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16 ottobre 2018

Ferito da una bomba il capo di una delle regioni separatiste ucraine


Il presidente di una delle regioni separatiste ibride russe in Ucraina, sabato è stato ferito in un probabile tentativo di assassinio: l’attentato mette in evidenza l’aumento della violenza nella zona est del paese.

Una bomba – l’arma preferita in questa mezza dozzina di ultimi e misteriosi omicidi successi nel territorio – ha sventrato parte della macchina su cui viaggiava Igor V. Plotnitsky, il leader della autoproclamata “Repubblica Popolare di Lugansk”.
Un suo alleato politico ha scritto su Twitter che il signor Plotnitsky era stato gravemente ferito, creando potenzialmente una apertura per una nuova leadership a Lugansk, la più piccola delle due enclave separatiste in Ucraina orientale. La bomba è stata fatta esplodere nella città di Lugansk, capitale della regione.

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I soldati ibridi russi che compongono l’esercito del piccolo Stato, hanno accusato dell’attentato lo squadrone della morte ucraino, mentre un collaboratore del direttore della intelligence interna ucraina, ha dichiarato che Plotnitsky sicuramente era caduto vittima di lotte interne.
I combattimenti tra gli ibridi russi e le forze governative ucraine che sono in essere da aprile 2014, hanno provocato migliaia di morti, lo sfollamento di oltre un milione e mezzo di persone e, di fatto, hanno messo sotto il controllo russo tutta la regione; ma la guerra intestina tra le forze proxy russe ha portato ad un aumento della violenza e ha approfondito la già grave situazione umanitaria, e forse, potrebbe anche aver complicato le cose al presidente Vladimir V. Putin nei negoziati con l’Occidente.

Quando è scoppiata la guerra nel 2014, la regione di Lugansk è stata principalmente controllata dai cosacchi del Don, i vecchi cavalieri della steppa del sud, che hanno combattuto in favore dei russi, ma nel caos che imperversava in Ucraina hanno anche cercato di ritagliarsi una loro propria repubblica: i cosacchi sono fedeli alla Russia, ma da secoli sognano di riuscire a formare un loro stato autonomo.
Nella regione di Lugansk, sono state dichiarate tre piccole repubbliche cosacche, raccolte in tre piccole città, dove è stata stabilita la tradizionale regola cosacca, tra cui la punizione tramite fustigazione pubblica. A partire dalla primavera del 2015, il signor Plotnitsky, chiedendo che le unità cosacche si incorporassero nei militari ibridi russi, aveva cercato di sottomettere tutte e tre le città.

Due leader cosacchi, Aleksei B. Mozgovoi e Pavel L. Dryomov, sono stati uccisi con autobombe nel 2015. Il signor Dryomov aveva pubblicato un video su YouTube, rivolto a Putin, nel quale accusava il signor Plotnitsky di commerciare il carbone con il suon nemico: l’Ucraina, pubblicamente ne aveva anche chiesto l’estromissione.
Le stime sul numero delle vittime nei combattimenti tra i cosacchi del Don e le forze ibride della “Repubblica Popolare di Lugansk (LNR)” variano da 100 – secondo le fonti della LNR – a 200, secondo i funzionari ucraini.
Novaya Gazeta, un giornale di opposizione russo, sabato ha riferito che la Russia prevedeva di cambiare la leadership separatista e che avrebbe ripristinato, nei posti occupati dai ribelli, i politici ucraini dell’entourage dell’ex presidente Viktor Yanukovich. Probabilmente si tratta di una tattica per accelerare l’insediamento dei politici ibridi russi a Kiev. Gli analisti sono concordi nel sostenere che la fluidità delle politiche occidentali, causate sia dalle elezioni negli Stati Uniti che dai problemi che affliggono l’Europa, abbiano portato ad una certa apertura diplomatica con Mosca.

Afghanistan

 Luglio, da un anno a questa parte, con 27 soldati uccisi in combattimento, è stato il mese più sanguinoso per l’esercito ucraino. Durante la notte tra il sabato e la domenica i militari ucraini hanno riferito 52 colpi di artiglieria in tre posizioni diverse, alcuni vicino a Mariupol nel sud dell’Ucraina e altri nel nord della regione di Lugansk.

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