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18 novembre 2017

Cosa cercano i giovani


Nel recente referendum del Regno Unito, le vecchie generazioni hanno votato “uscire”, mentre gli elettori più giovani hanno fortemente favorito “rimanere” nell’Unione europea. I “giovani del boom economico” a quanto pare, sono più nazionalisti e nostalgici dell’indipendenza, mentre i giovani attuali si considerano cittadini di un villaggio globale. Almeno questo è il modo in cui generalmente consideriamo “la generazione del nuovo millennio” (millenari): sono postmaterialistici, favoriscono la collaborazione alla concorrenza, sono democratici, cosmopoliti e progressisti.

Ad esempio, considerando che il Presidente russo Vladimir Putin e la sua cricca dominante stanno ancora esaltando i valori del XIX secolo, i giovani russi – esemplificati dalla band Pussy Riot – nutrono molte speranze per un futuro diverso: sono usciti in gran numero per protestare contro Putin nel 2012. Vogliono la democrazia e s’oppongono alle patriarcali politiche conservatrici del loro governo. Anche l’iniziale ottimismo degli osservatori della primavera araba era incentrato sui giovani – arabi esperti di tecnologia che hanno usato i social media per promuovere la loro protesta. In Turchia, i giovani manifestanti del Parco Gezi hanno agito come una forza contraria alla politica sempre più conservatrice e autoritaria del presidente Recep Tayyip Erdogan. Lo stesso vale per i giovani cinesi delle classi medie, esperti di tecnologia che aspirano a un regime più aperto.

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Ma la verità sulle generazioni più giovani di tutto il mondo è qualcosa di più complicato. I movimenti di protesta che hanno scosso il mondo negli ultimi anni sono sempre sembrate delle rivoluzioni democratiche; ma non hanno mai chiuso il cerchio. Questo potrebbe sembrare sorprendente, ma lo è solo perché abbiamo una visione distorta della generazione del nuovo millennio: loro sono due forti miliardi di persone la cui grande maggioranza vive nelle economie in via di sviluppo, i loro valori sono più vari di quelli che pensiamo. Un’indagine partita all’inizio di quest’anno sulla generazione del nuovo millennio nei paesi occidentali – 24 paesi – raffrontata con quella dei paesi emergenti ha dimostrato che i sogni, la visione della vita e le ambizioni sono molto diverse le une dalle altre.
Ci sono alcuni valori che sono univoci, come l’avventura, il fascino, l’innovazione e l’ambizione – fattori importanti per il cambiamento del mercato e dei lavori a livello globale – e, allo stesso modo, più delle generazioni più anziane, i “millenari” si sentono cittadini del mondo, con un punteggio più basso rispetto alla generazione precedente nei valori tradizionali e nell’orgoglio nazionale.

Ma per capire il cambiamento culturale, dobbiamo scavare più a fondo. Si è trovato ad esempio, che i valori dei millenari americani convergono con quelli dei loro omologhi ricchi europei. La popolazione complessiva degli Stati Uniti è più conservatrice di quella europea, ma i giovani americani si stanno rapidamente muovendo verso la prospettiva europea per la laicità, parità di genere e diversità sessuale.
Tale convergenza, tuttavia, è rara nel resto del mondo. Per uno sguardo, a come e perché, vale la pena di dissipare alcuni miti che circondano i millenari nel mondo.

