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19 novembre 2017

L’UNIONE TRA AMORE E ARTE: MARC CHAGALL


Marc Chagall

Autoritratto

Corpi fluttuanti, colori accesi, un sogno d’amore che prende vita da una tela. È questo e molto di più Marc Chagall, senza dubbio uno dei pittori più famosi usciti dalla Bielorussia.

Marc Chagall risponde perfettamente all’idea di evasione, di sogno e d’amore di cui ognuno di noi ha bisogno per andare avanti e superare i momenti più bui. Non è di certo un caso che la reazione davanti ai suoi quadri sia di puro e innocente stupore: gli occhi di chi ha la fortuna di contemplare l sue opere si perdono, diventano vacui, sembrano teletrasportarsi in un’altra dimensione, dove tutto sempre più bello, semplicemente possibile.

Il punto di forza di Chagall è la speciale prospettiva con cui ha deciso di dipingere i suoi quadri; il suo occhio infatti è come quello di un bambino, filtra attraverso di esso tutti i suoi ricordi e le sue emozioni. Il mondo che crea non è quello reale, è migliore; sembra non vi siano regole, tutto sembra possibile, la gravità non esiste, i corpi fluttuano nell’aria, uniti da una forza attrattiva più potente di qualsiasi altra cosa: l’amore.

È proprio l’amore la protagonista incontrastata dei suoi quadri; ogni sua opera infatti non è altro che un eco della profonda dedizione che l’artista Chagall provò per la sua prima moglie, il suo grande amore, Bella Rosenfeld, e dopo per la seconda, Valentina Brodsky.  La sua consorte rappresentava tutto per lui, nella vita quanto nell’arte: era la sua musa, nonché protagonista effettiva di molti suoi quadri come la “passeggiata” o il “compleanno”.                                                                                                                                              Sembra quasi una bella fiaba, chiamarlo solo pittore sarebbe davvero troppo riduttivo; è un poeta, un poeta delle emozioni, del sentimento o forse è stato soltanto uno di quei privilegiati a vivere una vita piena d’amore, ansioso sopra ogni cosa di condividerla con il mondo.

Fu infatti un vero colpo di fulmine, quello che scoccò tra il nostro Chagall e Bella; entrambi originari di Vitebsk: lei ricca figlia di orefici, appena quindicenne, lui un pittore ventitreenne scapestrato. Basta uno sguardo tra i due per infiammare irreparabilmente i loro cuori; lui da subito viene attratto dalla sua carnagione chiara, d’avorio, lei dall’altra parte subisce il fascino della sua aria trasandata, dei suoi riccioli spettinati e del suo sguardo penetrante, magnetico.                                                                                                                       Entrambi ebrei osservanti, iniziano subito un fidanzamento in casa che li porterà ben presto a sposarsi, a ufficializzare un’unione che per loro era già iniziata nei loro cuori.                                                                                                                                                                           Il loro amore porterà come frutto una figlia, Ida; uno dei molteplici segni della loro unione: Bella infatti non riuscirà a godersi la vita matrimoniale fino alla vecchiaia; colta da un’infezione virale, sarà costretta ad abbonare prematuramente il suo amato Chagall, che cadrà in depressione, inconsolabile per la sua perdita.

La sua arte correrà in suo aiuto per salvarlo; di enorme conforto sarà per lui incontrare la sua defunta moglie almeno nella dimensione parallela dell’arte; sentirla, per un’ultima volta vicina, dicendole addio, un addio non di certo definitivo, ma che sa soltanto di arrivederci.

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