebastopoli-Crimea-Russia” ha annunciato che farà una interpellanza al Servizio federale di sicurezza (FSB) e al comitato elettorale russo affinché verifichino se Yabloko, per il suo proposito elettorale, sia passibile di denuncia penale.

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L’FSB deve decidere. La convenzione di Yabloko è una manifestazione d’estremismo, che non è compatibile con l’attività di un partito politico – ha riportato in un comunicato il leader del movimento, Valery Podyachy.
Questi appelli per indire le indagini penali contro i membri di Yabloko, sono diventati quasi certezze nel momento in cui il Cremlino s’è reso conto che Yabloko aveva incluso nelle sue liste di partito sia Shlosberg, che Gudkov, ha scritto il giornale Vedomosti.
Non c’è consenso all’interno del governo russo di come trattare coloro che sfidano la linea ufficiale dell’annessione della Crimea, chiarisce l’analista politico Alexei Makarkin.

Ci sono due punti di vista: uno a favore dell’inclusione del parere dissenziente nella discussione politica, l’altro percepisce l’opinione contraria come ostile e sovversiva.
Per le autorità russe, però, il dilemma non è certo pressante. Yabloko, così come Parnas, secondo l’ultimo sondaggio del Levada Center, hanno valutazioni elettorali che indicano meno dell’1 per cento. La soglia per le elezioni parlamentari è fissata al 5 per cento.
Se Yabloko in un qualche modo dovesse ottenere una spinta, il Cremlino dovrà trovare una risposta a questa domanda – sostiene Makarkin.

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