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19 novembre 2017

Ucraina: Manafort e i suoi clienti


Il candidato presidenziale americano, il repubblicano Donald J. Trump, quando ha suggerito che, una volta presidente, in caso di attacco militare potrebbe non mantenere le promesse di difesa ai membri della NATO, ha fatto venire i brividi a più di qualcuno, proprio perché la fuga dalle storiche politiche americane e dalla saggezza repubblicana, è arrivata subito dopo che Trump aveva ammorbidito la linea dura contro i ribelli filo-russi che combattono in Ucraina orientale. Questi movimenti però, non sono stati meno sorprendenti delle attività che il responsabile della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, ha da più di un decennio coltivato con politici e oligarchi filo-russi in Ucraina.

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Ora, per dare più colore a tutta la questione, (vedi) abbiamo appreso che i nomi di alcuni dei collegamenti di Manafort in Ucraina appaiono nei documenti aziendali dei noti Panama Papers – la fuga di notizie offshore, portata alla luce da parte del consorzio internazionale di giornalisti investigativi.
Dopo diversi decenni abbastanza convenzionali nella politica americana, nel 2005 Manafort ha trovato uno spiraglio di lavoro – ben pagato – presso l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych e il suo “Partito delle Regioni” – come riformatori con miti maniere!
L’Occidente non è andato oltre la mentalità della guerra fredda e non ha visto quest’uomo e il raggio d’azione che ha esteso – ha immortalato Manafort, riferendosi a Yanukovych.
Gli sforzi di Manafort sono stati ripagati: nel corso degli anni, il Partito delle Regioni ha guadagnato potere tra i rami legislativo e giudiziario; nel 2010, Yanukovich, con la supervisione di un regime, che ha tenuto il potere per rifornire di denaro del governo la sua “famiglia” di oligarchi e burocrati del partito, ha fatto una straordinaria rimonta e ha vinto la presidenza.

Alcuni di questi addetti ai lavori del partito sono stati banditi dagli Stati Uniti o dall’Europa, per aver sostenuto le forze filo-russe che hanno occupato la parte orientale dell’Ucraina nel 2014. Tanti di loro hanno chiare connessioni con Manafort e appaiono – parenti e collaboratori – nei record delle società di comodo dei Panama Papers.
Come si può ben capire, ci sono buone ragioni per creare società fantasma off-shore; ma l’anonimato e la mancanza di trasparenza rende i beneficiari economici veicoli attraenti per convogliare guadagni illeciti, nascondere ricchezza e aggirare i regolamenti. Un recente studio della Banca Mondiale ha trovato che, dei 213 maggiori casi di corruzione a livello mondiale, il 70 per cento ha usato una società segreta per nascondere la vera proprietà.
Non è noto se Manafort ha un coinvolgimento diretto in queste società di comodo: la nostra richiesta diretta a lui personalmente non ha avuto risposta.

Come già evidenziato nel nostro precedente richiamato post, Manafort è arrivato in Ucraina nel 2005 su richiesta di Rinat Akhmetov – l’uomo più ricco del paese – che lo ha messo in contatto con il suo alleato politico: Viktor Yanukovich, per un ritocco d’immagine.
Akhmetov, la cui fortuna personale e politica sono state presumibilmente rafforzate da fondi pubblici e dalla criminalità organizzata, non compare nei documenti dei Panama Papers – ma c’è suo fratello maggiore, uno che rimane fuori dalle luci della ribalta pubblica. Un record trapelato mostra che Igor Akhmetov, è uno dei parecchi effettivi proprietari segreti di “Konti Pasticceria Ltd” incorporata nelle Isole Vergini britanniche nel 2014 e disseminata con 230,4 milioni di euro. Gli altri beneficiari effettivi comprendono Boris Kolesnikov, un altro personaggio legato a Yanukovich e amico d’infanzia di Rinat Ahkmetov, che nel 2007 è stato elogiato da Manafort come “una delle tante brave persone che consigliano i politici ucraini”.
Molte delle relazioni che Manafort ha fatto in Ucraina si sono estese negli Stati Uniti.

