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19 febbraio 2018

Putin cerca il fascino balcanico per abbattere le sanzioni  


Sabato, il presidente russo Vladimir Putin è arrivato in Slovenia per commemorare i 100 prigionieri di guerra che sono morti mentre costruivano una strada sulle Alpi Giulie, ma lui principalmente ha cercato di testare la determinazione occidentale a mantenere le sanzioni contro la Russia.
Slovenia, una piccola nazione alpina in cui è nata e cresciuta Melania, la moglie del candidato presidenziale repubblicano degli Stati Uniti, Donald Trump, è un membro sia dell’Unione Europea che della NATO. La Nazione ha mantenuto relazioni amichevoli con la Russia, anche se ha aderito alle sanzioni dell’UE contro Mosca per l’annessione della Crimea e il suo sostegno agli insorti in Ucraina orientale.

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Putin, quest’anno, che è solo alla sua terza visita in una nazione europea, ha partecipato alla commemorazione del centenario dell’erezione di una cappella nelle Alpi Giulie in onore di oltre 100 prigionieri russi che sono morti sotto una valanga mentre edificavano una strada di montagna per l’esercito austriaco nel 1915.
Nella piccola chiesa di legno in stile ortodosso intitolata a San Vladimiro, Putin è stato accolto dal presidente sloveno, Borut Pahor. Migliaia di persone si sono assiepate davanti alla cappella con un caloroso coro che ha intonato le vecchie canzoni della chiesa russa. Gli intervenuti hanno accolto Putin con un lungo applauso al quale lui ha risposto con un saluto e una stretta di mano ad alcuni vicini.

Questa cappella è diventata il simbolo dell’amicizia dei popoli russo e sloveno, un simbolo della nostra lotta comune per la pace, la cooperazione e la prosperità – ha espresso PutinCosì, che non ricorda solo gli orrori della guerra, ma rinfresca le menti che stiamo lavorando insieme per il rafforzamento della comprensione reciproca, la fiducia e la sicurezza in Europa e nel mondo.
Putin ha ringraziato gli sloveni perché “si prendono cura della nostra storia comune, ricordano i cittadini russi il cui destino era collegato a questi tragici eventi in territorio sloveno”.
Durante la visita di Stato il traffico in Austria e in Italia è andato in tilt: sette chilometri di auto si sono accumulati in Austria, mentre in Italia le autorità ne hanno segnalati ben 18.
I funzionari sloveni hanno ritratto la visita di Putin come strettamente informale e cerimoniale, ma hanno lasciato intendere che hanno anche parlato di relazioni economiche bilaterali.

Putin nel suo discorso ha rilevato che i “progetti economici comuni sono importanti per entrambi i paesi. Il commercio russo con l’UE è sceso quasi della metà per le sanzioni europee e non molto con gli Stati Uniti. Entrambe le cose non sono buone”.
Le sanzioni sono progettate per bloccare l’accesso al credito e alla tecnologia occidentale a persone e aziende legate alla élite russa. All’inizio del mese di luglio, l’Unione europea, nonostante le perplessità di alcuni paesi come la Slovacchia, che sono desiderose di discutere sulla loro efficacia, ha esteso le sanzioni economiche contro la Russia fino all’inizio del 2017.

Eppure la tattica russa che metodicamente stimola le lobby meridionali e orientali degli Stati membri dell’UE, sta cominciando a erodere seriamente l’unità del blocco, rendendo potenzialmente molto difficile un loro nuovo rinnovo.
Il Cremlino vede la Slovenia come un obiettivo maturo per riaprire i mercati russi, specialmente nel settore agricolo. I legami economici erano forti quando la Russia, prima della guerra in Ucraina, era un grande mercato di esportazione dei prodotti alimentari sloveni; inoltre, il paese di poco più di 2 milioni di abitanti rimane desideroso di essere un paese di transito del potenziale gasdotto che trasporta il gas russo verso l’Europa meridionale.

Italia, Grecia, Ungheria, Cipro, Slovacchia e Bulgaria sono altri obiettivi del soft power di Mosca e, anche se ci sono state crepe nell’unità dell’UE tra le nazioni più grandi, i sostenitori delle sanzioni si sono allarmati quando il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, un membro del centro-sinistra socialdemocratico tedesco, il mese scorso ha parlato a favore di un loro gradualmente allentamento. Angela Merkel nel frattempo, che favorisce le sanzioni, dovrà affrontare nel prossimo anno una difficile elezione in casa, mentre le imprese tedesche, che sono state ferite dalle sanzioni, aumenteranno le loro pressioni.

Slovenia Russia

Alcuni partiti d’opposizione sloveni ritengono che la visita di Putin sia da collegare ad un ulteriore tentativo di rompere l’unità occidentale.
Sapevamo fin dall’inizio che il controverso ospite avrebbe usato la visita soprattutto per dimostrare la sua influenza in uno Stato membro dell’UE e della NATO – ha dichiarato Jozef Horvat, il vice presidente del partito, Nuova Slovenia.
La visita di Putin ha fatto arrabbiare gli ucraini che vivono in Slovenia, e sabato a Lubiana, davanti all’ambasciata russa, mentre Putin era nella chiesetta di San Vladimiro, hanno protestato con striscioni e canti “Putin è un terrorista” e “ Viva l’Ucraina!”.

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