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19 ottobre 2017

La fine delle esercitazioni Zapad 2017 | Russia


Le esercitazioni militari Zapad 2017 sono ufficialmente finite. Le unità russe e le unità aeree (VDV) si sono ritirate dalla Bielorussia, così come dai territori di Kaliningrad, Leningrado e Pskov e si sono trasferite alle loro basi permanenti.

Il primo ottobre, s’avvicina la chiamata alle armi autunnale per circa 130.000 coscritti, mentre un numero equivalente di soldati ben addestrati, che hanno completato l’anno di servizio obbligatorio, è pronto a smobilitarsi e tornare a casa.

I gruppi di costanti battaglioni tattici dell’esercito pronti per la battaglia (TBG), VDV e marines – la spina dorsale della forza militare russa – sperimenteranno una parziale rotazione del personale, in quanto i soldati a contratto e gli ufficiali rimarranno, mentre i coscritti verranno sostituiti da truppe chiamate alle armi nell’ultima primavera, che hanno già sostenuto più di mezzo anno come militari ed hanno completato la formazione di base. La prontezza di battaglia dei TBG, compresi quelli coinvolti nel Zapad 2017, scomparirà temporaneamente, fino a quando non verranno completati i cicli di rotazione e demobilizzazione; ma tornerà in piena efficienza dal primo di dicembre.

Gli esercizi Zapad 2017 hanno provocato molta ansia nei paesi confinanti: gli Stati baltici, la Polonia e l’Ucraina. L’esercizio si temeva che potesse essere utilizzato come copertura per mobilitare forze per poi invadere qualche paese vicino; o che le truppe russe, come previsto da alcuni media, decidessero di fermarsi in Bielorussia dopo la conclusione di Zapad 2017. In realtà invece, in linea con tutte le autorità militari russe che hanno costantemente sottolineato la natura difensiva e antiterroristica di Zapad 2017, i preventivati peggiori scenari non sono avvenuti. Come non è successo nessun significativo incidente transfrontaliero, fatta eccezione per una breve intrusione dello spazio aereo lituano da parte di due jet da trasporto russo, Il-76, il 16 settembre, vicino a Kaliningrad.

Il ministero della difesa russo ha definito la dichiarazione ufficiale di Vilnius sull’incidente, una mossa “politicizzata”. Pur riconoscendo l’intrusione dei due Il-76, Mosca ha spiegato che i due aerei avessero oltrepassato il confine per evitare un temporale, ma che sono stati costantemente in contatto con i controllori del traffico lituano.
Un brutto incidente si è verificato il 16 settembre, presso l’area di lancio di Luzsky, nella regione di Leningrado, quando un elicottero da attacco, Kamov Ka-52 Alligator, ha sparato un missile S-8 ad un gruppo di veicoli parcheggiati. L’esplosione ha ferito tre persone ed ha colpito un camion dell’esercito, Kamaz e un SUV Niva.

Quest’ultimo veicolo presentava la targa di appartenenza al Servizio Protezione Federale (FSO), l’equivalente russo del Servizio Segreto degli Stati Uniti. Il 18 settembre, l’area di Luzsky è stata visitata dal presidente Vladimir Putin, insieme con il ministro della difesa, Sergei Shoigu, altri generali di alto grado russi, numerosi giornalisti stranieri e gli osservatori militari accreditati a Mosca. I visitatori, come parte delle esercitazioni di Zapad, hanno visto i ​​carri armati russi, armi pesanti, missili, lanciagranate pesanti, bombe aeree ed elicotteri d’attacco (tra cui Ka-52). La visita di Putin e degli altri VIP è stata ufficialmente dichiarata un successo totale, nonostante la pioggia e le nuvole basse.

La presenza di 95 osservatori militari nell’area Luzsky ha fatto riconfermare a Mosca il suo slogan di apertura delle esercitazioni: la Russia consentirà agli osservatori stranieri di monitorare Zapad 2017.
Naturalmente, a causa della pioggia che si è intensificata e le nuvole basse, considerato che gli osservatori sono rimasti sul posto per solo tre ore, non hanno visto molto. Nessun osservatore straniero è stato autorizzato ad altri eventi legati a Zapad 2017 all’interno della Russia; ma in Bielorussia, che al contrario della Russia, è ancora parte del trattato delle forze convenzionali in Europa (CFE), gli osservatori stranieri hanno avuto un esteso accesso a diverse località durante tutti i giochi di guerra.

