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25 settembre 2017

Nasce un nuovo partito dei leader euromaidan    


Mentre l’Europa barcolla nelle direzioni del populismo e atteggiamenti xenofobi anti-immigrazione e anti-UE, l’Ucraina, con i suoi sentimenti pro-europei, atteggiamenti xenofobi in gran parte assenti, si sta dirigendo nella direzione opposta, scrive la rivista Atlantic Council nella sua sezione speciale riservata all’Ucraina.
Il 9 luglio, l’Ucraina ha dato alla luce una forte iniziativa per la formazione di un partito liberale europeo.

Ukraine Revolution

Il nuovo progetto è guidato da Mustafa Nayem, un ex giornalista e ora deputato, i cui profili Facebook e Twitter sono stati molto impegnati nell’innescare la rivoluzione Maidan del 2013-2014; Sergii Leshchenko, un giornalista investigativo che ha esposto alcuni dei più grandi schemi di corruzione in Ucraina; Svitlana Zalischuk, una ex attivista civica divenuta uomo politico; e il vice Ministro dell’Ambiente, Svitlana Kolomiyets. Vasyl Gatsko, che è il leader del partito politico, Alleanza Democratica, ha messo a disposizione dei nuovi liberali la sua piattaforma politica. Gatsko e Zalischuk il 9 luglio a Kiev sono stati eletti co-presidenti del partito.
La nuova tendenza, che è composta da attivisti compresi tra i venti e i trent’anni, persegue l’ideale politico che unisce il centro e il centro-destra, esegue approcci al libero mercato, è fermamente libertaria in materia di scelte personali e sostiene voracemente le misure anticorruzione.

I valori liberali europei sono relativamente una nuova opzione politica in Ucraina che, nonostante due movimenti di protesta di massa, non ha mai visto un serio progetto politico liberale dalla caduta del comunismo nel 1991.
Ci sono molte ragioni per questa mancanza. L’Ucraina non ha mai avuto partiti politici basati su un’ideologia. L’Ucraina post-comunista è stata lacerata da una divisione politico-culturale che ha opposto un’identità russo-centrica a est e a sud del paese, contro una radicata narrazione occidentale di lingua e cultura ucraina che ha dominato ad ovest e al centro. Questo ha significato che i partiti politici si sono concentrati principalmente sulla politica culturale, spesso cucita con appelli di economie populiste, piuttosto che offrire programmi misurati e sobri basati sui valori.
La recente aggressione russa in Crimea e nel Donbas ha fatto riunire tutte le diversità culturali e linguistiche attorno ad un nuovo spirito nazionalistico e di orgoglio d’appartenenza al paese, consolidando la nazione ucraina, e ha reso la politica il fulcro che raccoglie nuovi principi e ideologie.

La rivoluzione Maidan inoltre, ha rotto il monopolio politico degli oligarchi, basato sul controllo della politica in favore dei loro stessi interessi, e ha visto emergere una vasta gamma di nuove voci della società civile. Queste risorse vocali, principalmente libere, ma fondamentalmente serie, per diffondere il loro messaggio e costruire sostegno si basano sulla telefonia mobile, sui social media, notizie via Internet e reti civiche; ma la cosa più importante è che le voci, molte delle quali si sono affiliate al neonato partito liberale, hanno ottenuto celebrità e visibilità per aver partecipato attivamente ai due governi post-Maidan.
Nel passato gli ucraini arrivavano alla ricchezza grazie a qualche favore nel campo delle privatizzazioni delle imprese statali e delle risorse naturali, mentre ora ci arrivano grazie a nuove fonti di reddito derivate principalmente dalle aziende high tech e da una vasta gamma di servizi posti alla base delle società.
Ed è proprio questo settore imprenditoriale dominato dalle piccole e medie imprese, che ha una bassa protezione contro i corrotti funzionari locali e i predatori aziendali che brama un forte stato di diritto, una politica chiara e onesta e una magistratura imparziale – qui soggiornano il 70 per cento degli ucraini.

