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12 dicembre 2017

La Russia e la sua speciale politica | Ucraina


Il 14 di dicembre, i rappresentanti ucraini del sottogruppo umanitario del gruppo di contatto trilaterale di Minsk, hanno organizzato una conferenza Skype con i leader delle due “Repubbliche Popolari” del Donbas, dedicata ad un singolo tema: il rilascio degli ostaggi – ha reso noto il vice presidente della Verkhovna Rada Iryna Gerashchenko.

Nel frattempo, tra il pubblico e sui social network ucraini, ci sono assillanti discussioni che analizzano e giudicano le azioni di Nadia Savchenko. “Il viaggio di Savchenko a Minsk e gli incontri con i leader terroristici sono sì, parte dei suoi diritti di individuo, ma lei è titolare di una carica pubblica – ha commentato l’ex prigioniero della “Repubblica Popolare di Lugansk”, Anatolii Poliakov – gli eventuali incontri diretti con i terroristi sono utili solo per rendere i banditi legali agli occhi della comunità internazionale. Agli europei e nel mondo intero, sembra che la guerra del Donbas sia esclusivamente un conflitto interno ucraino”.

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Questo è precisamente ciò che vuole il Cremlino. Il 13 dicembre, il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha confermato la partecipazione della Russia ai negoziati tra Savchenko, Igor Plotnytsky e Oleksandr Zakharchenko, e ha soggiunto: “In questo caso, tali contatti non godono dello status internazionale o di un qualsiasi altro status ufficiale, ma, naturalmente, la parte russa è sempre disposta a parlare con chiunque voglia un tale tipo dialogo”. In pratica Mosca, nonostante il fatto che il Cremlino ha scatenato la guerra contro l’Ucraina, si posiziona al di sopra della mischia, e aggiunge: il problema è vostro, vedete di risolverlo tra di voi, io sono sempre disposta ad ascoltare e “aiutare”.

I giornalisti del progetto Groshi, frattanto, utilizzando la tecnica delle conversazioni burlesche, hanno mandato in onda sul canale televisivo, 1 + 1, un’intervista a Savchenko. I birichini si sono vestiti e atteggiati come militanti filo-russi proponendo a Savchenko d’aprire, camuffata da centro culturale, una “Ambasciata delle Repubbliche Popolari” a Kiev. Il video dimostra che Savchenko ha accettato la proposta.
Dopo che la parlamentare ha scoperto la burla, ha preso le distanze dal filmato, affermando che il dialogo era impostato sull’aprire “un centro stampa”. “Ho sostenuto che se volevano essere ascoltati, avremmo potuto iniziare a parlare. Realizziamo il progetto: lasciamo che siano i bambini a parlare. Si registrano le trasmissioni presso di Voi, e l’Ucraina farà altrettanto qui; si mostrano le nostre trasmissioni presso di Voi, e noi mostreremo i vostri lavori qui. Ad esempio, un tema che potremmo utilizzare subito è vedere come i bambini festeggiano il nuovo anno. Quando si guarderanno i video dei bambini non si mancherà di notare che nelle scuole materne di Leopoli ad esempio, si preferiscono le figure di un angelo, piuttosto che una stella come avviene in Ucraina orientale, anche se i bambini alla fine celebrano l’avvenimento tutti allo stesso modo – ha spiegato Savchenko.

Naturalmente, Savchenko sta sfruttando questioni sensibili che vengono considerate estremamente importanti dal pubblico ucraino. La domanda che ci si pone è, e c’è la capacità, o la volontà nella società ucraina d’evitare che questo “genio” esca dalla bottiglia? Ma c’è di più, quando Savchenko ha incontrato i giornalisti in piazza Sofiiska a Kiev, il suo abbigliamento ha spinto molte associazioni a deriderla, spaziando dal folclore russo di Ivan, come viene dipinto da Viktor Vasnetsov nel suo Magic Carpet, a Guliaipole di Nestor Makhno e Ataman di Maria Nikiforova, fino ad arrivare agli anni di Atamany, che hanno portato alla rovina l’Ucraina, facendo sospettare che le persone che stanno costruendo l’immagine di Savchenko si stiano sforzando d’inoculare “nell’inconscio collettivo” un nuovo periodo di anarchia (leggi – ingovernabilità, e quindi in definitiva, sottomissione all’influenza straniera).

