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18 novembre 2017

Cosa non capisce Trump | America


Gli europei, fin da quando è stato nominato presidente d’America, sia per diplomazia, che per rispetto del paese che rappresenta, hanno sempre finto di credergli. Tuttavia, come ben tutti sappiamo, “tutto è vero fino a che non arriva il prossimo Tweet”.

Ora, nei due giorni della settimana scorsa, nei quali Trump ha viaggiato per la prima volta all’estero, abbiamo capito il motivo per il quale senza tweet s’era creato un clima d’incertezza e titubanza: gli inviati di Trump si sono dimostrati inaffidabili: tutto è veramente cambiato.

Ma cosa è successo in Belgio e in Italia? In Arabia davanti ai leader locali Trump, ha dichiarato di non voler “predicare e insegnare” i diritti umani, a Bruxelles ha iniziato ad accusare gli alleati più vicini dell’America, di “guadagnare enormi quantità di denaro” alle spalle della NATO e degli Usa. E, anche se è tutto senza senso, perché la NATO non è un club dove si pagano le quote annuali; infine Trump ha chiarito quello che molti sospettavano fin dal primo giorno: lui ai democratici che lo trattano alla pari, preferisce la compagnia dei dittatori che lo lusingano (nostro riferimento).

Poche ore dopo, in occasione di una riunione sul commercio, Trump si è lamentato che la Germania è “cattiva” a causa dei “milioni di automobili che stanno vendendo agli Usa” ed è sembrato pronto a voler riscrivere l’affare commerciale dell’America con la Germania. Ciò proprio non ha nessun senso ed ha dimostrato, ancora una volta, la sua “mancanza di cognizioni”: come parte dell’Unione Europea, la Germania non negozia le proprie offerte commerciali. Inoltre, le aziende tedesche per lo stesso numero che vendono, costruiscono “milioni di automobili” all’interno degli Stati Uniti; ma i suoi commenti hanno reso chiaro che sono finiti i giorni in cui gli Stati Uniti guidavano il mondo commerciale.

In nessun momento il presidente americano ha dato segno di capire che il suo ruolo è quello di un leader di alleanze. Sottoposto a pressioni, perché esprimesse la sua idea e il suo impegno per il trattato sul cambiamento climatico, ha scritto su un twitter: “Prenderò la mia decisione definitiva sull’accordo di Parigi la prossima settimana” – quasi come se si fosse trattato di una serie televisiva che per aumentare la audience voleva mettere suspense ai suoi spettatori. Si è lamentato con il primo ministro belga per i regolamenti europei che stanno rallentando la costruzione di uno dei suoi campi da golf, dimostrando di avere una visione del mondo legata solo ai suoi interessi. Prima della fotografia dei leader della NATO, Trump ha bruscamente spostato il primo ministro montenegrino per metterlo di fronte a come si comportano le celebrità bizzarre.

Trump, non ci ha capito nulla, nemmeno delle questioni che c’erano in gioco e del motivo per il quale lui era lì. Durante il suo discorso introduttivo della riunione NATO non ha menzionato l’articolo 5, la clausola che impegna i membri NATO a difendersi l’un l’altro se vengono attaccati. Più tardi tra lo stupore generale, ha dichiarato che il suo viaggio avrebbe aperto la strada alla “pace attraverso la forza”, anche se era chiaro che non aveva idea che questa frase era stata usata da Ronald Reagan negli anni ’80, ma che in realtà sosteneva: “Se avremo molta forza, avremo molta pace”, con un significato totalmente diverso.

Alla fine dell’incontro Nato, gli aiuti presidenziali si sono precipitati per sapere di preciso cosa avesse voluto dire il presidente americano. McMaster, il consigliere nazionale per la sicurezza, ha immediatamente dichiarato che Trump aveva sostenuto l’articolo 5, e che forse era sfuggito; ma questa volta nessuno ha finto di credergli.

Il risultato di questi due giorni europei è, che l’influenza americana, sempre esercitata in Europa attraverso un reciproco e vantaggioso commercio e alleanze militari, è al suo punto più basso della recente memoria. La relazione americano-tedesca, il nucleo dell’alleanza transatlantica da più di 70 anni, ha raggiunto un nuovo livello: domenica, il cancelliere tedesco ha riferito ad una folla simpatica, che la Germania, dato quello che aveva “sperimentato negli ultimi giorni”, non poteva più pensare di fare affidamento sull’America.

Il governo russo, che da tempo sta cercando di dividere e cacciare gli Stati Uniti dal continente, è contento: nella televisione russa, Trump è stato descritto come colui che ha trasformato la NATO in una “casa piena di carte”. Un “grande successo per l’America”? L’America prima? Se questo è un “successo”, allora era meglio un fallimento e che l’America puntasse ad essere l’ultima.

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