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18 novembre 2017

L’Ucraina sta davvero cambiando?


Domenica 17 luglio, gli elettori di sette distretti elettorali ucraini si dirigeranno alle urne per scegliere i loro rappresentanti alla Verkhovna Rada – il parlamento ucraino. Questa speciale elezione è impostata per coprire i posti vacanti – alcuni ministri sono stati spostati ad altri incarichi, altri dimissionari o defunti. I sette distretti sono sparsi in tutta l’Ucraina e rappresentano tutte e quattro le regioni del paese, e in quanto tali, le elezioni possono servire come un invisibile fattore di valutazione delle riforme. La corruzione e la frode, che sono state la caratteristica ucraina di tutte le elezioni dopo l’indipendenza del 1991, la faranno ancora da padrone? Il governo di Volodymyr Groisman, dimostrando impegno politico nelle riforme, frenerà gli abusi e consentirà risultati equi e trasparenti?

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Secondo un sondaggio dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Kiev del 2015, la Rada gode di una minima fiducia tra gli ucraini, e ancora oggi, due anni e mezzo dopo la rivoluzione euromaidan e la caduta del regime di Viktor Yanukovich, il parlamento è ancora pieno di ricchi uomini d’affari-politici che danno forma alla legislazione e usano le loro posizioni per far avanzare i propri interessi finanziari personali. Non dovrebbe essere una sorpresa che la concorrenza per queste lucrative posizioni legislative, che sono associate con l’immunità, siano caratterizzate da frodi e corruzione.
La corruzione elettorale in Ucraina assume molte forme. In passato, la Commissione elettorale centrale ostacolava o negava la registrazione ai candidati contrari al partito di governo; i partiti spesso invadevano le elezioni con persone con lo stesso cognome e luogo di residenza – ad esempio nelle votazioni del 2015 nella regione di Chernihiv, per confondere gli elettori c’erano 90 candidati con lo stesso cognome e nome. Questa pratica continua anche oggi: dal 15 giugno ci sono cinquantanove candidati registrati per un posto nella regione di Lugansk, otto dei quali hanno lo stesso cognome e luogo di residenza. Sempre nel corso delle elezioni del 2015 a sindaco di Odessa, un candidato offriva ai suoi elettori un sacco di patate in cambio del voto – una forma d’acquisto nota come “grano saraceno”.

Le manipolazioni dei media da parte degli operatori storici influenzano indebitamente le circoscrizioni, mentre nei quartieri continuano le minacce di violenza agli elettori; ma tutte queste ed altre pratiche di corruzione servono solo a rafforzare il controllo che gli oligarchi hanno sull’Ucraina e minano l’opportunità offerta dalla rivoluzione euromaidan.
C’è speranza, tuttavia, che le prossime elezioni speciali possano essere diverse. Nel mese di giugno, il nuovo governo Groisman ha recentemente pubblicato un piano di riforma ambizioso che prevede priorità strategiche ben definite e pratiche, compresa una stabilizzazione macroeconomica, garantire la sicurezza dei cittadini e della nazione, l’erogazione di servizi pubblici di qualità, il rafforzamento dello stato di diritto e sforzi contro la corruzione. Groisman e la Rada sono consapevoli che questo mese il FMI valuterà se l’Ucraina ha dimostrato un progresso nelle riforme, ciò consentirà l’erogazione di 1,7 miliardi di dollari e la prosecuzione del programma di aiuti del FMI.

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Ci sono nel frattempo però anche delle considerazioni che suggeriscono che le elezioni speciali di luglio potrebbero vedere ancora delle frodi. In primo luogo, una legge approvata in primavera, nella quale i funzionari di governo diventano penalmente responsabili se rilasciano notizie false all’Agenzia Nazionale per la prevenzione della corruzione, non è ancora stata attuata, ma spostata a data da definirsi – ciò permette ai nuovi funzionari di partecipare, tanto non c’è nulla da rischiare. Infine, per quanto queste elezioni speciali di luglio siano per soli sette posti, piuttosto che per tutto il parlamento, avranno poca attenzione internazionale, di conseguenza ci sarà meno pressione esterna sul governo affinché garantisca la loro corretta esecuzione.

Groisman e la Rada, assicurando che le elezioni di luglio sono libere, eque e trasparenti, hanno l’opportunità di dimostrare un chiaro impegno verso le riforme, mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea non dovrebbero vedere queste votazioni come un evento insignificante, ma come una pietra miliare all’interno di un programma di vere riforme e dovrebbero chiarire che, se si dovessero svolgere nei termini previsti dall’OSCE, ci potrà essere un’ulteriore maggiore assistenza, sia politica che finanziaria.

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