Degli alti funzionari interpellati dopo l’uscita del video, Gerashchenko è stata l’unica a rilasciare dei commenti. Giorni fa, la vice presidente del parlamento aveva sostenuto che ci fossero ancora 109 cittadini detenuti nel Donbas, tra soldati e civili, e, su un post di Facebook dell’altro giorno, Gerashchenko ha riportato: “Non è l’Ucraina che blocca il rilascio degli ostaggi. Tutte le nostre proposte di compromesso – tra cui uno scambio di 228 persone che sono nelle carceri ucraine in cambio di 48 prigionieri ucraini che sono detenuti nel Donbas, hanno tutte ricevuto risposte negative da parte delle autorità de facto di Donetsk e Lugansk … Perché? Per quale motivo non vogliono che 228 persone possano passare il Capodanno a casa? Dov’è l’errore che ha commesso la parte ucraina? L’unica risposta plausibile è: non abbiamo ceduto, non abbiamo promesso di far passare l’amnistia, quindi, il Cremlino sta bloccando il rilascio degli ostaggi e li utilizza per ricattare l’Ucraina”.

È del tutto possibile che il Cremlino, avendo valutato le caratteristiche psicologiche di Savchenko, la possa utilizzare per minare l’unità della posizione negoziale ucraina, o in generale come strumento per attuare i suoi piani, tra cui minare la situazione interna di Kiev, volta alla capitolazione nazionale.
“Per quanto riguarda la partecipazione del Cremlino alle azioni di Savchenko e ad altri politici che spesso visitano la Russia e che sono a favore di uno “status speciale” per il Donbas, è un fatto ovvio – aggiunge Poliakov – La Russia ha una grande influenza nell’elite politica ed economica dell’Ucraina. Io non escludo che Mosca rilascerà alcuni prigionieri grazie a Savchenko, o che lei sarà in grado d’accordarsi su un qualche formato. Questo dimostrerà al mondo che attraverso il dialogo diretto, l’Ucraina e le autorità de facto di Donetsk e Lugansk sono in grado di liberare i soldati. Savchenko non sarà vista in difetto, al contrario, dalle madri e le mogli dei prigionieri verrà onorata come un’eroina; ma soprattutto si comproverà che sono coloro che non vogliono aderire alle richieste politiche russe che sono in difetto. Siamo ufficialmente in guerra? Abbiamo ufficialmente riconosciuto alcuni distretti particolari delle regioni di Donetsk e Lugansk come territori occupati? Abbiamo imposto la legge marziale nella zona di guerra? Abbiamo interrotto i rapporti diplomatici con la Russia e abbiamo fermato qualsiasi forma di cooperazione economica? Abbiamo revocato le licenze alle banche russe? No!”.

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“Forse sembra troppo forte, ma Savchenko è diventata una minaccia per la sicurezza e la difesa nazionale di questo paese – ha commentato il deputato e presidente della Verkhovna Rada della commissione Sicurezza Nazionale e Difesa, Yurii Bereza – Lei è un siluro senza testata che il nemico ha lanciato nella nostra parte posteriore. Noi tutti siamo colpevoli. Tutti abbiamo usato ogni mezzo per promuovere apertamente la sua immagine eroica. Sì, lo abbiamo fatto con estrema sincerità, perché volevamo che questo cittadino ucraino fosse libero dalla prigionia russa. Penso che dopo il suo rilascio, la prima cosa che Savchenko avrebbe dovuto fare fosse stata quella di sottoporsi ad un esame poligrafo, perché non possiamo escludere che lei, mentre era in cattività in una prigione russa, non sia stata reclutata. Ora lei è nelle mani di Viktor Medvedchuk, che ha avuto Vladimir Putin come padrino di sua figlia. Medvedchuk è un buon avvocato ed è assolutamente consapevole del fatto che le sue azioni non sono penalmente responsabili”.
Ricordiamo che in precedenza, la commissione della Sicurezza Nazionale e Difesa della Verkhovna Rada, ha inviato una serie di domande al capo del servizio di sicurezza dell’Ucraina, Vasyl Grytsak, chiedendogli di rispondere se la visita di Savchenko a Minsk, potesse essere configurata come un’azione meritevole di una indagine penale.

“Savchenko ha reso noto che lei si sarebbe battuta per la libertà dei nostri prigionieri, ma finora, in seguito al suo intervento, nessuno di loro è stato ancora rilasciato. Invece, ha danneggiato l’autorità dello Stato ucraino – ha continuato Grytsak – Il problema sta anche nel fatto che gli ucraini ricordano quanto della loro forza fisica e spirituale ha ricevuto Savchenko per essere liberata, ora con questa delusione, derivata dal suo comportamento, la gente è ancora più spaesata e disperata perché non capisce se serva più pressione pubblica per ottenere il rilascio dei prigionieri o se bisogna sorreggere l’azione sconsiderata di Savchenko.

In realtà, Savchenko è il prodotto di confusione e di incertezza che regna in questo paese. La vaghezza delle dichiarazioni e della posizione del governo lasciano spazio ad una grande manipolazione della coscienza delle persone e alla creazione di vari tipi di provocazioni”.

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