Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

18 gennaio 2018

L’Impero russo sta entrando nella seconda fase: la disintegrazione


Levko Grygorovych Lukyanenko, un politico ucraino e dissidente dell’URSS, nella rivista “Apostrofo” ha sostenuto che la Russia, attaccando l’Ucraina, ha messo in moto la seconda fase della disgregazione dell’impero russo post-sovietico. Il processo si concluderà con l’indipendenza delle repubbliche autonome e delle regioni della Federazione con la formazione di uno stato-nazione russo più piccolo.

L’ex dissidente e autore della dichiarazione dell’Indipendenza dell’Ucraina del 1991, ha spiegato che “l’URSS era un impero e ora la Federazione Russa è ugualmente un impero”.
La storia insegna, obietta nel suo lungo articolo, che “gli imperi crescono o cadono a pezzi. [Essi] non possono vivere in pace, perché i [loro] obiettivi sono quelli di crescere”. Questo è ciò che sta accadendo in Russia. La prima fase della disintegrazione è avvenuta nel 1991, ma alcuni a Mosca, non accettando una tale situazione, stanno cercando d’invertire la tendenza con la presa dell’Ucraina.

1472215286_levko-lukyanenko-poyasniv-chomu-vyna-z-rosyeyu-neminucha-dlya-ukrayini

Infatti, “già nel 1991, i russi hanno cominciato a progettare” come fare, “hanno sviluppato competenze in Ucraina, hanno condotto una guerra d’informazione contro di essa, hanno formato una quinta colonna al suo interno – si infervorisce Lukyanenko – e quando niente di tutto questo s’è rivelato sufficiente, hanno deciso d’usare la forza militare”.
La guerra tra la Russia e l’Ucraina era inevitabile, perché è uno scontro di civiltà. “La Russia è un paese asiatico, in cui lo Stato è tutto e l’individuo non è nulla. L’Ucraina in contrasto è popolata da ucraini, tribù europee, la cui democratiche tradizioni politiche risalgono al veče di Kiev [assemblea popolare tipica dei paesi slavi del medioevo, spesso ritenuta un embrione di parlamento].

Quando l’agente di Vladimir Putin, Viktor Yanukovich, ha fallito il suo compito di sovvertire l’Ucraina e anche flirtato con la vicina Europa, il popolo ucraino che “non poteva più sopportare questo si è ribellato con la rivoluzione della dignità”; ma il Cremlino ha tirato la sua catena e ha costretto il suo agente a tornare a Mosca, insiste Lukyanenko.
Putin pensava di poter provocare una guerra civile, ma il popolo ucraino ha resistito e lui ha fallito; allora ha usato la forza militare e si è preso la Crimea: all’epoca, se le autorità ucraine non fossero state sottosopra e avessero agito come ha fatto Leonid Kuchma quando la Russia ha cercato di prendere l’isola di Tuzla, Putin si poteva bloccare.

3.10.14.laqueur

Ora, ha sottolineato Lukyanenko, l’Ucraina deve dichiarare l’esistenza di “uno stato di guerra in Crimea e anche nelle regioni di Lugansk e Donetsk”, “deve convertire il gruppo di Minsk in un organo internazionale che porti le accuse contro la Russia per le sue attività in alcune parti del nostro territorio, la sua violazione al diritto internazionale e chiedere i necessari risarcimenti economici”.
Le cose vanno avanti, continua l’ex dissidente, ma gli ucraini “devono essere pronti a tutto. Essi devono difendere la libertà con la loro vita se necessario. Non c’è nulla da temere da questo: gli ucraini dovrebbero prendere come esempio i finlandesi, che nel 1939 hanno combattuto i russi”. Per lo meno, “è meglio morire in battaglia che finire sotto la schiavitù coloniale di Mosca”.

“L’Occidente verrà in aiuto dell’Ucraina se avrà una diplomazia efficace e se i suoi cittadini si dimostreranno pronti a superare l’eredità sovietica e a difendere il loro paese – ha riportato la rivista Apostrofo – Gli Stati Uniti e il Regno Unito a quel punto possono anche sentirsi costretti a fa rivivere le proprie responsabilità nell’ambito del Protocollo di Budapest”.
Putin ha iniziato la guerra contro l’Ucraina, perché “la sua guerra è un modo per estendere e restaurare l’impero, mentre la popolazione di etnia russa sostiene il suo presidente perché la pensa allo stesso modo imperialista. Ma ci sono anche in Russia molti intellettuali con un orientamento europeo e che capiscono che l’Ucraina non è la Cecenia”.

Tags: , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.