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19 novembre 2017

Hyperloop un altro miraggio russo


Il presidente Vladimir Putin e gli altri funzionari russi sognano il salto tecnologico che immediatamente potrebbe colmare il divario tra la Russia e le economie più avanzate: un qualcosa come è successo per l’Unione Sovietica con lo Sputnik. L’Hyperloop, che è una sorta di treno posto in un tubo senza aria che può raggiungere la velocità di 1100 chilometri orari, si inserisce in quel sogno, e, un ben collegato uomo d’affari russo ha investito in questo progetto; ma, purtroppo per lui, solo per vedere il piano coinvolto in una causa legale che coinvolge i fondatori di una startup della Silicon Valley, ai quali viene contestata una cattiva gestione finanziaria.

Elon Musk, CEO di Tesla, ha proposto la Hyperloop quattro anni fa: la “quinta modalità di trasporto” comporta un sistema di tubi praticamente senza aria attraverso i quali baccelli a levitazione magnetica possono trasportare passeggeri e merci. Musk non ha costituito una società per far diventare reale il suo progetto, ma l’hanno fatto in tanti altri. Ad esempio, Hyperloop Transportation Technologies, vuole costruire un sistema di trasporto in Slovacchia; un altro, Hyperloop One, con sede in California, ha offerto nel mese di maggio una dimostrazione pubblica di alcuni elementi della sua tecnologia.
Hyperloop One è sembrato il progetto più avanzato, e gli investitori russi hanno dimostrato fin dall’inizio un morboso interesse. Il Fondo Investimenti Diretti di proprietà dello Stato russo ha preso una piccola partecipazione nella società, ma Ziyavudin Magomedov, il responsabile di Summa Capital, è stato il più entusiasta investitore russo e ha posto da solo circa 70 milioni di dollari nella società.

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Nel mese di giugno, il co-fondatore della Hyperloop, Shervin Pishevar – uno dei primi investitori in Uber e in altre aziende tecnologiche – ha frequentato il forum economico internazionale di san Pietroburgo, e ha cercato di vendere il “nuovo modo di trasporto” ai funzionari russi. L’incontro è stato caratterizzato da “18 capi di fondi sovrani e dal Presidente Putin” che hanno messo a disposizione 10 miliardi di dollari.
La più grande collezione di fondi sovrani della storia – ha espresso Pishevar tutto d’un fiato – Poi Putin mi ha chiesto di parlare con Sherpa, Uber e Hyperloop One. Putin mi ha detto che Hyperloop cambierà radicalmente l’economia globale”.
Poco dopo l’incontro di san Pietroburgo, Pishevar ha firmato una lettera d’intenti con il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, per un progetto Hyperloop nella capitale russa, mentre ufficialmente il Cremlino confermava la promessa di Putin a sostenere Pishevar.

Per un tale ardore c’è una ragione convincente. Quando la Russia con la sua economia mercantile viene derisa come “un distributore di benzina mascherato da nazione”, è una grossa offesa che ferisce: la Russia è un paese con il più grande territorio al mondo ed ha una popolazione inferiore a quella del Bangladesh, ha enormi distanze che rendono difficile il controllo delle aree più lontane, come in Siberia orientale o nell’Estremo Oriente. Putin, che teme che il paese si possa disintegrare, si preoccupa di rendere l’estremo oriente più vicino. Lui, per testare la qualità di una nuova autostrada e per promuovere i suoi progetti di investimenti pubblici, ha perfino trascorso giorni a guidare una Lada tra la città siberiana di Chita e Khabarovsk, vicino al confine con la Cina.

Il sogno di un corridoio di trasporto tra la Cina e l’Europa attraverso la Russia è un passo fondamentale per Putin per rafforzare i legami tra le parti europee e asiatiche russe; eppure, le ferrovie russe sono dolorosamente inefficienti: i treni merci viaggiano a circa 20 chilometri all’ora, la metà della velocità media delle ferrovie cinesi – ora, solo l’1 per cento dei volumi di trasporto merci a livello mondiale passa attraverso la Russia.
Le ferrovie ad alta velocità sarebbero una soluzione, e il monopolio della ferrovie russe stanno lavorando su alcuni progetti congiunti con imprese cinesi, ma l’alta velocità ferroviaria è costosa e non ha ritorno, lo stesso vale anche in Cina, anche se ha costi di costruzione relativamente bassi – da circa 17 a 21 milioni di dollari per chilometro.