Mito uno: i millenari cercano la libertà e l’auto-realizzazione.
La generazione millenaria americana e cinese hanno maggiori probabilità d’essere d’accordo con l’affermazione “i miei obiettivi più importanti sono il divertimento e godere di me stesso“, che quelli russi, turchi ed europei. La gioventù russa, nel frattempo, è per lo più in disaccordo con la dichiarazione precedente, i russi sono più propensi ad accettare di “vivere una vita sobria mi fa sentire soddisfatto”, la gioventù russa tende anche ad essere più d’accordo con l’affermazione “se si dà alla gente troppa libertà, ne abusa”. La gioventù russa, a quanto pare, è culturalmente meno incline verso la libertà individuale e l’edonismo rispetto ai loro omologhi di altri paesi. I millenari russi aderiscono ancora ai valori che hanno a lungo caratterizzato la Russia. Nel corso della storia del paese, le forze centrifughe hanno più volte dipanato lo Stato russo, dal Periodo dei Disordini nel XVII secolo fino alla fine della dinastia dei Romanov e alla rapida dissoluzione dell’Unione Sovietica. L’esperienza dei caotici anni 1990, l’ascesa degli oligarchi e della mafia hanno mostrato ai russi che una troppa libertà individuale era pericolosa e che la società aveva bisogno di forti governanti. L’indagine mostra che i giovani russi temono il disordine e la troppa libertà, più dei loro coetanei in Cina, Europa e Stati Uniti.
C’è un’altra implicazione. Le sanzioni occidentali, che hanno lo scopo di fare pressione sul regime russo, colpiscono anche i millenari del paese, che manifestano di apprezzare il valore di una vita frugale, sembra che loro condividano la famosa capacità russa della sofferenza, che è glorificata nella letteratura del paese da Puskin a Dostoevskij.

Mito numero due: i millenari sono postmaterialistici e preferiscono la cooperazione alla concorrenza.
La gioventù americana ed europea tendono a “preferire il tempo libero più che i soldi”. Il giovane in Cina, Russia e Turchia non è così. Quelli turchi e cinesi si identificano con l’espressione “Il lavoro è la mia vita”. La differenza può essere spiegata con le aspirazioni materiali, la cultura e lo stadio di sviluppo dei mercati emergenti.
In particolare, i giovani turchi concordano meno dei giovani americani ed europei con l’affermazione che la cooperazione è meglio della concorrenza. I cinesi e i russi allo stesso modo sono d’accordo con i turchi, anche se loro divergono fortemente dall’enfasi che i giovani di tutto il mondo partecipano alla collaborazione. Questa scoperta indica un’etica d’onore più forte in Turchia e in misura minore nella cultura cinese e russa.

Terzo mito: i millenari sono contrari ai valori patriarcali.
Per misurare l’accordo con valori patriarcali, agli intervistati è stato chiesto il loro parere sul ruolo del padre come capo della famiglia, la misura in cui credono che gli uomini debbano mostrare il loro lato femminile e i diritti degli omosessuali. Le gioventù occidentali su questi temi si sono chiaramente opposte alle opinioni conservatrici, così come le vecchie generazioni in Turchia e in Russia aderiscono ai valori patriarcali: l’accettazione dell’omosessualità è particolarmente bassa in entrambi questi due ultimi paesi.
I giovani cinesi, nel frattempo, sono molto vicini alle loro controparti occidentali. Forse la dottrina comunista e l’aumento della ricchezza hanno in larga misura minato l’autorità paterna nella generazione dei “piccoli imperatori”. In futuro, se si indebolisce il rispetto per l’autorità si potrebbe creare uno scontro di valori tra generazioni.

Mito quattro: Tutti i millenari sono cosmopoliti.
In media, i millenari sono più inclini a considerarsi cittadini del mondo più che cittadini del paese in cui vivono. Loro si sono sviluppati in un’epoca di crescente interconnessione globale digitale, mercati di consumo a livello mondiale e biglietti di aerei a basso costo; ma quando si scava più in profondità, diventa chiaro che molti sono in realtà abbastanza nazionalisti. L’orgoglio per la bandiera nazionale, per esempio, è più alto nei tre mercati emergenti che abbiamo analizzato che in Europa o negli Stati Uniti.
Inoltre, i russi sono d’accordo con l’affermazione “mi considero un cittadino del mondo ma lo sono di più del paese in cui vivo”, invece i giovani cinesi e turchi – che hanno un alto grado di nazionalismo – amano circondarsi di oggetti provenienti da altri paesi, cosa che i russi non hanno. In Turchia e in Cina, insomma, sembra che ci sia un nazionalismo affermativo, un orgoglio nella crescente importanza del loro paese negli affari mondiali e nel mercato che non implica necessariamente ostilità verso gli altri; in Russia, il nazionalismo va di pari passo con una maggiore somma zero verso il resto del mondo.