Il nuovo progetto liberale ucraino sta guadagnando molto sostegno anche nel settore finanziario, dove alcune banche d’investimento hanno elargito dei piccoli fondi per aiutare la diffusione del messaggio democratico e liberale; ma c’è anche una nube di tempesta all’orizzonte: nell’ottobre 2015 gli accoliti del carismatico e controverso ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, hanno lanciato una simile iniziativa. Il fatto che questi due gruppi, che si basano più o meno sulla stessa ideologia e sullo stesso elettorato siano in competizione e non siano riusciti a trovare un terreno comune, è dovuto al fatto che hanno alcuni valori e un’idea di trasparenza diversa.
Nayem, uno dei fondatori del nuovo partito, parla pubblicamente con ottimismo della possibilità che i due gruppi possano lavorare assieme, o addirittura fondersi, ma alcuni leader del partito di Alleanza Democratica ammettono privatamente che sono preoccupati delle fonti di finanziamento che sono alle spalle di Saakashvili e di alcuni dei suoi più stretti alleati: essi indicano un sontuoso ufficio ben finanziato in Kiev, nel quale tutti i partecipanti hanno un tenore di vita “principesco”.

http://photo.unian.net

Pochi mesi fa, Saakashvili e gli attivisti civili e i parlamentari di Alleanza Democratica hanno fatto parte di una unificata campagna anticorruzione attraverso tutto il paese. Gli incontri, che hanno attirato migliaia di persone, hanno rivelato una forte domanda per un progetto di anticorruzione liberale; ma i mesi di discussione hanno esaltato le forti differenze che esistono tra i sostenitori di un movimento finanziato in modo trasparente e governato collettivamente, da uno più personalistico, quello di Saakashvili.
I leader di Alleanza Democratica, sono forse anche influenzati dal passato di Saakashvili di quando era presidente della Georgia, in particolare per i suoi attacchi agli indipendenti, alla sua opposizione ai media liberi, all’uso nel suo governo di metodi extragiudiziari e dalla sua violenta repressione contro le proteste, per cui per ora hanno deciso di viaggiare da soli.

I prossimi mesi mostreranno se il partito potrà guadagnare slancio e aumentare le risorse necessarie per raggiungere sempre maggior pubblico, evitando un’alleanza con un leader carismatico, ma in principal modo attenendosi al principio di una trasparente raccolta di fondi attraverso le donazioni.
Se la nuova iniziativa dovesse avere successo – i sondaggi lo danno per certo – Alleanza Democratica avrebbe già in parte raggiunto il suo obiettivo: inviare una voce tollerante, finanziariamente trasparente e liberale agli ucraini in un momento in cui il populismo, la demagogia e l’intolleranza sono in aumento in Europa.

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3 Risposte “Nasce un nuovo partito dei leader euromaidan    ”

  1. 18 luglio 2016 a 4:57

    Una forza politica di impostazione socialista democratica, come quelle che aderiscono al partito socialista europeo o come le socialdemocrazie europee non e’ presente in Ucraina, dove credo che ce ne sarebbe bisogno? Come mai?

    • Bedris
      18 luglio 2016 a 6:15

      Buongiorno Domenico, non mi trova molto d’accordo con la sua affermazione, anche se in parte lo potrei essere. Al socialismo democratico va riconosciuto sicuramente il merito di una battaglia, giunta al successo nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, per la giustizia sociale e l’emancipazione delle classi subalterne. Una battaglia, come si sa, condotta sempre in aperto contrasto con il modello autoritario e burocratico del comunismo sovietico (e non solo). Insieme ai democratici cristiani, i socialisti europei sono stati gli artefici di scelte impegnative e coraggiose sulle quali si fonda il sogno di un’Europa unita e solidale. Senza il loro contributo non sarebbe mai stato realizzato il prodigioso disegno del welfare state, oggi da riformare profondamente nei suoi complessi e onerosi dispositivi, senza però immaginare, come auspicato dalle correnti più radicali del neo-liberismo individualista, di sgretolarne l’impianto ideale e politico. Di fatto un’Europa più dinamica e più solidale non si costruisce in assenza di rapporti con il mondo socialista.
      Ciò non comporta, tuttavia, l’obbligata immedesimazione con il percorso che i socialisti europei hanno scelto di seguire. Collaborare è giusto e necessario, ma perdere per questo la propria identità va contro le ragioni del buon senso. I Democratici liberali sono nati con la speranza di un “andare oltre” – ovvero oltre le ideologie e i miti del Novecento – ben sapendo che ciò avrebbe determinato un’anomalia nel panorama politico europeo. Si trattava, o meglio si tratterebbe ancora oggi, d’inventare un nuovo spazio d’impegno e di creatività per il riformismo democratico del XXI secolo. L’Italia ad esempio, abbiamo rotto gli ormeggi e ci siamo disposti, con la originalità delle nostre motivazioni, a navigare in mare aperto; in Europa, al contrario, ci apprestiamo a cancellare di colpo e senza spiegazione questa bella speranza, dando perciò alla nostra impresa il carattere di un accomodamento nella continuità con il passato. Nati per cambiare, finiamo per adagiarci nella conservazione: allora il passaggio da Roma a Bruxelles mette in risalto tutto il nostro smarrimento, non il nostro coraggio, l’Ucraina non vuole fare un errore simile.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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