Ecco dove Hyperloop potrebbe inserirsi. L’obiettivo di Hyperloop One è quello di portare i costi a 10 milioni di dollari per chilometro, e le merci viaggerebbero lungo i tubi da tre a quattro volte più veloci di quanto possono fare i treni ad alta velocità. Se Magomedov, che ha le conoscenze con coloro che hanno costruito i più importanti oleodotti, riesce a portare la rivoluzionaria tecnologia in Russia, la sua posizione, nella feroce lotta dei contratti con il governo – la principale attuale fonte di ricchezza del paese – verrebbe notevolmente migliorata.
In altre parole, Magomedov e lo Stato russo sono i partner ideali per Pishevar, mentre Hyperloop, con la costruzione di un nuovo tipo di condotta, un tipo di progetto che Putin e la sua cerchia conoscono molto bene, offre un modo per sfruttare il più grande vantaggio che può dare la Russia: le sue dimensioni, la posizione e la sua corruzione.

Hyperloop One ha fatto uno studio economico, e ha calcolato che un Hyperloop di 480 chilometri – tra Stoccolma ed Helsinki – costerebbe 19 miliardi di euro, ma può generare 800 milioni di euro all’anno di utile netto. I numeri in Russia, sarebbero giganteschi.
I funzionari e gli investitori però, hanno un problema. Hyperloop One non è un laboratorio segreto in una città militare chiusa, come quella che ha prodotto lo Sputnik; mi si tratta di una startup della Silicon Valley, e il suo modo di fare le cose sono difficili da conciliare con i progetti dello Stato russo.
Un ex ufficiale di Hyperloop One, il capo della tecnologia, Brogan BamBrogan – che è arrivato in società da SpaceX – ha citato in giudizio Pishevar e altri della società per una presunta cattiva gestione. “Gli sforzi della società sono finalizzati ad aumentare i loro marchi personali, migliorare le loro vite romantiche e a riempirsi le tasche e quelle dei loro familiari – ha scritto BamBrogan nella sua denuncia. La causa che descrive il progetto come solo di “investitori russi” sostiene che Pishevarmette in pericolo la società e i suoi dipendenti e che le discussioni tra BamBrogan e gli investitori russi hanno messo a rischio la sicurezza di Shervin (che aveva portato in società degli altri investitori) in quanto erano il tipo di persone capaci di violenza fisica”.

Questa caratterizzazione degli investitori russi, potrebbe essere solo un debole tentativo per giustificare una successiva rappresaglia contro BamBrogan, ma potrebbe anche essere vera.
Magomedov ha una storia tutta sua: è stato co-proprietario di una banca alla quale è stata tolta la licenza per riciclaggio di denaro nel 2001. L’ombra russa non è per i deboli di cuore!
Ufficialmente, Summa Capital di Magomedov sta visualizzando il conflitto in Hyperloop One come un “affare interno della società”. Dopo tutto, l’investimento di Summa e del governo russo è piccola cosa: 80 milioni di dollari; eppure deve essere doloroso vedere che si disintegrano i sogni. Magomedov e i compagni sognatori del Cremlino senza dubbio desiderano che la tecnologia si sviluppi in Russia, ma c’è un motivo per il quale devono andare a Silicon Valley per cercare le innovazioni tecnologiche.

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Al forum di San Pietroburgo, dove Pishevar ha incontrato Putin c’era anche Loren Graham, un professore dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts e autore di un libro sulle brillanti innovazioni russe che non sono mai state commercializzate: “Il fatto contraddittorio e strano è che i russi sono ottimi inventori, ma poveri innovatori. La risposta a questa realtà deriva dal fallimento russo a sviluppare una società in cui la brillantezza dei suoi cittadini non trova compimento nello sviluppo economico. Tutti i leader russi, dal tempo degli zar ad oggi, hanno creduto che la risposta al problema della modernizzazione sia la tecnologia in sé stessa, piuttosto che l’ambiente sociale ed economico che promuove lo sviluppo e la commercializzazione della tecnologia. Le idee da sole non sono sufficienti”.

L’idea Hyperloop si basa su una tecnologia che è stata a lungo a disposizione; eppure lo Stato russo da mammut e con i suoi fornitori privilegiati è costretto a chiedere aiuto in California – perché là ci sono ingegneri più confortevoli, con applicazioni commerciali e parlano una lingua che gli investitori ed i funzionari vogliono sentire: ciò per il Cremlino è ancora più triste di quello che sta succedendo all’interno di Hyperloop One.

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