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22 settembre 2018

Il peggioramento delle relazioni USA-Russia | Russia


Fin dall’inizio dell’anno, la parabola del governabile, seppur mal gestito, confronto tra gli Stati Uniti e la Russia, è in fase calante; ma questa settimana, ha registrato una iperbole peggiorativa. Da Mosca, come al solito quando arriva una delusione, partono accuse contro Washington per ogni responsabilità globale e per i problemi economici russi.

Il presidente Vladimir Putin non ha perso l’occasione per colpevolizzare l’ex amministrazione di Barack Obama e i “Russofobi” del Congresso degli Stati Uniti, delle difficoltà che si trova per instaurare dei “normali” rapporti con Donald Trump, ed ha espresso fiducia che alla fine il nuovo presidente americano avrebbe prevalso sui suoi nemici. Putin s’è rifiutato di commentare i più recenti eventi negativi (vedi più avanti), ma una serie di segnali diplomatici e di contromisure militari dimostrano che il Cremlino si sta preparando ad una nuova escalation delle tensioni. A Mosca, ora, l’eventuale incontro di alto livello Putin-Trump, al vertice del G20 ad Amburgo, in Germania, il 7-8 luglio, non è più visto come una grande opportunità.

Uno dei primi punti che ha fatto inerpicare la collera di Mosca è stata la visita a Washington del presidente ucraino Petro Poroshenko, durante la quale si è parlato di un nuovo piano che prevede la stabilizzazione e la ricostruzione della zona di guerra del Donbas. I media russi hanno cercato di ridurre, e persino ridicolizzare la breve riunione nella Casa Bianca, ma, lasciando nell’incertezza l’incontro con Trump ad Amburgo, lo scherno scompare di fronte al contrasto comunicativo che esiste tra l’amministrazione di Putin e quella americana. L’Ucraina recentemente è riuscita a finalizzare il lungo processo d’ottenimento del regime senza visto con l’Unione europea – che ha nuovamente prolungato le sanzioni contro la Russia – inoltre, in mezzo allo sgomento di molti commentatori russi, Kyiv ha affermato la sua intenzione di migliorare la cooperazione con l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO).

L’opinione pubblica russa è plasmata dalla propaganda anti-ucraina: infatti, il 59 per cento degli intervistati esprime un atteggiamento negativo verso l’Ucraina, e solo il 10 per cento crede in un miglioramento della situazione nel Donbas.
L’introduzione di un decreto americano che prevede nuove sanzioni contro la Russia, ha sconvolto le autorità russe, tanto d’annullare una pianificata riunione di diplomatici di alto livello. Presumibilmente, le nuove sanzioni approvate dal dipartimento del tesoro sono state una forma di prevenzione, per evitare che il senato passasse il disegno di legge che limita i poteri del presidente in tema di sanzioni russe; ma non è affatto certo se la pre-impostazione di Trump funzionerà, mentre si è dimostrata molto difficile la sua applicazione, perché la Germania ha già manifestato il suo disappunto. L’economia russa sta sperimentando nuovi sfasamenti, principalmente causati dalla riduzione dei prezzi del petrolio, e ora, una qualsiasi “limitazione” esterna potrebbe spingerla in recessione. Il tentativo di Putin di creare buone notizie economiche, partecipando all’avvio della costruzione del gasdotto turco in acque profonde, è ben lungi dal portare dei convincimenti.

Il più pericoloso deterioramento delle relazioni USA-Russia sta avvenendo in Siria. L’abbattimento di un aereo siriano Su-22, da parte di un jet americano F / A-18E Hornet, vicino a Raqqa, a Mosca è stato preso come una sfida deliberata. La Russia ha nuovamente ribadito la sospensione dell’accordo bilaterale – che era stato ripristinato all’inizio di maggio, dopo la sospensione causata dai bombardamenti missilistici statunitensi contro una base area siriana in aprile. Inoltre, Mosca ha dichiarato che tutti gli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti che effettueranno missioni a ovest del fiume Eufrate, saranno trattati come obiettivi ostili dai sistemi di difesa aerea russi.

In termini reali, però la “bolla” anti-accesso / area negativa (A2 / AD) sulle basi Latakia e Tartus, non è in grado di controllare la campagna aerea statunitense in Siria e nemmeno gli attacchi aerei di Israele. Così Mosca, per rafforzare la minaccia, ha avviato una nuova sequenza di rischiose intercettazioni aeree sul Mar Baltico, regalando anche uno spettacolo di piroette e l’invio a salve di sei missili da crociera Kalibr mentre transitava l’aereo del ministro della difesa, Sergei Shoigu. Invece d’incrementare la cooperazione con gli Stati Uniti nella gestione della crisi siriana, attualmente la questione chiave è legata alla gestione del rischio, onde evitare un combattimento non completamente casuale. E, in questa prospettiva, si ripropone ancora una volta la questione sulla logica dell’intervento russo in Siria.

Un altro sviluppo potenzialmente serio è stata la rivelazione del coinvolgimento personale di Putin nell’orchestrare i ciberattacchi nella campagna presidenziale statunitense dello scorso autunno. Questo fatto, che è ancora da dimostrare, rende impossibile al Cremlino trasferire la colpa agli “hacker patriottici”. Inoltre, rende privo di senso, dal punto di vista di Washington, puntare le sanzioni contro alcuni operatori di medio livello: i servizi di intelligence russi. Per i media russi, però, sembra che il fatto importante sia che, secondo loro, Washington avesse preparato un contro-attacco “piantando alcune bombe digitali nell’infrastruttura elettronica russa”.

La minaccia a Mosca, è certamente presa sul serio, ma è anche ridicola, perché la Russia non è in alcun modo una “superpotenza ciber” e sta importando ogni pezzo di hardware elettronico e la maggior parte dei software informatici, quindi ha una capacità piuttosto limitata di costruire i propri “firewall”. Putin è noto che diffida di Internet e che ha una conoscenza limitata del dominio di sicurezza informatica.
Le tensioni accumulate nelle relazioni Usa-russe, influenzano non solo la stabilità globale, ma anche le prospettive politiche di Putin. Lui ha pianificato la sua campagna presidenziale del 2018, con gli slogan “equità, rispetto e fiducia”; ma il messaggio è compromesso per l’incapacità del Cremlino a suggerire qualcosa di significativo per quanto riguarda il futuro del paese.

Ogni negatività con gli Stati Uniti fa aumentare le preoccupazioni nazionali che la Russia si sia imbarcata in un confronto che non ha alcuna possibilità di vincere, con molti gruppi d’élite che non vedono alternative a questo andazzo verso la morte. Putin continua a rinviare l’annuncio di partecipare alle elezioni presidenziali, e, nella situazione attuale di delusione e malcontento, potrebbe aver bisogno di un cambio di gioco. Potrebbe essere necessario un nuovo spasmo di mobilitazione “patriottica”, ma il ventaglio delle opzioni a basso rischio si è piuttosto ristretto, mentre la pressione causata dalle conseguenze delle “vittorie” ad alto rischio, sta forzando la mano ai vecchi leader.

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