Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

19 novembre 2017

L’Alleanza NATO è alla fine?


98889ACE-5944-48A3-B5B3-4819E52FBB15_w640_r1_s_cx0_cy3_cw0Il tentativo di golpe militare in Turchia ha inviato onde d’urto in tutta la NATO, non tanto per la cattiva notizia, ma, se il tentativo fosse riuscito, la NATO si sarebbe trovata con l’imbarazzo d’avere un suo membro governato da una dittatura militare. È pur vero che questa situazione è stata tollerata durante la guerra fredda [con il Portogallo, diversi regimi militari in Turchia, e la brutale giunta militare greca nel 1967-1974], ma nel contesto attuale, dal momento che la NATO si dipinge come un’alleanza di democrazie illuminate, le cose sarebbero molto diverse.

Questo probabilmente è il motivo principale per cui gli Stati Uniti e le altre potenze chiave della NATO si sono opposte al colpo di stato e rapidamente hanno espresso sostegno per il governo del presidente Erdogan; ma la reazione del presidente e la sua postura contro il colpo di stato, non hanno segnalato una vittoria di una Turchia veramente democratica. Il governo turco, invece, ha utilizzato l’incidente per eliminare non solo i militari, ma la magistratura e il sistema educativo di migliaia di oppositori. La portata e la velocità dello spurgo conferma che Erdogan ha semplicemente utilizzato il tentativo di colpo di stato come pretesto per un piano diverso.

La caduta turca nell’autoritarismo non è certo l’unico segno di malattia dell’alleanza: ci sono incertezze notevoli riguardo la sicurezza più pressante – come trattare con la Russia. La maggior parte dei membri dell’Europa orientale, nella convinzione che qualsiasi segno di debolezza possa solo incoraggiare il Cremlino a diventare ancora più abrasivo e bellicoso, abbracciano nei confronti di Mosca un atteggiamento conflittuale: la leadership politica e militare della NATO favorisce chiaramente un approccio simile. Finora, la strategia aggressiva ha largamente prevalso. La NATO ha condotto manovre navali, aeree e di terra nella regione del Baltico, nel Mar Nero, Polonia e Ucraina. Riflette una mentalità simile anche la decisione di distribuire tre battaglioni nelle Repubbliche baltiche – insieme a quello in Polonia – ratificata in occasione del recente vertice di Varsavia.

L’atteggiamento ostile verso la Russia però, non è privo di dissidenti. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, ha spaventato i suoi colleghi dell’Alleanza con commenti estremamente negativi sulle esercitazioni militari su larga scala della NATO in Polonia e altrove in Europa orientale; tali misure, ha dichiarato Steinmeier, sono state “controproducenti”, e ha ammonito i leader della NATO ad evitare delle “dimostrazioni di forza e guerrafondaie” e dobbiamo valutare bene “di non creare pretesti per rinnovare un vecchio confronto”.

Non è una coincidenza che la Germania, nonostante un vigoroso sforzo di lobbying degli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la maggior parte dei membri dell’Europa orientale, fosse uno dei principali paesi della NATO più irremovibile a non estendere gli inviti d’adesione all’Ucraina e alla Georgia: Berlino è anche uno “strano sostenitore delle sanzioni economiche occidentali” imposte alla Russia per la sua annessione della Crimea e il suo sostegno dei secessionisti in Ucraina orientale; ma non è solo la Germania l’unico membro della NATO ad esporre dubbi sulla politica di una linea dura nei confronti della Russia: anche l’Ungheria e la Repubblica Ceca hanno mostrato una certa riluttanza. La recente riconciliazione di Ankara con Mosca può portare nella NATO ad una ulteriore erosione di consenso a favore di una politica aggressiva.

Potenzialmente la nuvola più scura all’orizzonte della NATO, però, è l’elezione presidenziale degli Stati Uniti. Anche se Hillary Clinton, per quanto riguarda la NATO, s’impegna in modo affidabile per lo status quo, Donald Trump non è sulla stessa lunghezza d’onda. Lui ha sollevato la questione della ripartizione degli oneri in termini piuttosto contundenti e caustici; ma Trump talvolta è andato oltre questa teoria esprimendo dubbi sulla saggezza degli impegni americani nell’Alleanza in generale. In più di una occasione, ha disprezzato la NATO come “obsoleta” e ha anche espresso ammirazione per Vladimir Putin indicando che lui vuole una politica meno conflittuale nei confronti di Mosca.

1023527792

In una intervista con il New York Times, ha messo in dubbio il suo impegno per l’articolo 5, il cuore del Trattato Nord Atlantico. L’articolo 5 proclama che un attacco contro un membro è un attacco a tutti e obbliga gli Stati membri ad assistere i colleghi che sono vittime di aggressione. Tuttavia, Trump ha dichiarato che avrebbe deciso di rendere aiuto solo se le nazioni in questione avessero “adempiuto i loro obblighi nei nostri confronti”, inoltre, ha aggiunto minacciosamente, “se decidiamo di difendere gli Stati Uniti, possiamo sempre schierarci sul suolo americano. Sarà meno costoso”.

Una presidenza Trump potrebbe anche essere l’ultimo chiodo nella bara della NATO. La sua amministrazione quasi per certo chiederà importanti riforme, e non è fuori dal regno della possibilità che cerchi un ritiro degli Stati Uniti. Questa è forse la più grave potenziale fessura che vige nell’Alleanza, ma non è l’unica: la NATO è un’alleanza che mostra molti segni di malattia terminale, anche se i suoi sostenitori stanno cercando in tutti i modi di negare questa realtà.

Tags: , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.