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Tra questi c’è Oleg Deripaska, un oligarca russo definito “l’industriale preferito da Vladimir Putin”. Deripaska, che ha il divieto di viaggio in Occidente per presunte connessioni con il crimine organizzato, ha collaborato con Manafort nel 2007, e insieme hanno formato un investimento con base nelle Isole Cayman. Deripaska per la ditta ha pagato a Manafort 7,4 milioni di dollari, poi ha investito 18,9 milioni di dollari per comprare una società di telecomunicazioni ucraina; ma Deripaska con una causa intentata in Virginia contro i liquidatori della società delle isole Cayman, si è tolto dal giro e ha chiesto indietro il denaro: Manafort non lo ha mai restituito. L’avvocato di Manafort, Richard Hibert, non ha risposto alla nostra richiesta, se non per dirci che il caso è ancora in corso.
Deripaska nei documenti di Panama appare come il proprietario segreto di una società di carbone mongola costituita nelle Isole Vergini Britanniche, che ha venduto una parte delle quote ad un altra società di metallo russa di Deripaska. La madre di Deripaska, Valentina, è elencata nei Panama Papers come la beneficiaria della BVI incorporata “Bennet Select Corporation”, le cui attività sono sconosciute.

In un’altra causa contro Manafort e diversi collaboratori, gli ex lavoratori di un’azienda immobiliare ex Trump, asseriscono che non hanno ricevuto i loro stipendi. Tale società, in base alla documentazione processuale, ha servito da veicolo per un miliardo di dollari di un investimento di Dmitro Firtash, un altro controverso miliardario amico di Yanukovich. I documenti fanno apparire che Manafort e Firtash hanno lavorato insieme su altre offerte, tra cui un piano per comprare il Drake Hotel di New York per 850 milioni di dollari.
Firtash ora è ricercato dalle autorità di Washington con l’accusa di corruzione e organizzazione di attività criminali: è stato arrestato in Austria nel 2014 e da allora gli Stati Uniti stanno aspettando la sua estradizione.

Panama-Papers

Firtash è elencato nei Panama Papers: ha costituito una holding off-shore nel 2006 per attività relative ai suoi commerci con il governo ucraino. Firtash ha anche legami d’affari con quello che i giornalisti investigativi definiscono “la chiave” dei malfattori, il boss ucraino, Semion Mogilevich – un uomo che l’FBI, una volta lo ha definito un “artista della truffa globale e spietata”- implicato nel “traffico di armi, omicidi su mandato, estorsione, traffico di droga e prostituzione su scala internazionale”.
Gli osservatori hanno a lungo sostenuto che la base della maggior parte di queste fortune “russo-ucraine” fosse il loro sostegno a Yanukovich – e al desiderio del leader russo Vladimir Putin di un più stretto coordinamento tra i regimi di Mosca e Kiev. Entrambe le volte che Yanukovych ha preso la presidenza dell’Ucraina, Putin gli ha offerto incentivi per mantenere il paese nell’orbita della Russia.

Forbes Ucraina nel 2013 ha riferito che Yanukovich aveva approfittato delle regole rilassate del suo governo per assegnare la parte del leone dei contratti statali al suo cerchio interno: due dei migliori contratti sono stati vinti da partner di Manafort: Akhmetov e Firtash. Nei primi 10 mesi del 2012, hanno rastrellato contratti per valori di miliardi di dollari.
Quanti soldi ha fatto Manafort nei suoi anni di lavoro per conto di alcuni dei più ricchi e più influenti miliardari e politici ucraini pro-Mosca? La risposta non è chiara: i consulenti non devono rendere pubbliche le loro tasse. Il dipartimento di Giustizia americano mostra soltanto che nel 2008, Manafort ha assunto la società di comunicazione Edelman, per fare pressioni in favore del partito di Yanukovich con un compenso personale di 35.000 dollari al mese.

Manafort, ha sostenuto con degli amici che la sua ditta accetta solo clienti che possono pagare almeno 250 mila dollari all’anno per il solo incarico.
Manafort, Trump, Firtash, Deripaska e Rinat Akhmetov non hanno risposto alle richieste di commenti; Igor Akhmetov e Mogilevich non siamo riusciti a raggiungerli per la loro ignota ubicazione.

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