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18 novembre 2017

Trump: offese a destra e a manca | Europa


Durante la prima visita del presidente americano in Europa, i leader europei potevano essere un poco prevenuti con lui? Perché? In un modo o nell’altro, in vari gradi, molti sono stati sottoposti ad insulti e ad inopportune dichiarazioni.

Ecco una panoramica di alcune dichiarazioni di Trump, che potrebbero aver rovinato lo stato d’animo.

1. “Buco dell’inferno” – Bruxelles
Le riunioni si svolgono in una città che è stata “offesa dalla violenza in termini forti”. In un’intervista dopo l’attacco terroristico a Parigi nel novembre del 2015, l’allora candidato presidenziale ha illustrato una “brutta Bruxelles”. In particolare, ha definito la città un “buco dell’inferno”.
“Sono stato a Bruxelles circa 20 anni fa, era così bella. Ora è come vivere in un inferno”, ha sostenuto Trump in un’intervista al canale TV Fox.
La dichiarazione ha attirato molta attenzione nella capitale dell’UE. Alcuni hanno profondamente criticato Trump, ma lui, con una scrollata di spalle, ha risposto sarcasticamente e con “umorismo”.
Trump ha attaccato le grandi città di Londra e Parigi. Nel mese di febbraio, quando Trump ha raccontato la storia che aveva l’abitudine di visitare e intrattenersi a Parigi, ha messo in guardia dei rischi ai quali si può incorrere nella capitale francese ed ha sostenuto che non “lo farà mai più”. “Parigi – no Parigi! Per carità!”, ha ammesso Trump.
Mercoledì sera si è incontrato con la famiglia reale del Belgio e il primo ministro del paese in un castello nel centro di Bruxelles. Trump ha toccato varie questioni di politica estera, ma non è noto se ha nuovamente citato il “buco dell’inferno”.

2. Gli “inetti e deboli leader” europei
Dopo la notte a Bruxelles Trump ha iniziato la maratona, e si è incontrato con quasi tutti i 30 leader europei che a suo tempo ha insultato, singolarmente, o tutti assieme.
Nel dicembre 2015, per la soluzione al problema “terrorismo”, ha dato un calcio collettivo agli “inetti e deboli leader” d’Europa.

3. Scongiura l’UE
Le relazioni con l’Unione europea sono diventate particolarmente tese dopo che Trump si è messo come uno dei principali sostenitori dell’uscita britannica dall’Unione.
Dopo che è stato chiaro il risultato del voto Brexit, ha sostenuto in un Tweet che “Brexit è una vittoria fantastica per la Gran Bretagna”. Il presidente americano ha anche predetto che altri paesi la seguiranno e ha dichiarato che sarà “impossibile tenere uniti tutti i paesi”.
“L’UE è stata creata in parte per sconfiggere gli Stati Uniti nel commercio, ok? Quindi non m’interessa se sono insieme o no, e se lo saranno ancora in futuro” ha riferito in un’intervista in gennaio a The Times.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk è uno di quelli che ha avvertito che gli Stati Uniti non sono attualmente in grado di rappresentare una minaccia per l’Unione europea e che l’unità europea non può essere portata indietro “di 70 anni per la politica estera americana”. Giovedì sera, Trump si è incontrato con Tusk e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in “cui c’è stato un incontro forse cordiale, ma teso per i temi sul cambiamento climatico e Putin”.

4. Merkel : “Distruttore della Germania”
Trump prima di incontrarsi nelle varie occasioni – Washington, Nato e G7 – ha fatto diversi attacchi contro il cancelliere tedesco Angela Merkel.
Nel dicembre del 2015, si è indignato su un Twitter per il fatto che la rivista Time avesse definito il cancelliere la “persona dell’anno”.
“Hanno scelto la persona che distrugge la Germania”, ha scritto.
Nell’incontro al vertice NATO ha sconsideratamente e senza cognizione, attaccato la Germania definendo i suoi cittadini “cattivi ed incontentabili”.

Durante la campagna elettorale ha criticato Hillary Clinton perché vuole essere “Angela Merkel d’America”. Ha anche parlato con forza contro lo Stato che governa: in particolare, ha scritto su Twitter nel gennaio dello scorso anno, che “la Germania è un casino”.
Merkel s’è già incontrata con Trump alla Casa Bianca e nel complesso la riunione è stata positiva, anche se ci sono stati alcuni episodi strani. In particolare, in Internet è apparso un video, dove Trump apparentemente ha ignorato la richiesta di una stretta di mano.

Trump non è un critico coerente di Angela Merkel, quando nel settembre dello scorso anno gli è stato chiesto quale fosse il suo leader mondiale preferito, ha risposto il cancelliere tedesco.

5. “Forte” Le Pen, silenzio su Macron
L’uomo Trump non ha mai parlato con rispetto del nuovo presidente francese Emmanuel Macron. Solo pochi giorni prima delle elezioni presidenziali francesi, Trump ha sostenuto ed ha parlato calorosamente del suo rivale, Marine Le Pen. Ha affermato che fosse “la migliore per le frontiere e la più forte per quello che sta succedendo in Francia”.
Macron e Trump si sono trovati per la prima volta a Bruxelles a pranzo. Sono persone completamente diverse. Mentre Trump ha proposto misure drastiche contro i migranti, il libero scambio e si è espresso in modo scettico sulle organizzazioni sovranazionali, Macron è un grande sostenitore dell’UE, parla con lode della politica dei migranti di Merkel, difende la globalizzazione e il libero scambio.

6. Gli inglesi nascondono i problemi dei musulmani
E gli inglesi, che tradizionalmente sono gli alleati più affidabili degli Stati Uniti, non sono sfuggiti agli attacchi del Twitter di Trump.
“Il Regno Unito sta facendo tutto il possibile per nascondere il suo grande problema musulmano”, ha scritto sul social media nel dicembre 2015.
Allo stesso tempo ha attaccato Londra.

“A Londra ci sono aree e altri luoghi così pericolosi che la polizia ha paura”, ha rivelato in un’intervista con MSNBC.
L’offesa è stato accolta male nella capitale britannica. Il sindaco Boris Johnson, ha risposto con la medesima moneta ed ha definito la dichiarazione “ridicola”.
“Il crimine c’è a Londra come a New York. Ecco l’unica ragione per cui io non voglio andare in alcune aree di New York, c’è il rischio di venire assaliti”, ha dichiarato Johnson, che ora è diventato il ministro degli affari esteri.

I leader della NATO prima della riunione, hanno pensato innanzitutto di coinvolgere i cittadini e tramite loro inviare il benvenuto, dimostrando inoltre che le relazioni tra l’Europa e gli Stati Uniti restano forti.
“Sarà una riunione breve ma importante. Abbiamo inviato un messaggio chiaro, ma non meno importante, a tutti coloro che hanno dubitato dell’unità della NATO, noi siamo uniti”.

“A volte è importante incontrarsi solo per inviare un semplice messaggio”, ha sottolineato il direttore della NATO, Jens Stoltenberg, a Bruxelles.

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