Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

19 febbraio 2018

Comunicare e informare


Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina – sosteneva Henry Ford.
L’Ucraina nello stesso modo, ha bisogno di una messa a fuoco in uno dei settori più disastrosamente trascurati: la comunicazione, sia interna che esterna.
Coloro che leggono qualche articolo di sfuggita sono ben consapevoli che in Ucraina c’è una guerra, come ben sanno che questa guerra contro gli ucraini è sostenuta per volere di Vladimir Putin da cittadini russi dotati in abbondanza di armi, carri armati, artiglieria e munizioni russe.
Ma i lettori dei vari giornali del mondo sono consapevoli di questo? I consumatori di notizie TV ne sono al corrente?

_278T0741

Sicuramente loro sanno che c’è una guerra, ma coloro che li informano o gli stessi giornalisti, sono così sotto-informati sugli eventi ucraini che a volte per descriverne gli eventi usano e difendono incomprensibilmente il termine “guerra civile”. La responsabilità di questa mancanza di cognizione è da addossare alle autorità ucraine che non hanno comunicato e informato il vasto pubblico di questo dato di fatto.
In Ucraina ci sono abbondanti prove disponibili per comunicare, raccontare, dimostrare e portare a conoscenza del pubblico una sacra verità: la diretta attività militare russa in Ucraina.

Forse le autorità ucraine semplicemente non sono a conoscenza dell’importante massa di prove che potrebbero utilizzare per informare il mondo; ma se così non fosse – posizione indifendibile – sanno per certo che lamentarsi non è la stessa cosa che dimostrare la realtà.
È pur vero che non esiste un accordo universale sulle regole che possono essere applicate in tutti i contesti e in tutte le discipline per avere una garanzia di raggiungimento della verità,
ma quando si arriva ad una conoscenza della realtà oggettiva in maniera affidabile, verificabile e condivisibile, rimangono poche scappatoie per non considerare un’azione solo che vera e reale.

Ci sono una serie di eccellenti organizzazioni che operano sul mercato in maniera ineccepibile e corretta, una di queste è Bellingcat. Un suo grosso lavoro di indagine è la dimostrazione dell’innegabile coinvolgimento russo nell’abbattimento, poco più di due anni fa, del volo MH17 delle Malaysia Airlines che ha visto la morte delle 298 persone che ne erano a bordo.
La stessa organizzazione ha anche dimostrato che nel mese di agosto dell’anno scorso c’è stato un accumulo di truppe russe sul territorio ucraino – invasione – e che le forze ucraine di stanza vicino al confine erano state bombardate con missili Grad lanciati dal territorio russo. Nel corso dei lavori in Ucraina, Bellingcat ha cercato di mettersi in contatto con il Ministero delle Informazioni e delle Politiche ucraine in ben più di una occasione, ma incredibilmente non ha mai ricevuto una risposta.

Un’altra organizzazione che documenta i bombardamenti transfrontalieri russi è la International Partnership for Human Rights (IPHR).
C’è attualmente un account Twitter che sta facendo un importante lavoro di indagine che merita attenzione: @GlasnostGone. Questi operatori sono stati degli instancabili sostenitori della liberazione di Nadia Savchenko, ma ora che Nadia è libera, si sono concentrati sull’analisi di immagini satellitari provenienti dalle regioni del confine ucraino. In questo momento hanno delle foto editoriali così come dei video che mostrano:
• campi militari russi vicino al confine, su entrambi i lati, tra cui molti istituiti in Russia appena prima del conflitto;
• convogli di materiale militare che attraversano il confine;
• immagini che mostrano che i convogli russi di camion bianchi – mascherati da consegne di “aiuto umanitari” – sono parcheggiati o prossimi agli stessi campi militari russi.