Come sono i millenari in tutto il mondo?
Per rispondere dobbiamo distinguere i le diversità di valori basati sui segmenti di popolazione: creativi, conservatori, sfidanti, conquistatori e coloro che socializzano.
I creativi sono idealisti, hanno una mentalità aperta e fortemente apprezzano l’auto-sviluppo e l’espressione culturale; i conservatori sono orientati verso la famiglia e il valore della tradizione, galateo e vivono una vita organizzata; gli sfidanti sono carrieristi competitivi con un forte fascino per il denaro, s’assumono dei rischi e amano l’avventura; i conquistatori sono degli imprenditori con una forte attenzione alla famiglia e alla comunità; i socializzatori sono in cerca di socialità, amano l’intrattenimento, la libertà e i valori della famiglia.

School children in classroom.

I millenari sono in genere creativi, di mentalità aperta, cosmopolita e collaborativi. Ed è in Europa, infatti, la categoria principale dei creativi – 27 per cento – c’è però un grande gruppo anche negli Stati Uniti, 24 per cento. La loro presenza, tuttavia, è molto piccola in Cina, 12 per cento, Russia 11 per cento e Turchia 11 per cento.
I socializzatori, che hanno a cuore la libertà individuale, evitano di prendere rischi e di concentrarsi sulla sicurezza, costituiscono una parte sostanziale dei millenari dell’Occidente – 15 per cento negli Stati Uniti e il 19 per cento in Europa. Essi sono scarsi nei mercati emergenti – cinque per cento in Russia, tre per cento in Cina e l’uno per cento in Turchia.
Molti giovani in Turchia sono conservatori – 32 per cento – e in Russia – 28 per cento. In America essi costituiscono solo il 15 percento della loro generazione e l’11 per cento in Europa. I conservatori hanno pochi numeri in Cina, dove dominano gli ambiziosi conquistatori – 39 per cento.
Coloro che vogliono cambiare il sistema costituiscono il 31 per cento dei millenari in Russia, il 27 per cento negli Stati Uniti, il 26 per cento in Europa e il 21 per cento in Turchia.

I creativi, sono il gruppo più visibile in tutto il mondo e sono spesso coperti dai media occidentali: li vediamo girare per le strade in segno di protesta e utilizzano le piattaforme di social media per la loro causa; hanno dei valori diversi da quelli dei loro governanti e condividono una mentalità globale. Tuttavia, non sono ovunque rappresentativi della loro generazione. In molte economie in via di sviluppo rappresentano la parte del leone dei millenari e sono quelli che spingono i cambiamenti delle rispettive società, il che significa un focus molto forte sulla ricchezza, l’ambizione e lo Stato, così come sulla famiglia e la comunità.
I valori delle classi medie dei conservatori sono molto prominenti negli affari mondiali.
I valori dei giovani europei e americani sono fondamentalmente diversi da quelli dei loro coetanei dei mercati emergenti, i quali sono più materialisti, competitivi, nazionalisti e condividono i valori che sono tipici del loro paese: paura del caos, l’accento sulla concorrenza e i valori patriarcali.

Curiosamente, la più grande differenza tra i valori dei millenari e quelli delle generazioni precedenti esiste negli Stati Uniti e in Cina. Entrambi i paesi possono quindi aspettarsi una crescente tensione generazionale. Nel frattempo, anche in un mondo globalizzato, anche tra i giovani persistono le differenze nazionali. La modernizzazione non significa occidentalizzazione e il villaggio globale rimarrà carico di tensione. È ora d’iniziare a prendere più seriamente n considerazione le differenze di valori e quelle culturali per dare un senso compiuto alle aspirazioni dei cittadini.

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