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21 agosto 2018

Crimea: la visita dei diplomatici francesi


Gli 11 parlamentari francesi che questo fine settimana si sono recati in Crimea per la seconda volta dopo l’annessione russa, non hanno semplicemente violato la legge ucraina e le sanzioni internazionali, ma avvalorando le fragranti violazioni dei diritti umani, calunniando i tartari della Crimea, dei quali alcuni sono stati uccisi e deridendo le leggi che loro stessi rappresentano, hanno anche preso parte al vergognoso spettacolo della propaganda russa.

Questa è la seconda visita di diplomatici francesi da dopo l’invasione e l’annessione russa della Crimea, ambedue organizzate da Thierry Mariani, il leader del Partito Repubblicano francese, e, anche se il ministro degli esteri francesi, dopo la visita dell’anno scorso aveva espresso perplessità sulla regolarità del viaggio perché “violava in diritto internazionale”, il gruppo di parlamentari non s’è fatto alcuna remora, sia legale che morale.
I funzionari francesi affermano che non si tratti di violazione diretta in quanto sono arrivati da Mosca, chiaramente ospiti dello Stato occupante la Crimea, ciò equivale a dire che dell’Ucraina, titolare del diritto territoriale della penisola, se ne fregano altamente. Al contrario invece, hanno apertamente violato la risoluzione delle Nazioni Unite del 27 marzo 2014 sulla Crimea, che la Francia ha sottoscritto assieme a tutti gli altri paesi liberi e democratici.

Визит делегации французских депутатов в Севастополь

Come nel 2015, la giustificazione dei parlamentari è stata “vogliamo vedere con i nostri occhi”, solo che quest’anno Michel Voisin, il capo della delegazione francese in seno all’Assemblea parlamentare dell’OSCE, ha aggiunto un nuovo ironico particolare: “le informazioni provenienti dai mezzi di comunicazione possono essere vere, così come false, per cui ogni deputato deve farsi una sua propria visione indipendente della questione Crimea”.
Il deputato francese può aver baciato una bambina, piuttosto che il combattente del monumento che glorifica i soldati russi che hanno invaso la Crimea nel mese di febbraio 2014, ma il gesto rimane inequivocabile: è un vilipendio all’Ucraina e alla stessa bandiera che lui rappresenta.

I politici francesi, come l’anno scorso, per dare una parvenza di legittimità e di “riconoscimento” all’illegale occupazione russa della Crimea, hanno rincarato le dosi della propaganda affermando a RT, che “la riunificazione della Crimea con la Russia riflette la volontà della maggioranza del popolo di Crimea, e che se non avesse aderito alla Russia, certamente la penisola si sarebbe trasformata in una zona di battaglia come l’est dell’Ucraina”.
Mariani, al quale è stata attribuita la frase di cui sopra, si dimostra d’accordo con Putin, e come il presidente russo, non dimostra il minimo rispetto dei fatti. Lui pone la questione della genuinità del referendum, quando sa benissimo – ah! lui non c’era quindi non può essere sicuro, doveva vedere! – che il “referendum” è stato fatto senza la minima presenza di un osservatore internazionale, con i carri armati russi fuori dalle sedi elettorali e con i soldati russi armati dentro i seggi; ma poi ignora spudoratamente anche il fatto che 6 mesi dopo il referendum, il Cremlino ha incaricato il Consiglio dei diritti umani russi di verificare la regolarità dell’elezione, e, dopo un’ora che la relazione finale del Consiglio era stata pubblicata sul sito web ufficiale della Federazione Russa, è stata tolta. La relazione riportava che al referendum aveva partecipato solo il 48 per cento degli aventi diritto e che i “risultati ufficiali finali erano stati falsificati!”.

Sabato, Mariani, ha direttamente sputato sulle reali preoccupazioni dei diritti umani, e per compiacere a Mosca – che ha pagato il viaggio a tutti i partecipanti – ha sostenuto: “la preoccupazione europea per i tartari della Crimea trascura la discriminazione nei confronti della popolazione di lingua russa negli Stati baltici e testimonia la doppia morale che circondano le politiche europee per le minoranze nazionali. È meglio essere un tartaro in Crimea che un russo in Lettonia; ma l’Europa preferisce non pensarci”.
Proseguendo nelle sue farneticazioni, Mariani ha riferito che “dire che in Crimea ci sono un gran numero di persone scomparse senza lasciare traccia e che ci sia una violazione costante dei diritti dei Tatari di Crimea, è solo propaganda”.

Mariani inoltre, ha sottolineato d’aver ricevuto “risposte assolutamente specifiche alle nostre domande dal procuratore Natalya Poklonskaya”, e che le sparizioni e i rapimenti sono solo fantasie della gente. A sostegno di ciò, ha portato l’esempio del rapimento dell’attivista Ervin Ibragimov, che era stato preso vicino a casa sua a Bakhchysarai, per il quale ha espresso che il filmato che mostra la “presa in consegna del presunto rapito” mette in risalto solo “uomini vestiti in uniforme ufficiale che arrestano una persona. Come si può parlare di rapimento?”. Mariani però, dimentica una cosa fondamentale, come mai i parenti di Ibragimov lo stanno cercando dappertutto e le autorità non dicono dov’è? Perché non si stanno adoperando per fare una ricerca? È stato solo messo nel dimenticatoio; ma i genitori, parenti e amici no, non lo dimenticano.
I deputati francesi sono troppo desiderosi d’affermare che tutte le segnalazioni di abusi in Crimea sono false!

Визит французской делегации в Крым

Ci sono innumerevoli accuse assurde, come quella a Mustafa Dzhemiliev, il leader dei tartari di Crimea, che è accusato di essere implicato nel terrorismo e nella formazione dei terrorsti.
Le bugie in Crimea sono progettate, come lo sono gli arresti dei tartari di Crimea con le accusa inventate di “terrorismo” o “estremismo” per creare l’impressione che i tartari di Crimea, come qualsiasi altro oppositore all’illegale occupazione, sono in un qualche modo “estremisti” e “pericolosi”. Ma i “famosi visitatori francesi” non hanno potuto verificare o vedere nulla di tutto questo, e, non c’è nemmeno una loro richiesta per una visita ai detenuti, né una menzione per le violazioni delle libertà civili, né che il Mejlis, l’organo di rappresentanza delle principali popolazioni indigene della Crimea, è stato criminalizzato e vietato.

Decenni fa, gli scrittori francesi che hanno scelto di attutire i crimini commessi da Stalin, hanno cercato di rivestire le loro vili menzogne con un po’ di vernice ideologica, e ora, le autorità francesi invece di esprimere semplicemente shock e indignazione, dovrebbero utilmente cercare quali sono le motivazioni politiche che si nascondono dietro ai suoi diplomatici per voler giustificare degli invasori e nasconderne le azioni criminali.

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