Oltre a IPHR, @GlasnostGone e Bellingcat, c’è anche l’account @ Putin guerra (@dajeyPetros) che documenta e geocalizza colonne di veicoli militari russi in ritirata in Russia dopo il massacro di Ilovaivsk.
Se il Ministero dell’Informazione ucraino non sta raccogliendo i contenuti di questi rapporti in un dossier per presentarlo ad un organismo internazionale, ci sorge spontanea la domanda: “Perché?”.
Nei termini del Memorandum di Budapest del 1994 sulle assicurazioni della sicurezza, si prevede che nel caso in cui ci sia una minaccia all’indipendenza, la sovranità, o ai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina, l’Ucraina dovrebbe chiedere “l’immediata azione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite” – cosa che l’Ucraina finora non è riuscita a fare. Ora che le associazioni prima segnalate hanno raccolto scrupolose e schiaccianti prove sull’invasione russa dell’Ucraina, Kiev ha l’obbligo morale verso la sua popolazione d’indire una sessione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU e presentare tutti i dati di cui è in possesso per dimostrare la violazione russa ai suoi impegni previsti nel memorandum di Budapest, senza tener conto di tutti gli altri trattati che ha stracciato o calpestato.

Ci sono stati molti incontri del Consiglio di Sicurezza ONU sull’Ucraina, ma in nessuno di questi i rappresentanti ucraini sono riusciti a scalfire il duro sogghigno da topo dell’ambasciatore russo al Consiglio, Vitaliy Churkin, che sistematicamente presenta “argomenti contrari” fingendo che siano della stessa valenza di quelli che porta l’Ucraina. L’Ucraina non ha mai infierito con i suoi colpi, ma se cominciasse a farlo in uno dei più alti livelli in cui si prendono le decisioni mondiali, probabilmente le voci che chiedono il sollievo delle sanzioni potrebbero messe a tacere e, al contrario, ottenere un aumento dei costi sulla Russia. Forse, e sosteniamo solo forse, ciò potrebbe finalmente essere sufficiente per convincere Putin a porre fine alla sua vergognosa guerra contro l’Ucraina. Le prove per supportare questi argomenti non sono circostanziali, ma incontrovertibili.

12562878_10207119999951921_1222189176_o

L’Ucraina ha tre grandi sfide: stabilizzazione del paese [che comprende l’eliminazione degli spazi in cui operano i corrotti parassiti]; picchiare la Russia [in modo intelligente!]; riprendere il controllo delle sue parti attualmente occupate [ne vale la pena?].
Un modo per riconquistare l’est senza spargimento di sangue è quello di dimostrare come si stia vivendo meglio nelle altri parti dell’Ucraina e come le riforme stanno proseguendo; ma il Ministero delle Informazioni comunica questi successi alla sua popolazione? Oggi si sentono spesso le persone che si lamentano che non ci sono riforme, questo non è vero! Le riforme si muovono lentamente, questo sì che è vero, ma il fatto che la popolazione non ne sia al corrente è semplicemente da imputare al Ministero addetto: semplicemente non fa il suo lavoro.
Il modo migliore per sconfiggere la lenta distruzione e lo smembramento dell’Ucraina, principio su cui si basa ogni attività russa, è di dimostrare in modo convincente, trasparente, uniforme e indipendente di come si sta evolvendo Kiev; ma allo stesso tempo, l’Ucraina deve tirar fuori i suoi grossi calibri – non in senso militare – ma in quelli comunicativi.

Kiev deve: comunicare con verità e trasparenza la realtà della guerra per ottenere il sostegno internazionale e obbligare la Russia a ritirarsi; comunicare i cambiamenti avvenuti nei due anni post-Maidan per rendere cosciente la popolazione del cambiamento democratico che sta sostenendo il paese nel quale vivono; comunicare e rendere edotto il mondo che l’Ucraina merita sostegno, non perché è invasa dall’esercito più forte al mondo e diretto da un feroce comandante, ma perché chiede il sacrosanto diritto di scegliere come poter vivere. Nulla, al momento attuale, c’è di più importante.

Tags: , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.