L’esercito russo non ha segnalato l’incidente del Ka-52. Il 17 settembre, il servizio stampa del distretto militare occidentale (ZVO) ha pubblicato una dichiarazione ridicola riguardo gli elicotteri da attacco (compresi i Ka-52s): “hanno sparato con successo contro nuvole di truppe e veicoli nemici”; la storia di Luzsky è diventata di dominio pubblico solo il 19 settembre, quando un sito Internet ha pubblicato il video dell’attacco, apparentemente girato per caso da un protagonista anonimo.

Il filmato mostra chiaramente due Ka-52 che si stanno avvicinando ad un punto bersaglio, quando improvvisamente, uno dei due elicotteri ha lasciato partire un missile che sembrava destinato contro persone e i veicoli parcheggiati. La milizia russa, dopo una iniziale negazione totale, ha riconosciuto che “il sistema di bersaglio di uno degli elicotteri ha agito da solo colpendo un bersaglio sbagliato”. È stata annunciata una commissione speciale “che indagherà su cosa è andato storto”: se è stato un errore dell’equipaggio Ka-52 o, come è stato segnalato, il sistema elettronico di comando e controllo (C2) del cruscotto di attacco ha sparato “involontariamente”?

Il Ka-52 è uno dei più moderni ed elettronicamente più avanzati elicotteri da attacco russo. Sarebbe molto inquietante se si venisse a scoprire che il suo sistema C2 può effettivamente selezionare e sparare a piacimento su obiettivi sbagliati. Gli aerei russi spesso saltellano sulle navi da guerra nel Baltico e gironzolano attorno agli aerei e navi occidentali, e se un missile “involontariamente” venisse sparato durante una di tali scorribande, forse la guerra alle frontiere occidentali della Russia potrebbe diventare presto una realtà.

La causa effettiva dell’incidente Ka-52 non è ancora chiara, e questo ha già provocato ramificazioni internazionali. Il presidente della Bielorussia Alyaksandr Lukashenko, si è apparentemente rifiutato di andare “a nord” per unirsi a Putin per visitare Luzsky. Il leader bielorusso – che probabilmente era già stato informato del fatto – ha sostenuto con i giornalisti: “Che cosa succede se un proiettile – per sbaglio? – ci colpisce entrambi [Putin e Lukashenko]?” L’ultimo giorno di Zapad 2017 Lukashenko ha visitato le truppe insieme ai giornalisti e agli osservatori internazionali. Putin era assente; Shoigu non si è visto, anche se tutti lo aspettavano, ed al suo posto è arrivato un telegramma con: “scusate, ma non arrivo per complicazioni in Siria”.

Nell’ultimo giorno del gioco di guerra, c’è stata un’intensa attività militare che ha incluso il Mare di Barents a nord e il Mar Nero a sud, apparentemente è sembrata un’imitazione di un’escalation di un conflitto nella regione baltica durante un grande scontro tra la Russia e l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO). Sebbene la milizia russa insista che qualsiasi altra attività militare al di fuori delle aree di formazione ufficiali di Zapad 2017 sia una pura coincidenza, il 20 settembre è stato testato dall’area di tiro di Plisetsk un missile balistico intercontinentale RC-24 Yars (ICBM). Inoltre, due bombardieri subacquei Tu-22M3, hanno sparato all’impazzata sul Mar Baltico e il Mar Nero.

Queste implementazioni sembrerebbero indicare che, come descritto nello scenario di Zapad 2017, alla fine si arrivi ad un’escalation del conflitto con le “forze occidentali”, che potrebbe “sfociare nel nucleare”; oppure, in modo limitato, usarlo per spaventare l’Occidente in ritirata – una potenziale tattica deterrente incorporata nel pensiero militare russo, anche se non è mai stata annunciata pubblicamente.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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