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19 novembre 2017

UA-TIME in lutto: il ricordo di un grande giornalista investigativo


Non è facile collegare la morte con Pavel Sheremet, lui rappresentava la vita in persona: esuberante, ironico, comprensivo e amante del vivere genuino con tutti i suoi risvolti. Un pranzo con Pavel era meraviglioso e vivace, apprezzava il cibo e il vino che abbinava in maniera eccellente.

Non è facile capire che è stato ucciso: il 20 luglio, la vettura che stava guidando è esplosa nel centro città a Kiev. Il suo omicidio deve probabilmente essere correlato al suo lavoro, ha sostenuto Sevhil Musayeva-Borovyk, il capo redattore di Ukrainska Pravda. Pavel, di 44 anni, ha avuto per ben oltre due decenni un’eccezionale carriera giornalistica. È stato uno dei più grandi giornalisti scandalistici in tre paesi, la sua nativa Bielorussia, Russia e Ucraina: probabilmente è stato il miglior giornalista investigativo dell’ex Unione Sovietica e ha sempre lavorato senza fare rumore. Pochi però, hanno esposto così tanto la corruzione e tanti misfatti come è riuscito a fare Pavel. Non c’è da stupirsi che sia stato ucciso da un gruppo altamente professionale.

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La mia conoscenza con Pavel è limitata ai suoi scritti e a due incontri, ma anche così mi sento in dovere di dire che lo conosco abbastanza bene. Pavel, a differenza di altri giornalisti investigativi, era un libro aperto, diceva solo quello che conosceva per certo ed era un amante entusiasta della verità. La sua conoscenza era di prima classe, come lo erano le sue capacità d’analisi, l’onestà e la chiarezza di pensiero che lo hanno reso unico nel suo genere. Un contrasto tra Pavel e gli altri reporter critici di rilievo è che lui era un positivo e un estimatore della vita. L’amarezza gli era estranea; la sua esuberanza e il suo tipo di apertura lo avevano reso un eccellente intervistatore e conoscitore di fatti.

Durante i suoi ultimi cinque anni a Kiev, Pavel ha lavorato per Ukrainska Pravda, un eccellente giornale web di alta precisione che oggi si può definire la miglior fonte di notizie dell’ex Unione Sovietica. Pavel ha collaborato con Olena Prytula, il fondatore ed editore di Ukrainska Pravda. Nel 2000, il suo co-fondatore Georgiy Gongadze è stato assassinato, e non è chiaro chi ha ordinato quel colpo: oggi, lei deve sopportare l’omicidio di un altro suo partner.
Ukrainska Pravda ha pubblicato in memoria un editoriale, nel quale definisce Sheremet un “Eroe, per noi lui era un maestro. Un giornalista che ha profondamente compreso e percepito il tessuto sociale e politico del nostro tempo. Un persona che ha evocato profondo rispetto”.

@ukrpravda_news Sheremet “Pavel the Hero” https://t.co/it68T8qcvh
– Nataliya Vasilyeva (@NatVasilyevaAP) 20 Luglio 2016.
Olga Allenova, un giornalista russo, ha scritto su Kommersant:
Pasha è stato onesto in ogni cosa. Ha smesso di lavorare in televisione per questo motivo, voleva l’onestà. Per lui non esisteva la domanda di lavorare per qualcuno in funzione della sua offerta”. “Era sempre allegro e ottimista, anche in tempi per lui difficili”.
Aveva sempre un linguaggio comune con tutti – in questo era simile al suo amico Nemtsov. L’ho visto parlare con ambasciatori, funzionari federali e leader dell’opposizione … La gente attorno a lui sorrideva sempre”.
La vita di un giornalista non è più preziosa di una vita di un qualsiasi altro cittadino, soprattutto in un paese in guerra; ma al presente, l’uccisione del professionista è una sfida all’intero stato, perché non solo lui – tutti noi siamo stati presi di mira. E, gli assassini sono sicuri della loro impunità.

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Spero che questa sfida allo Stato e alla società, questo grave crimine venga risolto, e che vengano trovati i mandanti e gli esecutori. Oggi è Pavel che è stato fatto saltare, ma ognuno di noi è stato colpito. Questa ferita non guarirà mai, proprio come le ferite dopo la uccisione di Georhii Gongadze, Igor Aleksandrov [giornalista della regione di Donetsk, ucciso per aver pubblicato materiali compromettenti contro l’allora governatore Viktor Yanyukovych], Boris Nemtsov e tanti altri di una lunga lista.

Non ci sono parole che possono esprimere la tristezza che ti pervade quando sai che è stato assassinato un grande giornalista e un uomo meraviglioso.

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