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19 dicembre 2018

Il parlamento ucraino vuole considerare le uccisioni polacche in Ucraina come un genocidio


La Verkhovna Rada ucraina [il parlamento ucraino], secondo un articolo apparso sul suo sito web, ha ricevuto da un deputato la bozza per una richiesta di una risoluzione: “A ricordo delle vittime del genocidio commesso dal governo polacco contro gli ucraini dal 1919 al 1951”.
Il documento riporta che “La dichiarazione d’indipendenza della Polonia dell’11 novembre 1918, ha portato grande gioia e giustizia al popolo polacco, ma, allo stesso tempo, ha causato grande dolore e disastro a centinaia di migliaia di ucraini”, il testo continua spiegando che la storia dell’Ucraina sotto il governo polacco è “una storia di genocidio del popolo ucraino, sistematicamente e costantemente perpetrato dallo stato polacco”.

Il progetto di risoluzione, segnala che “Per diversi decenni il popolo ucraino ha sofferto ed ha visto la morte di molti compatrioti solo perché erano ucraini. Centinaia di migliaia sono stati deportati e decine di migliaia di civili ucraini – che abitavano nello stato polacco – sono stati uccisi. Questo è stato l’amaro risultato della dichiarazione della Wielkopolska (Grande Polonia), che ha anche tenuto in ostaggio lo stesso popolo polacco”.
La “pacificazione” con gli ucraini è iniziata nel 1930 e, secondo il progetto di risoluzione, in quel periodo “il popolo ucraino stava combattendo per la libertà della propria terra mentre i polacchi stavano combattendo per qualcosa che non apparteneva a loro. Il numero esatto delle vittime non è ancora stato determinato”.

“La Verkhovna Rada ucraina rende omaggio a tutte le vittime dei crimini commessi dal governo polacco contro i cittadini ucraini nel periodo che va dal 1919 al 1951. Il governo proclama il 24 marzo come giornata della memoria degli ucraini che sono stati vittime del genocidio commesso dallo Stato polacco dal 1919-1951 – segnala il progetto di risoluzione.
Secondo il documento queste “dolorose lezioni storiche non devono tuttavia, avere un impatto sulle attuali relazioni tra i due stati. La Verkhovna Rada esprime la sua sincera gratitudine alla Polonia per il suo sostegno nella lotta contro l’aggressione straniera”.

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In precedenza, il 22 luglio, il Sejm [parlamento] polacco ha riconosciuto gli eventi della regione Volyn del 1943-1945 come un “genocidio” commesso dai nazionalisti ucraini contro i polacchi. Il governo polacco ha anche dichiarato l’11 luglio la giornata nazionale della memoria per le vittime del “genocidio”.
La bozza del documento parlamentare ucraino è stata preparata dal deputato ucraino Oleg Musiy, che ha pubblicato sul sito una copia scannerizzata della risoluzione.

Oleg Musiy ha aggiunto anche un commento:
“Il presidente Kuchma e il presidente Yushchenko e i due presidenti polacchi hanno deciso di lasciar fuori dalla politica il passato e di lasciarlo agli storici. L’Ucraina, prima della decisione del Sejm e del senato polacco – gli organi politici della presente Polonia – ha costantemente dato seguito a tali accordi; invece, la Polonia nel suo apparato politico attuale ha violato i termini dell’accordo esistente, per cui ora è arrivato il momento di alzarsi e di togliere la testa dai cespugli; penso che sia assolutamente necessario”.

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