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24 settembre 2017

Cosa ci dicono Zapad 2017 | Russia


L’Occidente dovrebbe capire meglio la Russia e le esercitazioni potrebbero rappresentarne solo un assaggio.

Questa settimana la Russia tiene le sue programmate esercitazioni militari su larga scala, Zapad 2017, e in Bielorussia, nazione in cui gli esercizi anche “espatriano”, si è levato un coro di voci nervose e preoccupate per una aggressione russa, come quelle che abbiamo già visto in Georgia e Ucraina.

Le esercitazioni si svolgono ai confini nazionali di tre membri della NATO, i paesi Baltici, che si sono sforzati di incrementare le loro difese per paura di un’infiltrazione occidentale della Bielorussia e della Russia.
Ci sono tante infondate preoccupazioni che il presidente Vladimir Putin possa imporre una dinamica di forza, nel suo sconnesso rapporto con il presidente bielorussso Alexander Lukashenko e che, alla fine degli allenamenti militari, lasci le forze russe in Bielorussia.
Ma è importante ricordare che dopo il primo Zapad 1999, questi esercizi strategici si verificano ogni anno.

In tutto ciò, noi vedremo all’opera un esercito militare standard che si basa su uno scenario fittizio, in cui un potere ipotetico esterno ha utilizzato come casus belli per un cambiamento di regime, l’instabilità della Bielorussia.
L’esercitazione, anche se è importante sfruttarla come una finestra per capire la dottrina e le capacità militari russe, serve anche come un ricordo delle profonde e durature differenze della visione del mondo tra l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti e la Russia.
La Russia, da dopo la fine della guerra fredda, ha iniziato a vedere gli Stati Uniti in termini fondamentalmente contraddittori, quindi quasi tutti gli esercizi militari della Russia sono stati progettati per una esercitazione alla lotta contro le capacità degli Stati Uniti e percepirne le minacce.

Cara America, la Russia vuole farti sapere che le sue bombe sono più potenti!
Dalla fine della guerra fredda, le relazioni tra le due nazioni hanno seguito una traiettoria negativa, nonostante brevi periodi in cui i leader di entrambe le parti parlavano di partenariato e di cooperazione. Ciò sembra improbabile che possa cambiare nel prossimo futuro.
Dal punto di vista russo, gli Stati Uniti hanno ignorato i loro interessi strategici. Le operazioni della NATO nell’ex Iugoslavia alla fine degli anni ’90, sono state per l’élite russa il momento dello spartiacque: per Mosca è stata la dimostrazione, che dopo la vittoria della guerra fredda, gli Stati Uniti non avevano alcuna intenzione di prestare attenzione alle preoccupazioni russe nei confronti dei paesi del suo vicinato.

La guerra in Georgia e l’invasione dell’Ucraina sono brillanti esempi di questa tensione. Per la leadership russa, le proteste di Maidan in Ucraina erano semplicemente le ultime pagine del libro delle operazioni statunitensi per minare l’interesse russo nella regione, che aveva il suo preambolo e inizio con la rivoluzione arancione ucraina del 2004.
La continua critica russa è che la politica estera statunitense porta in ultima analisi, all’instabilità, sia che si tratti dei confini vicino alla Russia o nei conflitti in corso in Siria, in Libia, in Iraq e in Afghanistan.

E, mentre l’efficacia delle avventure di politica estera americana è un punto sul quale vale certamente la pena di discutere, il biasimo russo è più di una preoccupazione per l’élite del paese: le politiche americane all’estero porteranno alla caduta del sistema politico russo e ne trarranno beneficio solo pochi individui.
La maggior parte dei funzionari russi, più che essere semplicemente in disaccordo con la politica estera degli Stati Uniti, sono certi che Washington sta attivamente cercando il cambiamento di regime in Russia attraverso la promozione dell’instabilità nazionale.

Per contrastare questa minaccia, il governo russo ha represso qualsiasi entità che ritiene che possa sfidare il regime o che potrebbe promuovere una narrazione contraria: sconfiggere le ONG e assumere i centri stampa.
Gli esercizi militari come Zapad, e altre dimostrazioni di forza militare sono in parte progettate per offrire una credibilità coercitiva che qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di minare gli interessi della sicurezza russa verrà contrastato con la forza e il loro costo sarà elevato.

Ogni nuova amministrazione entra nella Casa Bianca con l’aspirazione di rendere stabili i rapporti con il Cremlino ripetendo che tra i paesi esistono settori di interesse reciproco e aree di cooperazione; e ogni amministrazione che entra, ne esce delusa.
Quello che gli Stati Uniti devono capire è che le differenze non sono solo questioni di personalità o della temperatura di una giornata; ma sono il risultato di opinioni fondamentalmente diverse, sul modo in cui i paesi devono agire nel mondo, gli interessi nazionali e di come i rispettivi paesi definiscono le priorità nazionali. La disparità di opinione sull’ordine internazionale va ben al di là degli attuali capi di stato.
La Russia ha continuato a non rispettare le norme internazionali e a giocare un ruolo poco costruttivo dell’ordine internazionale, e finché crederà che tale ordine condotto dagli Stati Uniti costituisce una minaccia alla sua esistenza, non c’è ragione di pensare che l’élite si comporti diversamente.

Gli Stati Uniti dovrebbero cercare di capire le radici del disaccordo se vogliono evitare errori di calcolo o conflitti indesiderati, e oggi, tutto quello su cui può sperare Washington, è solo di gestire il rapporto.
Gli Stati Uniti non possono pensare di eliminare questo problema e credere che la Russia si adegui. Mosca ha poco di democrazia e di comprensione, è uno stato autoritario, checché se ne dica, e quello che l’Occidente oggi può fare, è di cercare di capire un po’ di più la Russia. Zapad 2017 è una piccola finestra in cui attraverso un suo pertugio arriva un poca luce da usare per quel fine.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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