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19 novembre 2017

Un paese dove si pulsa per l’Europa


L’esito del referendum Brexit del Regno Unito ha sconvolto le popolazioni di tutta l’Europa; ma se si guarda all’Ucraina è particolarmente stridente.
Nel momento in cui gli irresponsabili opportunisti e populisti del Regno Unito stanno prendendo la palla per demolire le proprie istituzioni e quelle dell’Europa, i riformatori ucraini stanno invece cercando di costruire qualcosa di nuovo; mentre la campagna del “lasciare” nel Regno Unito ha spacciato come suoi interessi gli inventati pericoli dell’immigrazione, gli attivisti ucraini si trovano ad affrontare reali minacce di resistenza ai cambiamenti democratici posti internamente dagli oligarchi ed esternamente dall’influenza russa.

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Storicamente l’Ucraina, forse più di qualsiasi altra nazione, ricorda la capacità europea di autodistruzione. Ogni ciottolo e facciata ornamentale delle pittoresche piazze delle sue città, hanno reso in silenzio testimonianza allo spargimento di sangue che hanno accompagnato l’ascesa e la caduta di vari imperi; eppure l’Ucraina è anche il luogo dove si può trovare la speranza della promessa europea.
Oltre alla sua vitale vita culturale e alla sua posizione geografica, l’Ucraina è strategicamente importante per l’Occidente: si tratta di un fronte fondamentale nel confronto globale tra la democrazia e l’autocrazia. Per l’Europa, inoltre, rappresenta un’occasione unica per promuovere lo stato di diritto, la trasparenza, il libero scambio e il buon governo, oltre che proteggere i suoi confini.

L’Ucraina è un grande paese, con un ampio capitale umano, piena di risorse naturali e con un potenziale di crescita in molti settori; eppure, l’economia ucraina dal 2006 si è ridotta di due terzi – in dollari – il che la rende il paese più povero d’Europa.
Dopo la cacciata del presidente filo russo Viktor Yanukovich nel 2014, a molti ucraini il sogno europeo è sembrato improvvisamente meno remoto. I cittadini di Kiev, mentre guardavano ancora una volta l’autodistruzione dell’Europa con il voto Brexit, hanno avuto un palpabile senso di disperazione e incredulità: ora la speranza è diminuita, come anche il modello europeo che da tempo ispirava le società che emergevano dalla nebbia post-sovietica. Brexit dà alle forze autocratiche una spinta immeritata: ha diminuito la capacità europea di proiettare il suo soft power, come anche l’appetito per farlo.

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Tuttavia, non c’è motivo di non speranza. Le riforme significative in Ucraina possono ancora avere successo, negli ultimi due anni è stato realizzato di più che nei precedenti 20, ma per di più l’economia si è stabilizzata.
L’attuale primo ministro ucraino, Volodymyr Groysman, partendo dalla lotta contro la corruzione con l’abolizione delle sovvenzioni per l’energia e l’applicazione di una politica monetaria più trasparente, si è impegnato in ulteriori riforme.
A est, l’economia russa soffre dei bassi prezzi dell’energia e delle sanzioni occidentali, nessuna delle quali sembra cambiare molto in fretta; ma anche senza queste negative condizioni esterne, l’economia russa è afflitta da un aumento dei costi e dalla mancanza di produttività.
A ovest, l’UE può ancora ritrovare la sua compostezza, a condizione che si muova rapidamente per risolvere l’attuale incertezza post-Brexit.
L’UE, per andare avanti con le sue riforme fondamentali, che sono in fase di stallo in parte per l’opposizione del Regno Unito. dovrebbe riconoscere in Brexit un’opportunità. I sondaggi di opinione mostrano che i cittadini dell’UE hanno compreso la necessità di un quadro europeo che controlli il settore finanziario – in particolare quello bancario transfrontaliero – che gestisca i flussi dei rifugiati e che metta in atto delle misure per combattere il cambiamento climatico e mitigarne gli effetti.

Per i cittadini ucraini il progetto europeo è un modello, non solo per ricostruire la loro società, ma anche per unire qualcosa di più grande. Anche gli europeisti dell’UK sono stati in dubbio se valeva la pena di votare “rimanere” o “uscire”, dato il debole impegno del governo britannico all’interno dell’UE; ma quello di cui Londra aveva bisogno – e ha ancora – è di come fare per rendere migliore la sua società. E, come i riformatori ucraini coraggiosamente continuano a creare nuove istituzioni e stanno cercando d’unirsi all’UE, si spera che un giorno i suoi cittadini possano sentire un senso di proprietà su ogni piccola particolarità costruita, così come anche aumentino costantemente le loro aspirazioni.

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