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19 febbraio 2018

Rapporti economici russo-ucraini: due parole franche


L’era dell’informazione porta con sé rapidi e repentini cambi di opinione e gli esperti ucraini non ne sono immuni; alcuni di loro, ora stanno ventilando l’idea di un ritorno al mercato eurasiatico con la Russia, senza tener conto che sostenere una tale posizione è come avallare la propaganda dei media del Cremlino che cinicamente sostiene che ci siano “enormi perdite economiche dell’Ucraina dopo che ha iniziato a muovere i suoi passi verso l’integrazione europea”.

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Questa pericolosa tendenza, che può essere sommata ad altri elementi della guerra ibrida, stimola una conversazione molto franca su questo tema. Considerato che l’Ucraina è vista come il granaio d’Europa, vorrei analizzare solo la posizione delle esportazioni dei prodotti agricoli, che è anche una delle principali voci del commercio estero ucraino.
Nei primi quattro mesi del 2016 l’Ucraina ha esportato 209 milioni di dollari di prodotti agricoli verso l’Unione Eurasiatica. Si tratta di una variazione di 5 volte in meno rispetto allo stesso periodo del 2013, quando ha esportato 1 miliardo di dollari di prodotti agricoli verso i paesi dell’Unione doganale – Unione Eurasiatica meno Kirghizistan e Armenia. Tuttavia, non dobbiamo portare queste immagini fuori dal contesto generale. Negli stessi quattro mesi del 2016, l’Ucraina ha esportato quasi 100.5 milioni di dollari di prodotti agricoli verso i paesi dell’UE e 2 miliardi di dollari nei paesi asiatici; certamente questo rientra nella diversificazione dei mercati e nella riorganizzazione dei flussi d’esportazione.

Il settore agricolo potrebbe risentire di problemi sistemici per questa riorganizzazione? La risposta è: “No”. Ci sono alcuni problemi in diverse aree che non sono ancora del tutto riorientate, ma i professionisti sono ottimisti sulle possibilità di miglioramenti; in generale comunque, il settore agricolo si sta attivamente sviluppando e modernizzando, mentre gli esportatori stanno accedendo a nuovi mercati – non solo nei paesi dell’Unione europea, ma anche in Asia e in Africa.
Recentemente l’Ucraina ha avuto positivi sviluppi commerciali con l’Asean – associazione di Stati nata l’8 agosto 1967 che comprendeva Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Tailandia alle quali in seguito si sono aggiunti Brunei, Cambogia, Laos, Mianmar (Burma) e Vietnam. Il loro scopo principale è lo sviluppo economico, progresso sociale ed evoluzione socioculturale tra gli stati membri – e la Cina. Ogni mese gli esportatori ucraini accedono a nuovi mercati in tutto il mondo. Questo è un risultato raggiunto con il riorientamento delle imprese e una più elevata ridefinizione degli standard di qualità, particolarità facilitate dall’integrazione con l’Europa. Kiev ha appena iniziato i suoi cambiamenti, e il programma d’ammodernamento e riorientamento del settore agricolo è previsto che avvenga in diversi anni.

Torniamo alle esportazioni verso l’Unione Eurasiatica per le quali c’è una questione molto importante a cui rispondere: le esportazioni verso i paesi dell’Unione eurasiatica sono diminuite tutte in modo parallelo? La risposta è: “No”. Il più grande calo si è notato nelle esportazioni verso la Russia. Nei primi quattro mesi del 2016, rispetto allo stesso periodo del 2013, c’è stato un calo con la Federazione Russa del 96%, mentre le esportazioni verso la Bielorussia e il Kazakistan sono calate del 45%. Ciò significa che, nonostante la pressione, i problemi legati al transito delle merci e le difficoltà geoeconomiche, l’Ucraina è riuscita a mantenere relazioni reciprocamente vantaggiose sia con Minsk che Astana. La prospettiva attuale è che nel giro di due anni con questi due ultimi paesi, si torni ai livello di scambio del periodo pre-crisi.

Un altro aspetto importante è l’atteggiamento degli Stati membri dell’Unione eurasiatica con il processo d’integrazione all’interno dell’Unione: tutti i membri del gruppo euroasiatico sono contenti della situazione? La risposta è: “No”. A titolo di esempio, il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha recentemente sostenuto in una riunione del Consiglio supremo economico eurasiatico: “Dopo aver firmato l’accordo, il fatturato del nostro paese è solamente diminuito se rapportato ai valori del 2012 e 2013. Prima parlavamo di 65 miliardi di dollari, ma nel 2015 è stato solo di 45 miliardi di dollari. Forse, non tutte le condizioni dell’accordo sono in linea con l’attuale situazione economica e con le nostre aspettative”. Inoltre, c’è un conflitto commerciale nel settore agricolo tra il Kazakistan e Kirghizistan. I produttori agricoli armeni stanno solo contando perdite, in particolare nel settore della produzione di cognac, che è una priorità del paese.

Infine, la questione principale è, cosa l’Ucraina dovrebbe aspettarsi dal mercato russo se ipoteticamente decidesse di ritornare sui suoi passi? La situazione è complicata. Il mercato russo si sta restringendo, le sue priorità si stanno spostando verso prodotti più economici, l’importanza del segmento premium sta cadendo mentre è in crescita la quota dei marchi locali russi. Gli investitori vedono la Russia come un partner imprevedibile. Gli investimenti diretti esteri nel paese sono rapidamente arrivati al loro livello più basso degli ultimi 10 anni. Allo stesso tempo, la Russia sta costruendo un sistema chiuso. Il paese sta progettando di diventare auto-sostenibile nella frutta, verdura, latte e carne. Naturalmente, questi sono solo progetti, ma in ogni caso significa che la Russia ha intenzione d’attuare aggressive politiche protezionistiche sui suoi mercati, e nasceranno conflitti commerciali con tutti i paesi importatori. Così, anche lasciando il fattore geopolitico fuori fuoco, diventa chiaro che la Russia non permetterà un facile accesso al suo territorio agli esportatori ucraini.

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Personalmente non credo che ci sia da allarmarsi. Se l’Ucraina rompe i legami commerciali con il suo aggressivo e imprevedibile vicino, vincerà più guadagni finanziari a breve termine. L’Ucraina, la sua economia e i suoi produttori hanno l’incoraggiamento e l’opportunità di modernizzarsi per diventare più efficaci, ciò significa che l’industria ha per il futuro grandissime prospettive di sviluppo. Quindi, prima di tutto per competere con successo, c’è bisogno che l’Ucraina, rimodernizzando il settore, per quanto possibile, promuovendo una politica agricola IT e producendo nuove attrezzature di produzione, rafforzi la sua posizione nei mercati esteri; ciò attirerà, oltre che nuovi clienti, tutti quegli investitori che attualmente sono a distanza di sicurezza dalla Russia.

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